Uno staff al femminile al ristorante La Casina di Drena. La "lady chef" Miori: "Dalla nonna alla mamma, la storia del locale è stata segnata dalle donne"
La titolare Miori ha ricevuto il premio 2022 "La ristorazione trentina è donna". L'intervista: "Questa era una stalla dove si affumicava la lucanica fino al 1974. Sostenibilità ambientale? Sfruttiamo la materia prima al cento per cento per evitare di sprecare gli alimenti, convertendoli con creatività in piatti della trazione"

DRENA. Uno staff prevalentemente al femminile. È questa una delle caratteristiche che contraddistingue La Casina di Drena gestita dalla "lady chef" Giada Miori, di 33 anni, che ha ricevuto il premio 2022, "La ristorazione trentina è donna" insieme alle sue colleghe Anna Antoniolli del ristorante Al Vo' di Trento, Viviana Conzatti de Il Barone a Nomi e Lucia Dell'Antonia de Il caminetto a Primiero San Martino di Castrozza. In questa occasione un titolo speciale è andato anche alla più giovane tra le candidate, Eleonora Carrara del ristorante Al Bersaglio a Cles.

Il locale aveva acquisito notorietà anche dopo aver vinto al programma televisivo "4 Ristoranti" condotto dal famoso chef Alessandro Borghese. Una struttura di fine '800 che ha mantenuto la propria storicità con la sua costruzione in pietra, in una location immersa nei maroni, i castagneti di Drena, con i suoi caratteristici "volti a botte". Ma che allo stesso tempo negli anni con le diverse ristrutturazioni ha saputo rinnovarsi: "Ci siamo dotati anche di pannelli solari - racconta la titolare -. Inoltre abbiamo un orto gestito dall’azienda agricola di mio fratello".
Un locale da sempre a gestione famigliare, che parte ancora dai nonni della giovane imprenditrice. "Questa era una stalla dove si affumicava la lucanica fino al 1974 e dove era presente il 'fogolar'. Prima la nonna e poi mia mamma: la storia de La Casina è stata segnata dalle donne". Nel 1974 è proprio con la mamma che il locale si converte in "agritur". "Ora sia in sala che in cucina siamo in prevalenza donne come staff", aggiunge Miori.

Un altro punto cardine, che accomuna tutte le vincitrici del premio, è la sostenibilità ambientale. "Usiamo solo materie prime locali a chilometro zero per valorizzare il territorio. Inoltre sfruttiamo il cento per cento della materia prima, utilizzando cotture innovative per non avere sprechi e perdite valoriali degli alimenti. Il pane per esempio lo usiamo per le zuppe e i canederli".
Da chef e da imprenditrice Miori conclude: "I numeri delle donne ai vertici nella ristorazione stanno crescendo. E questo ci fa sentire meno 'sole' e ci da sempre più forza".













