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"In Italia oltre 120 mila giovani si chiudono nella loro stanza". Aumentano gli Hikikomori, Ama: "In Trentino? Richiesta di circa 20 genitori in più all'anno"

Il fenomeno degli "Hikikomori" è in aumento tra i giovani, in particolare a seguito della pandemia che ha accentuato il problema. Tomasi: "Un target di giovani tra i 15 e i 30 anni, ma la media si sta abbassando moltissimo, anche ai bambini delle elementari. Ancora troppi banchi vuoti a scuola a causa di questo fenomeno"

Di Francesca Cristoforetti - 03 settembre 2022 - 09:26

TRENTO. "Il ritiro avviene pian piano: prima si lasciano le attività sportive e gli hobby, poi ci si allontana dagli amici e infine si abbandona anche la scuolaNella propria stanza si trova riparo da un mondo competitivo, che chiede di correre troppo, e da relazioni che fanno sentire fragili e inadeguati". E' questo il fenomeno chiamato Hikikomori che secondo l'associazione A.m.a. sta aumentando sempre di più soprattutto tra i giovani. "La sensazione che provano? Essere sempre indietro rispetto a tutti gli altri, di non avere le istruzioni per attraversare la vita".

 

"In Italia oltre 120.000 giovani scelgono di chiudersi in casa o nella propria stanza - conferma la psicoterapeuta Giulia Tomasi - un target di giovani tra i 15 e i 30 anni, ma la media si sta abbassando moltissimo, anche ai bambini di quarta e quinta elementare. Abbiamo ancora troppi banchi vuoti a scuola a causa di questo fenomeno". In Trentino, prosegue Tomasi, "nei nostri gruppi abbiamo una richiesta di circa 20 genitori in più all'anno che si rivolgono ad A.m.a".

 

Il progetto per aiutare per le famiglie che hanno hikikomori in casa era partito già alcuni anni fa: "I primi gruppi per genitori sono nati nel 2018. Ora ne abbiamo due, uno online per genitori di adolescenti e l'altro in presenza per genitori di ragazzi di età maggiore ai 20 anni. Non escludiamo di creane un terzo visto la richiesta in aumento".

 

Pandemia e i diversi lockdown hanno solo accentuato il fenomeno, "come hanno dimostrato l'incremento di richieste di genitori e insegnanti arrivate soprattutto dopo ottobre e novembre 2020, di bambini e ragazzi che non sono voluti tornare a scuola. La pandemia ha solo reso esplicito qualcosa di nascosto: riprendere la 'normalità' per qualcuno è più doloroso".

 

L'assenza di contatti per questi ragazzi risulta essere meno dolorosa rispetto alla vita sociale, che sia a scuola o in altri contesti, "preferendo perciò rimanere a casa senza avere contatti".

 

Un fenomeno molto simile e a tratti che va a coincidere con  quello dei ''Neet'' (Neither in Employment or in Education or Training) quell'ampia fetta di popolazione giovane (si calcola tra i 15 e i 34 anni) che si trova nella situazione di non studiare e non lavorare (Qui il videoservizio). "In Italia si parla più del 25% attualmente", conferma Tomasi.

 

Per questo motivo in occasione del lancio del progetto "Hikikomori - la vita oltre la stanza" e della campagna di crowdfunding per finanziare i progetti è stato organizzato un webinar informativo (gratuito e online) che affronterà questa tematica giovedì 22 settembre alle 20, con la dottoressa Tomasi (Qui il link).

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