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Trento
12 giugno | 13:26

"Impegno e dedizione che si sono protratti per intere generazioni", il ristorante pizzeria" Maffei" e "Rigatti stufe" diventano "bottega storica trentina"

Il locale si trova all'interno di Palazzo Menghin-Brezburg e affonda le radici nel 1967 quando l’imprenditore rivano Valerio Benini aprì la Birreria Spaten, mentre l'azienda "Rigatti Stufe" è attiva da tre generazioni nella produzione di stufe in maiolica

RIVA DEL GARDA. Riva del Garda ha due nuove "Botteghe storiche trentine": si tratta del ristorante pizzeria "Maffei" e di "Rigatti Stufe".

 

A consegnare le targhe nel pomeriggio di ieri, martedì 11 giugno, la sindaca Cristina Santi e l'assessore alle attività economiche Lorenzo Pozzer che si sono congratulati con i titolari Matteo Benini e Piergiorgio Rigatti "per un riconoscimento che gratifica l’impegno e la dedizione che si sono protratti per intere generazioni, e che alla città riconosce il valore di attività profondamente radicate nella comunità e nella sua storia, condotte con capacità e passione: due esempi a cui guardare con ammirazione e orgoglio"

 

Per ricevere il titolo, infatti, un esercizio deve svolgere la propria attività da almeno cinquant’anni negli stessi locali e nello stesso settore, oppure in settori affini, a prescindere dagli eventuali mutamenti di denominazione, insegna, gestione o di proprietà, a condizione che siano state mantenute le caratteristiche originarie.

 

Inoltre, è richiesta la presenza nei locali di elementi, strumenti, attrezzature e documenti di interesse storico, artistico, architettonico, ambientale e culturale, o particolarmente significativi per la tradizione e la cultura del luogo.

 

Venendo alle storie delle due neo botteghe storiche, il ristorante pizzeria "Maffei" affonda le sue radici nel 1967 quando l’imprenditore rivano Valerio Benini apre la Birreria Spaten, grazie a un accordo con l’importatore dell'omonima birra tedesca, proponendo ai clienti la cucina tipica bavarese.

 

Il locale, che diventa un luogo di ritrovo e convivialità nella cittadina gardesana, si trova all’interno di Palazzo Menghin-Brezburg, edificio di fine Seicento in piazza delle Erbe che deve il nome al barone Luigi Menghin, nativo di Brez in valle di Non.

 

Al piano terra, dove oggi si trova il locale, in origine entravano le carrozze degli ospiti del barone, trovavano riparo i cavalli nella stalla, mentre nell'attigua casetta dormivano servitù e postiglioni, con i binari in pietra che sono ancora oggi visibili e vanno a comporre il pavimento dell’attuale ristorante.

 

Ad essere ancora presente è poi la piccola cappella di famiglia, oggi sconsacrata e usata come sala del ristorante: al suo interno è murata la lapide che ricorda Luigi Menghin e la sua dinastia fino ai nonni paterni, in aggiunta all’araldica di famiglia visibile sul soffitto.

 

Dopo poco più di un decennio dalla sua fondazione, alla fine degli anni Settanta al fianco del padre Valerio si aggiungono i suoi tre figli, appena diplomati alla scuola alberghiera di Varone: Leonardo, attualmente chef, Raffaello, che si occupa della pizza, e Matteo che gestisce la sala.

 

Ad evolversi, negli anni, è anche la cucina che abbandona i classici tratti altoatesini e diventa contemporanea e italiana.

 

Nel 2000 Valerio viene però a mancare e la conduzione del locale passa così ai figli che nel 2005 sostituiscono l’arredamento tirolese con uno contemporaneo, apportano varie modifiche e cambiano anche il nome del locale che diventa ristorante pizzeria "Maffei", in omaggio all’insigne poeta e traduttore nato a Molina di Ledro.

 

Alla fine degli anni 2000 viene aggiunto il plateatico esterno e due anni più tarsi un artista impreziosisce le volte del palazzo con pitture decorative, restaurando gli affreschi originali che tuttora si possono ammirare all’interno delle sale, come l’araldica originale in legno o la vetrata raffigurante la Madonna nella cappella, ora sconsacrata.

 

Negli ultimi anni, infine, nella conduzione del locale si aggiungono i nipoti Samuele e Vanessa - figli di Leonardo - e i figli di Matteo, Mattia e Valerio.

 

Venendo alla seconda attività insignita del titolo, l'Azienda "Rigatti Stufe" esiste da tre generazioni e ancora oggi Piergiorgio dedica la propria vita alla produzione di stufe in maiolica.

 

Fondata nel 1860 con il nome "Perini", costruiva già cucine e stufe che venivano trasportate lungo le strade bianche con carri o via lago con le apposite imbarcazioni.

 

La società venne acquistata poi, negli anni difficili della crisi del 1929, dai fratelli Rigatti che già lavoravano dentro l’azienda, con le difficoltà non impedirono loro di far crescere e prosperare l’attività.

 

Fu Luigi Rigatti, in particolare, a credere nello sviluppo dell'attività: era il 1943 quando affittò il laboratorio-bottega al civico 61 di viale Dante, sede storica dell’azienda.

 

Luigi Rigatti era un uomo di grande personalità, una figura "vecchio stampo", amante del proprio lavoro e precursore dei tempi: a lui si deve il brevetto per la costruzione di piastre radianti in ghisa, il marchio brevettato "Cucine Rigatti" e l'intuizione di un focolaio ad alto rendimento per cucine economiche a legna.

 

A lui va inoltre il merito, durante gli anni del secondo dopoguerra, di comprendere l'importanza che il turismo avrebbe assunto nell’Alto Garda: in quegli anni iniziò, infatti, a realizzare e installare cucine per la ristorazione.

 

Il figlio Piergiorgio subentrò in seguito al padre, prima da coadiuvante o poi come titolare, e oggi il negozio-bottega rappresenta un punto di riferimento per la clientela dell'intera zona, e non solo.

 

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