"Minimo 7 notti nel nostro albergo. E' la cosa migliore per l'ambiente". L'Hotel Hubertus per un'accoglienza "green". "Meno ospiti? Preserviamo le Tre Cime e il Lago di Braies"
La struttura altoatesina ha proposto negli ultimi 5 anni soltanto un soggiorno "lungo" all'insegna di un turismo più sostenibile. L'intervista al titolare: "Minimo 7 giorni di permanenza significa una sola auto per stanza e alla settimana sull'autostrada del Brennero. La nostra piattaforma wellness sospesa? Offre un'esperienza che invoglia il turista a fermarsi di più"

BOLZANO. "I nostri ospiti devono rispettare un soggiorno minimo di 7 notti e questa regola vale per tutto l'anno. Una permanenza più lunga è la cosa migliore e più efficace che possa fare per l'ambiente". Non ha dubbi su questo Markus Gasser, titolare dell'Hotel Hubertus in Valdaora, Alto Adige. "Meno ospiti? Così preserviamo i luoghi naturali come le Tre Cime e il Lago di Braies".
Non è la prima volta che si parla di iniziative simili, soprattutto nelle strutture altoatesine, per proporre messaggio di ''cambiamento'' in ambito turistico. A parlare questa volta è il titolare della struttura ricettiva diventata famosa per la sua piattaforma wellness "Heaven & Hell" a 15 metri da terra, una piscina e una spa a testa in giù, terminata di costruire proprio lo scorso giugno. Un investimento, sostiene Gasser, "nell'ottica di offrire al cliente un'esperienza per cui si possa fermare di più".
Iniziative di questo genere erano state proposte anche dal celebre "albergatore green" Michil Costa, nel suo Hotel La Perla, a Corvara in val Badia (Qui l'intervista). La sua ultima proposta? Senza macchina per tre giorni, un albero piantato a Campolongo, senza per sei una notte in albergo gratis. Appellandosi agli albergatori Costa aveva sostenuto "la grandissima responsabilità nell'educare il cliente" proprio per evitare una sorta di "porno turismo", o meglio spiegato, "il turista che non si adatta al luogo, ma noi che ci adattiamo ai suoi desideri".
A seguire quindi questa filosofia l'albergatore in Valdaora: "Nella mia struttura per ogni camera è previsto un arrivo e una partenza in 7 giorni - dichiara Gasser - il contributo viene dato anche dall'unicità e da ciò che offre la nostra struttura: questo invoglia il cliente invece di andare in vacanza 2-3 volte all'anno per meno giorni rimanere di più nello stesso posto. L'ospite visita luoghi famosi solo una volta alla settimana. Se avessi un nuovo ospite ogni 2/3 giorni, anche l'onere per il nostro paese sarebbe 2/3 volte di più".
Un soggiorno più lungo favorirebbe anche un approccio diverso all'interno dell'hotel: "Il personale e noi come proprietari possiamo creare una 'connessione amichevole' con l'ospite che non è più un numero che arriva e riparte dopo due giorni. Da decenni noi proponiamo questo approccio ma negli ultimi 5 anni grazie ai nostri progetti di costruzione innovativi siamo stati in grado di farlo tutto l'anno, indipendentemente che fosse alta o bassa stagione".
Un altro tema caldo il traffico e l'inquinamento sulle Dolomiti. "Noi incentiviamo una sola auto per stanza e alla settimana sull'autostrada del Brennero. Ogni località turistica viene visitata da un ospite solo una volta alla settimana. Questo è particolarmente molto importante per i luoghi che sono già molto frequentati, per esempio come le Tre Cime e il lago di Braies".
A questo si aggiunge la pulizia della stanza. "Il cambio completo della biancheria da letto viene effettuato solo una volta alla settimana, più spesso se richiesto, ma non accade quasi mai. Nel complesso possiamo dire che i nostri ospiti consumano automaticamente meno e quindi utilizza meno risorse".
La tendenza attuale invece, nell'industria alberghiera di lusso, "è proprio moltiplicare se non triplicare i consumi, se sono soggiorni di pochi giorni - conclude Gasser - con ciò non voglio rimproverare nessuno. Ma non mi sembra corretto accusare progetti innovativi nel settore alberghiero in Alto Adige che vengono sempre usati come 'capro espiatorio', quando in alcuni casi questi contrastano un certo tipo di turismo 'mordi e fuggi'".




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