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| 04 feb 2022 | 16:11

Nasceva 147 anni fa Cesare Battisti. Sui social Scanzi rilancia Cecchi e il ''circo dell’orrore con foto ricordo, risate, insulti verso un uomo che non aveva più vita''

Il 4 febbraio 1875 nasceva a Trento l'irredentista che ha dedicato la sua vita per una Trento italiana (dalla politica all'azione militare). Sui social corre il ricordo e il giornalista de Il Fatto Quotidiano rilancia il post di Leonardo Cecchi, dottore magistrale in storia, che spiega ''Ha dedicato la sua vita a due ideali: l’uguaglianza degli uomini e la libertà d’Italia. Nella lotta e nel pensiero, fu vivace, intelligente. Si occupò anche di diritti delle donne, ponendo in essere il tema molto prima che altri lo facessero''

Nasceva 147 anni fa Cesare Battisti
di Redazione

TRENTO. Nasceva oggi, 147 anni, Cesare Battisti patriota e irredentista italiano che dedicò la sua vita al Trentino lavorando per ottenerne l'autonomia amministrativa dall'Impero austriaco e l'annessione all'Italia. Lo fece in tutti i modi sia dal punto di vista politico, anche come deputato alla Camera di Vienna (1911) sia poi dal punto di vista militare quando, allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruolò negli alpini.

 

Nel giorno della sua nascita, era il 4 febbraio 1875, sui social è diventato virale il post di Leonardo Cecchi, dottore magistrale in storia, collaboratore di varie testate come L’Espresso e Huffington Post, già vice responsabile della comunicazione nazionale del Partito democratico, che ha condiviso l'immagine successiva all'esecuzione dell'allora 41enne, con un post rilanciato, tra gli altri, anche da Andrea Scanzi. Si ricorda il patriota (''di quelli veri però'', sottolinea Cecchi, ''altro che quelli della Meloni'' aggiunge il giornalista de Il Fatto Quotidiano) e quel tragico giorno successivo all'arresto di Battisti sul Monte Corno (era il 10 luglio 1916) alla sua condanna a morte e all'esecuzione.

 

 

Un'impiccagione avvenuta nella corte del Castello del Buonconsiglio, la fossa della Cervara, a Trento, il 12 luglio ripetuta due volte perché nel primo caso il boia Lang non riuscì a portare a termine il suo compito. Il post, ovviamente, sta facendo discutere. Il tema, l'irredentismo, il fatto che Trento sia più italiana o più austriaca, come è noto, provoca ancora oggi grandi dibattiti e confronti soprattutto in terra trentina. Quel che non si discute, però, è quanto è avvenuto, il ricordo di un patriota che si è battuto perché Trento fosse dove si trova oggi ed è morto per questo. E non si può nemmeno dimenticare il trattamento che gli è stato riservato: pena di morte in abiti civili, il corpo appeso alla forca e lasciato lì per ore finché il cadavere (assieme a quello di Filzi) è stato usato per fotografie con boia e soldati austriaci sorridenti. Infine il seppellimento sommario in una fossa senza alcun segno di riconoscimento.

 

“Cesare Battisti stava lì, ormai spento. Dopo l’agonia di due impiccagioni, perché durante la prima la corda si era spezzata (il boia, per vendicarsi del suo aver gridato “viva l’Italia”, aveva usato una corda fragile). Gliel’aveva dovuto torcere con le mani il collo per farlo morire, il boia venuto apposta da Vienna per ammazzare quell’italiano.

 

Se ne stava lì, ormai senza vita. Lo avevano umiliato in ogni modo, prima di ucciderlo. Lui aveva chiesto di poter indossare la divisa italiana nell’esecuzione, ma gli austriaci lo vestirono apposta come uno straccione. Poi lo caricarono su un carro e lo fecero sfilare per tutti i paesini, fino a Trento, dove lo uccisero. Non gli fecero neanche scrivere alla famiglia, gli negarono anche questo diritto. Poi, dopo averlo giustiziato nel peggiore dei modi, diedero inizio al circo dell’orrore continuo con foto ricordo, risate, insulti verso un uomo che non aveva più vita.

 

Cesare Battisti, che nasceva oggi, fu un socialista, un eroe italiano, un irredentista e un sincero democratico. Un uomo che aveva deciso di dedicare la propria vita a due ideali: l’uguaglianza degli uomini e la libertà d’Italia. Nella lotta e nel pensiero, fu vivace, intelligente. Si occupò anche di diritti delle donne, ponendo in essere il tema molto prima che altri lo facessero (e la moglie, Ernesta Battisti, continuò a farlo anche negli anni successivi, entrando in contrasto con il fascismo).

In questo giorno, in cui ricorre la sua nascita, il pensiero va a lui. A un patriota, di quelli veri però.”

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