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“Ricordo la prima udienza a Trento, difendeva gli ultimi”, l’addio a Valerio Onida ex presidente della Corte costituzionale, la testimonianza dell’avvocato Guarini

Il pensiero dell’avvocato Giovanni Guarini dopo la scomparsa di Valerio Onida: “Un autentico esempio di umiltà e passione per il diritto, chi ha a cuore la tutela dei diritti civili e i diritti degli ultimi oggi si sente un po’ più solo”

Di Tiziano Grottolo - 14 May 2022 - 15:47

TRENTO. Si è spento all’età di 86 anni Valerio Onida, esperto costituzionalista che fra i vari ruoli aveva ricoperto anche quello dei presidente della Corte costituzionale. Ad annunciarlo sui social il figlio Francesco Onida che su Facebook ha pubblicato una foto del padre accompagnata dalla scritta “Ciao papà, grazie di tutto”.

 

Onida, originario di Milano, era stato un rinomato insegnante universitario e nel 1996 fu eletto giudice alla Corte costituzionale di cui divenne anche presidente nel 2004. Nel 2016 sostenne il fronte del “no” contro la riforma costituzionale lanciata dall’allora leader del Partito Democratico da Matteo Renzi.

 

Più di recente Onida era intervenuto per stigmatizzare le difficoltà incontrate dai richiedenti asilo nell’iscriversi all’anagrafe. L’ex presidente della Corte Costituzionale aveva inviato assieme all’avvocato Giovanni Guarini una lettera al Comune di Trento per chiedere di provvedere “tempestivamente all’annullamento in via di autotutela del provvedimento di diniego di iscrizione all’anagrafe e conseguentemente rilasci alla signora il provvedimento di iscrizione richiesto”. La Corte costituzionale infatti, aveva bocciato la norma, prevista dal decreto dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini che negava ai richiedenti asilo il diritto di iscriversi all’anagrafe.

 

Di seguito il ricordo dell’avvocato Giovanni Guarini

 

Valerio Onida è stato un autentico esempio di umiltà e passione per il diritto. La sua vita è stata un esempio costante, piegava la sua autorevolezza di Professore universitario, di Presidente emerito della Corte Costituzionale, per la tutela delle ragioni degli ultimi. In questo senso andavano il suo contributo di volontariato in carcere per i detenuti e il suo impegno per gli stranieri esclusi dai diritti fondamentali.

 

Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo. Anni fa ho difeso con lui e con l’amico e collega Alberto Guariso una donna ucraina, rifugiata in Italia assieme al figlio minorenne, per sfuggire a quella guerra civile, che oggi ben conosciamo.

 

In quella causa Valerio Onida aveva anticipato la Corte Costituzionale nel ritenere incostituzionale il noto decreto Salvini, che aveva vietato ai richiedenti asilo di potersi iscrivere all’anagrafe dei residenti e quindi di fatto inibendo loro di fruire dei servizi di assistenza sociale che connessi alla residenza.

 

Ricordo che la prima udienza a Trento davanti al giudice civile era in una calda giornata di giugno, l’udienza era fissata nella prima mattina. Nei giorni precedenti all’udienza lo avevo rassicurato di non disturbarsi per essere presente ad ogni costo, ci sarei stato comunque io e gli avrei risparmiato una levataccia mattutina , visto che doveva partire da Milano. Ma lui fu irremovibile, volle essere presente ad ogni costo: “È necessario che io spieghi al Giudice perché questa norma è incostituzionale e discriminatoria”, mi disse.

 

È fu così, che alle otto di mattina era già arrivato alla stazione dei treni di Trento, pronto per andare in Tribunale. Di quella mattina trascorsa con lui davanti al giudice ricordo la fermezza assieme alla pacatezza nell’esporre le sue tesi, proprie di chi è assolutamente convinto delle sue ragioni.

 

E ancora, la passione e l’indignazione dinanzi a norme che non potevano avere cittadinanza in un Paese civile e ispirato al principio di uguaglianza. Mi mancherai e ci mancherai Prof Onida, chi ha a cuore la tutela dei diritti civili e i diritti degli ultimi oggi si sente un po’ più solo.

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