Contenuto sponsorizzato

Garda, i vigili del fuoco: ''Nove minuti tra chiamata e allerta''. De Col: ''Problema in Veneto e Lombardia, sollecitato la capitaneria a trovare soluzione''

La necessità di ottimizzare le tempistiche relative agli allertamenti da parte delle centrali è stato un argomento trattato nel corso dell'ultima assemblea ordinaria dei vigili del fuoco di Riva del Garda. Il dirigente della Protezione civile: "Ci possono essere, purtroppo, ritardi e abbiamo sollecitato la capitaneria di porto a trovare una soluzione per migliorare i tempi"

Pubblicato il - 03 settembre 2022 - 19:59

TRENTO. "E' un problema che riguarda soprattutto le rive venete e lombarde, quando viene attivata la macchina trentina i tempi di risposta sono molto brevi". A dirlo Raffaele De Col, dirigente della Protezione civile, sui tempi a volte lunghi tra chiamata e allerta delle strutture di soccorso. "E anche quando la capitaneria di porto interessa le nostre strutture, partiamo immediatamente verso il lago di Garda".

 

La necessità di ottimizzare le tempistiche relative agli allertamenti da parte delle centrali è stato un argomento trattato nel corso dell'ultima assemblea ordinaria del corpo dei vigili del fuoco di Riva del Garda. A prova di quanto viene ribadito da anni, ha spiegato Graziano Boroni, comandante dei pompieri, si è avuta con la manovra del 16 marzo, organizzata dalla capitaneria di porto.

 

L’utente che chiede soccorso sul lago (o comunque interventi relativi al soccorso in acqua nel lago di Garda), chiama la centrale di primo livello 112 la quale effettua la prima breve intervista e per protocollo trasferisce la chiamata alla capitaneria di porto di Venezia, altra breve intervista, prima di essere smistati alla capitaneria di porto di Salò, breve intervista e la chiamata viene inoltrata alla centrale 115 di Trento, breve intervista per poi allertare il corpo dei vigili del fuoco di Riva del Garda che dovrà effettuare il soccorso.

 

Tutto questo comporta un tempo medio tra chiamata di soccorso e attivazione dei soccorsi di 9 minuti medi, ai quali si deve aggiungere il tempo degli operatori che devono raggiungere la caserma, il porto e uscire. "Vediamo vanificati gli sforzi di anni di lavoro - ha detto il comandante - per garantire il soccorso in modo celere e puntuale, l’utente che attende il soccorso a volte ci chiede come mai impieghiamo così tanto tempo per arrivare. Tali procedure vanno ottimizzate, semplificate, l’utente che deve essere soccorso, non ha tempo da perdere".

 

Alla assemblea erano presenti la sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi, il sindaco di Nago-Torbole, Gianni Morandi, l'assessore Achille Spinelli, il vicepresidente della federazione Luigi Maturi e l'ispettore distrettuale Marco Menegatti

 

E quello della durata troppo lunga dell'attesa di chi chiama il Numero unico di emergenza per i soccorsi sul lago perché deve attraversare quattro centrali operative e conseguenti ritardi. "I nostri operatori - spiega De Col a Il Dolomiti - impiegano tra i 3 e i 5 minuti a intervenire sul target. Non registriamo criticità sul fronte trentino e non riguarda strettamente il nostro territorio, quanto il problema interessa in particolare l'invio delle unità in Veneto e Lombardia. Ci possono essere, purtroppo, ritardi e abbiamo sollecitato la capitaneria di porto a trovare una soluzione per migliorare i tempi".

 

Comunque le strutture provinciali sono a conoscenza di questi tempi talvolta lunghi. "Abbiamo più volte fatto presente il problema - aggiunge De Col - per cercare di migliorare l'interventistica e velocizzare l'arrivo dei soccorsi. La volontà è quella di trovare una soluzione quando la richiesta passa da Salò e attraverso la capitaneria di porto". 

 

Un altro punto importante nella relazione del comandante è quello della assoluta necessità di dotare l'unico motoscafo ora presente di due nuovi motori. La richiesta di risorse avanzata alla cassa provinciale antincendi non ha avuto ancora risposta mentre invece l'amministrazione comunale si è rivelata molto sensibile a questo intervento e ha già messo a disposizione una parte dei fondi necessari.

 

Attualmente il corpo di Riva del Garda è operativo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 e ha a disposizione solamente un gommone ed una moto d'acqua per i servizi d'emergenza. Il motoscafo ora non è più affidabile, viene quindi utilizzato per brevi spostamenti e lavori sottocosta.

 

L'assessore Spinelli ha assicurato di farsi portavoce agli uffici provinciali per capire dove questo finanziamento si sia arenato. Un finanziamento, conclude, importantissimo che assicurerebbe la sicurezza dei natanti e dei bagnanti su tutto il lago di Garda e non solo sulla parte trentina.

Contenuto sponsorizzato
Edizione del 24 settembre 2022
Telegiornale
24 set 2022 - ore 21:22
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
24 settembre - 19:13
Una lettera per chiedere maggiori controlli contro le speculazione sugli alpeggi è stata consegnata all’assessora Zanotelli, i pastori [...]
Economia
24 settembre - 19:20
Al teatro Sociale di Trento i maggiori esponenti del movimento calcistico a livello italiano hanno cercato di rispondere alle questioni più [...]
Cronaca
24 settembre - 18:22
In Veneto, fino alla fine di settembre, è stata sospesa la caccia per diverse specie di uccelli migratori, inoltre sarà vietato l’utilizzo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato