Giovani che non studiano e non lavorano, 300 i Neet coinvolti in Trentino nel nuovo progetto per favorirne l'autonomia: ecco di cosa si tratta
Si è tenuto nella giornata di oggi a Trento il seminario di avvio in Trentino delle fasi operative del europeo Cope “Capabilities, opportunities, places and engagement (Capacità, opportunità, luoghi e coinvolgimento)”, un'iniziativa rivolta a giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in progetti di formazione

TRENTO. Favorire l'autonomia, l'inclusione sociale e lavorativa ed il benessere dei Neet: al via in Trentino al progetto europeo Cope. L'iniziativa, spiega l'Apss, è rivolta ai giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in progetti di formazione (i cosiddetti Neet) e nelle giornata di oggi si è tenuto a Trento il seminario d'avvio del progetto (già presentato negli scorsi mesi, Qui Articolo). La problematica, come riportato da il Dolomiti (Qui Approfondimento), anche in Trentino interessa molti giovani: il territorio provinciale comunque vede una situazione migliore rispetto al resto d'Italia, anche se in Trentino il divario di genere (in base ai dati del 2020) è maggiore rispetto alla media nazionale.
“Capabilities, opportunities, places and engagement – Capacità, opportunità, luoghi e coinvolgimento” è il titolo dell'iniziativa che coinvolgerà in Trentino circa 300 giovani con interventi individualizzati di accompagnamento e pianificazione di percorsi e interventi condivisi e attuabili nella comunità. L'evento di presentazione delle fasi operative (organizzato dalla Direzione per l’integrazione socio sanitaria di Apss in collaborazione con il Dipartimento salute e politiche sociali della Pat e la Federazione Trentina della Cooperazione – Consolida) ha visto la partecipazione di rappresentati di istituzioni sanitarie, sociali, del mondo della scuola e del terzo settore.
“Il fenomeno sociale di cui si è parlato oggi – ha detto l'assessora alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana – ci preoccupa ed è per questo che sosteniamo la necessità di sensibilizzare operatori socio sanitari e singole comunità al fine di intercettare i giovani e condividere strumenti e progetti mirati e destinati a dare risposte concrete a loro e alle loro famiglie. È importante infatti supportare non solo chi si trova a vivere in prima persona questa situazione di stallo e di precarietà, ma anche e soprattutto l'intera rete famigliare chiamata a sostenere e accompagnare il giovane nella consapevolezza che uscire dal disagio e riprendere in mano la propria vita è possibile e doveroso. Da parte di noi amministratori c'è la massima condivisione e attenzione verso il fenomeno che purtroppo con la pandemia è emerso in tutta la sua drammaticità”.
Parlando del fenomeno dei Neet in generale (“definita giustamente una 'generazione persa' e di cui l'Italia gode di un triste primato”) Elena Bravi, direttrice della Direzione per l'integrazione socio-sanitaria, ha sottolineato come “le evidenze derivanti da esperienze europee e di successo” suggeriscano “di intraprendere soluzione connesse ai bisogni specifici sul territorio. È in questo ambito che si inserisce il progetto Cope, una sfida di elevata integrazione socio-sanitaria, che si rivela come un'esigenza non più eludibile per rispondere al rischio della grave esclusione economica, sociale e relazionale dei nostri ragazzi”. Cope infatti si propone di attuare interventi di accompagnamento integrati basati su un approccio di prossimità relazionale, dice l'Apss, per l'inclusione sociale e il benessere di giovani di età compresa tra 15 e 29 anni non impegnati nello studio, che non lavorano e non sono inseriti in programmi di formazione professionale.
Il progetto pilota viene realizzato in Trentino e in Portogallo: “A partire dallo scorso maggio – dice l'Apss – un gruppo di operatori di rete di prossimità (link worker) si è formato sulla metodologia e sugli strumenti adottati dal progetto. Attraverso l'attivazione di queste figure di collegamento tra la persona e le reti sociali di mutuo sostegno disponibili nella comunità, si costruirà un rapporto di fiducia con ogni giovane Neet assicurando ascolto, empatia, coaching e supporto motivazionale. Il gruppo trentino coinvolge principalmente operatori delle Cooperative sociali socie di Consolida, Centri per l'impiego e servizi dell'Apss ma è previsto anche il coinvolgimento di associazioni di volontariato, parrocchie, società sportive e imprese”.
In questa prima fase, conclude l'Azienda sanitaria: “In questa fase il progetto punta a rafforzare la rete in tutti gli ambiti territoriali, stringendo nuove alleanze con quelle realtà – sociali, private, pubbliche o di altro genere – interessate a supportare i progetti individualizzati dei giovani e a facilitare l’accesso dei Neet alle progettualità offerte dalla sperimentazione. Coloro che intendano partecipare al progetto o segnalare situazioni sulle quali è possibile attivare un intervento può scrivere a: cope@provincia.tn.it. Informazioni in: https://copeproject.eu/; https://www.youtube.com/watch?v=5V8YVn_XfA0”.












