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| 27 lug 2022 | 18:51

Sei tonnellate di lana per 30 chilometri di sciarpa da srotolare nella Valle dei Laghi. Oltre 650 persone e 50 associazioni coinvolte da tutta Italia

Nel marzo 2020 alla Pro Loco Lasino-Lagolo è nata l’idea di confezionare "la sciarpa più lunga al mondo" collegandola al progetto "Un caldo abbraccio". La partenza del sentiero sarà da Castel Toblino per arrivare al Monte Bondone, alla storica Chiesetta degli Alpini. Si srotoleranno 16 rotoli di sciarpa da 60 metri e uno da 40

Sei tonnellate di lana per 30 chilometri di sciarpa da srotolare nella Valle dei Laghi
di Martina Ursella e Davide Bagolini Liceo Classico Prati di Trento

TRENTO. È stato grazie a numerose associazioni e volontari e due anni di lavoro che è stato possibile riuscire a raccogliere ben 6 tonnellate di lana e realizzare 30 chilometri di sciarpa, per un totale di 9.000 metri quadrati che verrà srotolata nella Valle dei Laghi. L'iniziativa è stata presentata questa mattina, 21 luglio, nella sede della Federazione trentina Pro loco.

 

Nel marzo 2020 alla Pro Loco Lasino-Lagolo è nata l’idea di confezionare “la sciarpa più lunga al mondo” collegandola a un progetto denominato "Un caldo abbraccio".  Molte persone costrette in casa durante il primo lockdown hanno aderito con entusiasmo, accomunate dal mettersi a disposizione per un obiettivo bello e importante.

 

 

Tuttavia nel corso dei mesi la sciarpa è diventata un sentiero, che verrà srotolato da tanti gruppi di persone provenienti da varie parti d’Italiadomenica 24 luglio, partendo alle 9:30, da Castel Toblino fino alla Chiesetta degli Alpini in Bondone, per un totale di 1.050 metri di dislivello

 

Saranno stesi 30 chilometri di colorati, bellissimi e morbidi filati tra boschi, prati, campagne, laghi, borghi e luoghi storici. Per ogni singolo chilometro, si srotoleranno 16 rotoli di sciarpa​ da 60 metri e uno da 40, tutti contemporaneamente.

 

Irene Simonetti, tra le ideatrici del progetto spiega: "Per chi vuole ci sarà la possibilità di percorrere a piedi uno o più tratti di questo sentiero, entrando così proprio nel cuore della manifestazione. Sono tante, tantissime le persone che ci hanno permesso di raggiungere quest’obiettivo".

 

 

Al termine del percorso si festeggerà l’impresa presso il Parco Feste di Lagolo, con una grande manifestazione, che celebrerà la fine dell’evento, allestendo per l’occasione gomitoli giganti e altri addobbi a tema.

 

Le donne di Fraveggio hanno realizzato per l’occasione 300 bamboline da donare a chi ha partecipato al progetto. Sarà inoltre premiata una volontaria, in simbolica rappresentanza di tutti i volontari delle associazioni che si sono messi in gioco per raggiugere quest’importante traguardo. Altro gesto simbolico di notevole importanza: alla sciarpa sarà unito un filo rosso di 200 metri per richiamare l’enorme valore della solidarietà nei confronti dell’Avis Comunale di Trento che, con Avis Vallelaghi e Avis Aldeno Garniga Cimone, ha chiesto di unire il proprio progetto "Il filo Rosso di Avis" al Caldo abbraccio. Oltre 650 persone e 50 associazioni sono state coinvolte nel progetto.

 

Nereo Pederzolli, giornalista e scrittore che ha moderato l'incontro, che è legato alla Valle dei laghi dalle sue origini nel piccolo borgo di Stravino, ha sottolineato come questo percorso sia stato predisposto per attraversare i diversi ambienti che caratterizzano la Valle, dalle acque tranquille del Lago di Toblino, ai vigneti nei dintorni di Lasino fino ai boschi del Bondone poiché, proprio grazie a questa sua particolare conformazione, la zona è adatta alle più diverse iniziative. 

 

"Il progetto è significativo per vari motivi - sostiene il giornalista - è un modo per condividere e rinsaldare il legame tra la comunità. Ci permette di condividere un abbraccio, dare aiuto gli altri e di fare solidarietà concreta. Infatti in autunno i rotoli di sciarpa saranno tagliati e cuciti assieme per realizzare calde coperte per chi ne ha bisogno. Infine questo è un record assolutamente sostenibile, a costo zero in termini di dispendio energetico, visto che tutte le sciarpe sono state realizzate a mano e sono particolarmente durevoli".

 

Pederzolli ricorda inoltre come questa iniziativa non sia destinata a essere solamente un record o una giornata di festa, ma anche "un modo concreto di fare solidarietà", perché non resti unicamente un gesto simbolico, ma si concretizzi nella realizzazione e donazione di oltre 2.500 coperte, destinate a chi ne avrà bisogno nei periodi più freddi. Il tessuto che non verrà utilizzato verrà destinato alle associazioni che si occupano di animali, perché possano essere utilizzati per le cucce.

 

Ivo Chistè, presidente della Pro Loco Lasino Lagolo aggiunge che "al di là dei numeri così straordinari, è importante sottolineare che quest’iniziativa ci ha permesso di recuperare la lana in un periodo in cui il suo prezzo è totalmente crollato, in un’ottica di riuso e sostenibilità" e quindi questo progetto non si è preoccupato solo della tematica sociale, ma anche di quella del riutilizzo, usando la lana recuperata sia dai volontari nelle loro soffitte che da aziende venete e lombarde che hanno messo a disposizione la materia prima. 

 

Questa è stata anche un’opportunità per rinsaldare i legami fra le persone, dichiara il sindaco del Comune di Madruzzo Michele Bortoli, anche per rafforzare l’idea di comunità perfino oltre la piccola Valle dei Laghi, culla del progetto, grazie alla tecnologia, che ha permesso di diffondere l’iniziativa, in un’armoniosa unione fra le tradizionali tecniche di realizzazione delle sciarpe, e di organizzare e dirigere la rete di solidarietà creata attraverso i social.

 

"L’amministrazione comunale ha aderito volentieri - sostiene il sindaco - fornendo tutto il supporto logistico necessario. Il risultato più bello per noi però è la rete di solidarietà e collaborazione che si è creata in primis tra le associazioni del paese, come la Pro Loco, il Gruppo Alpini, i Vigli del Fuoco, la Filodrammatica e molte molte altre".

 

Molte regioni del centro/nord si sono alleate in questa strana sfida. Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana con qualche collaboratore anche in Lazio e Campania.

 

Lo ricorda anche Irene Simonetti: "Sono tante, tantissime le persone che ci hanno permesso di raggiungere quest’obiettivo. A tale proposito voglio raccontare un aneddoto su tutti: la capogruppo di un circolo si muoveva sempre in bici tenendo nello zaino ferri (con punti messi) e gomitoli. A tutti quelli che incontrava chiedeva se sapevano lavorare a maglia, e se la risposta era affermativa cercava in tutti i modi di convincerli a collaborare".

 

Le regole erano poche e semplici: la sciarpa poteva essere lavorata ai ferri o all’ uncinetto in lana o cotone, non deve superare i 30 centimetri di larghezza e i pezzi potevano essere lunghi da un minimo di 30 a un massimo di 150 centimetri.

 

Pederzolli conclude dicendo che sarà possibile seguire il percorso, creando un momento di colore che ricordi gli obiettivi di questa giornata: il riuso, la solidarietà e la sostenibilità, perché questo momento sia durevole nel tempo e “non venga ricordato solo il giorno, ma il senso".

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