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| 05 set 2022 | 15:52

Lettera a Giorgia Meloni del papà single: ''Siamo un noi da quando Alba aveva 27 giorni di vita e nessuna famiglia era disposta a occuparsi di lei. Ora una famiglia ce l'ha''

Lettera-invito di Luca Trapanese a quella che praticamente tutti indicano come la futura premier italiana per affrontare il tema delle famiglie (non esistono solo quelle ''tradizionali'') e delle adozioni in Italia: ''Io e Alba siamo una luminosa eccezione alla regola delle adozioni, che come sai è ammessa dalla legge italiana solo perché Alba ha una grave disabilità''

Lettera a Giorgia Meloni del papà single: Siamo un noi da quando Alba aveva 27 giorni di vita e nessuna famiglia era
di Redazione

ROMA. ''Alba è una bambina serena, amata e felice. La gente ci dice spesso che siamo speciali, io invece, come forse saprai, lotto quotidianamente per affermare il contrario, e cioè che siamo una famiglia esattamente come lo sono tutte le altre. Io e Alba siamo una luminosa eccezione alla regola delle adozioni, che come sai è ammessa dalla legge italiana solo perché Alba ha una grave disabilità''. In piena campagna elettorale le promesse si accumulano l'una sull'altra senza troppo costrutto con la triste sensazione che, ormai, a nulla valgano più, buone solo ad acchiappare voti a breve termine per poi essere velocemente dimenticate. E' per questo che Luca Trapanese, assessore al welfare e politiche sociali del Comune di Napoli nella giunta del sindaco Manfredi, ha deciso di rivolgersi direttamente a quella che tutti indicano come la prossima presidente del consiglio, Giorgia Meloni

 

Lo ha fatto esponendo sé stesso, la sua storia, il suo presente e il suo futuro per chiedere un cambiamento rispetto a una tematica che sta vivendo sulla sua pelle ma che riguarda migliaia di bambini, persone, famiglie: quello dell'affidamento dei minori, del concetto di famiglia (che come noto per la destra italiana esisterebbe solo se ci sono un padre e una madre) della lotta per la difesa e l'ampliamento dei diritti civili nel nostro Paese. Lo ha fatto con una lettera aperta dove racconta la sua esperienza di genitore di una bimba adottata, di una famiglia monogenitoriale, appunto, che in Italia viene riconosciuta, nel caso dell'affidamento, solo se il bimbo o la bimba in questione sono disabili.

 

''Sono certo che al nostro tavolo mi diresti che si tratta di un'enorme assurdità, che questo va cambiato, perché è un'idiozia che per un bimbo disabile sia sufficiente un solo genitore e per gli altri ce ne vogliano due sposati'', le scrive. Una lettera che è un invito rivolto sia alla leader di Fratelli d'Italia che di sua figlia per conoscerli e per conoscere la loro quotidianità per capire come di famiglie ne esistono di tantissimi tipi (d'altronde anche Meloni ha una bimba avuta fuori dal matrimonio e convive senza essersi sposata a dimostrazione del fatto che l'importante è essere felici nel contesto in cui ci si trova e ci sceglie a prescindere da 'tradizioni' e sovrastrutture sociali). 

 

Cara Giorgia Meloni,

mi piacerebbe trovarmi a un tavolo con te e chiacchierare un po' di adozione, un tema che entrambi riteniamo cruciale da punti di vista diversi e, se ti farà piacere, potrebbe essere il tavolo di casa nostra, mia e di Alba.

 

Sei la benvenuta, porta anche tua figlia Ginevra. Alba vi accoglierebbe con uno dei suoi tipici sorrisi.

 

Mentre le nostre figlie giocherebbero insieme, ti racconterei di noi.

 

Siamo diventati un noi ormai 5 anni fa, quando Alba aveva 27 giorni di vita e nessuna famiglia disposta a occuparsi di lei. Ora una famiglia ce l'ha.

 

Tu sei una mamma, io sono un papà, siamo entrambi genitori, e siamo entrambi capaci di amare ed educare le nostre figlie, di superare qualunque difficoltà per loro, di vivere per loro, di agire per il loro unico bene. Lo faccio io tutti i giorni per Alba, lo fai tu tutti i giorni per Ginevra, in un momento della tua vita che immagino ti risucchi ogni energia.

 

Alba è una bambina serena, amata e felice. La gente ci dice spesso che siamo speciali, io invece, come forse saprai, lotto quotidianamente per affermare il contrario, e cioè che siamo una famiglia esattamente come lo sono tutte le altre. Una famiglia, la nostra, con un papà single che in Italia con l'attuale legge, non avrebbe potuto adottare un bambino.

 

Io e Alba siamo una luminosa eccezione alla regola delle adozioni, che come sai è ammessa dalla legge italiana solo perché Alba ha una grave disabilità.

 

Sono certo che al nostro tavolo mi diresti che si tratta di un'enorme assurdità, che questo va cambiato, perché è un'idiozia che per un bimbo disabile sia sufficiente un solo genitore e per gli altri ce ne vogliano due sposati.

 

Vi aspettiamo allora. E poi qua da noi facciamo una pizza leggendaria, non potete proprio rifiutare.

 

Luca e Alba

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