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| 08 nov 2022 | 13:25

Con 544 anni di storia è la locanda "Zum Riesen" la più antica dell'Alto Adige. La titolare Dell'Agnolo: "Furono sempre donne a gestire la casa"

L'attività prosegue dal 1456 come viene segnato nel Landesarchiv di Innsbruck, con la prima oste Jäcklin, che dava alloggio ai pellegrini. La struttura si compone di 9 camere, come era originariamente. Dell'Agnolo: "Ovunque si incontrano testimonianze delle epoche più disparate, come il barocco e lo storicismo, quest’ultimo oggi prevalente"

Con 544 anni di storia è la locanda "Zum Riesen" la più antica dell'Alto Adige
di Francesca Cristoforetti

LACES. Una locanda gestita prevalentemente da donne a partire dal 1456, come segnato nel Landesarchiv di Innsbruck. E' una storia lunga quella della Gasthof "Zum Riesen" di Tarres, situata in un paesino della Val Venosta, in attività da ben 544 anni e che dal 2016 in mano alla titolare Alexandra Dell'Agnolo, che ama definirsi "la oste".

 

"Da sempre abbiamo 9 camere - spiega la titolare, intervistata da Il Dolomiti - e al piano di sotto, dove una volta c'era il granaio, dagli anni '70 lo abbiamo trasformato con la mia famiglia in un bar-pizzeria che abbiamo deciso di dare in gestione a terzi. La struttura è rimasta la stessa: noi ancora prepariamo da mangiare al piano dove si trovano le stanze, dalle colazioni, ai pranzi e le cene ma solo su prenotazione adesso. Ancora però può essere definita una 'locanda'".

 

All'attività è stato riconosciuto proprio qualche giorno fa, il Premio Economia Alto Adige 2022 della Camera di commercio di Bolzano, insieme ad altre imprese che vantano oltre una longevità di oltre 50 anni, collaboratori e collaboratrici "storici" tra i 36 e i 50 anni di servizio presso la stessa impresa.

 

Da dove nasce la locanda? "La prima albergatrice è documentata nel secolo XIV negli archivi storici di Innsbruck, dove risale il nome di Jäcklin che dava alloggio ai pellegrini della chiesa vicina. Attraverso i secoli, furono prevalentemente delle donne a gestire la casa ed è così fino ad oggi. Questo anche perché spesso gli uomini non facevano ritorno dalla guerra e per questo la locanda andava avanti grazie a madri e mogli. Prima di me ci sono state la mia bisnonna, poi mia nonna e la mia prozia, poi mia madre che nel 2016 ha passato a me il testimone".

 

Diverse sono state le numerose ristrutturazioni e ampliamenti attuati secondo le esigenze nel corso del tempo: "E' difficile accertare con precisione la struttura originale, ma ovunque si incontrano testimonianze delle epoche più disparate, come il barocco e lo storicismo, quest’ultimo oggi prevalente. La fase barocca è concentrata nella sala centrale, quella dello storicismo nei locali circostanti".

 

Dagli anni '70 la struttura, prima confinata al piano superiore, si amplia con un bar- pizzeria, "l'unica ancora oggi presente in paese". "Prima al piano inferiore tenevamo il grano e le poche mele che c'erano. Di fatto fino ad allora era un fienile e un magazzino. Poi con la coltivazione intensiva di mele non c'è più stato bisogno della coltivazione di cereali e abbiamo dismesso la cantina, trasformandola".

 

Un posto che ancora oggi continua ad affascinare, non solo perché intriso di storia, ma anche perché qui "il tempo sembra essersi fermato", conclude la titolare.

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