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Un braccio meccanico per coltivare la terra da remoto: ecco il cyber-orto di Mindshub

Un orto automatizzato, quello proposto dall'associazione Mindshub, con un'interfaccia utente che permetterà a chi vorrà di piantare e controllare le proprie colture comodamente da casa

Di Sara De Pascale - 29 June 2022 - 12:52

È “Cyberorto” uno dei progetti più sorprendenti di Mindshub, associazione non-profit che promuove l’utilizzo consapevole degli strumenti tecnologici, proponendo laboratori dove ragazze e ragazzi hanno la possibilità di sperimentare nel campo dell’elettronica, della robotica, dell’informatica e della stampa 3D. Un orto gestito in maniera completamente automatizzata quello sviluppato dal giovane gruppo di Ala, presentato a Il Dolomiti da Fabio Giovanazzi, vicepresidente dell’associazione: “Sulla scia del 'Farmbot’, progetto di nicchia promosso negli Usa da Rick Carlino e Rory Aronson, abbiamo pensato nel 2018 di elaborare un progetto nel campo dell’agricoltura, costruendo (da zero) una macchina agricola robotizzata (in particolare, un braccio meccanico) in grado di piantare e prendersi cura di colture attraverso un ‘Arduino’ (microprocessore  programmato dai ragazzi per gestire i movimenti dei motori e le coordinate polari) insieme a un computerino Raspberry (utilizzato invece per la gestione dell’intelligenza artificiale)”. 

 

Si tratta per l’appunto di un braccio meccanico senza fili di circa un metro e mezzo di lunghezza, che ha a disposizione utensili che può utilizzare per compiere le più svariate azioni nel piccolo appezzamento di terra posto sotto di esso. “Questo braccio scorre su di un binario singolo – spiega Fabio - può andare avanti o indietro, ruotare e assumere differenti posizioni. È in grado di monitorare la crescita delle piante poste all’interno dell’orticello, di misurare i livelli di umidità, vento e la temperatura. Questo gli consente quindi di agire ove necessario, innaffiando quando serve e tenendo traccia dei punti in cui si trovano le piante”. Per fare ciò, questa particolare macchina agricola robotizzata è dotata di piccoli strumenti: “Ha a disposizione ad esempio una pipetta che utilizza per piantare i semi o, ancora, un aratro per smuovere la terra nei punti in cui non sono presenti piante”.

 

 

Un progetto che ha visto contribuire molti volontari dell’associazione tra cui lo stesso Giovanazzi, che insieme a Alessio Zeni ha elaborato un’intelligenza artificiale in grado di fare fotografie dall’alto per controllare la situazione dell’orto: “L’intelligenza mostra in nero le zone dove non ci sono colture mentre a colori quei punti nei quali ci sono delle piante, permettendo al contadino o a chi controlla il ‘Cyberorto’ di conoscere in tempo reale la situazione delle proprie colture, nonché di far compiere azioni al braccio meccanico da remoto”. 

 

“Abbiamo mostrato questo nostro progetto a due fiere, nel 2019 e nel 2021, ottenendo grande successo – confessa il vicepresidente –. Negli anni abbiamo perfezionato il macchinario sempre di più, arrivando a creare un’interfaccia utente che permetterà a chi vorrà di piantare tramite un’applicazione piante a scelta e di controllarle, venendo avvisati quando il raccolto sarà pronto”. 

"Non stiamo parlando di certo del futuro dell'agricoltura in generale - conclude Fabio - ma sicuramente di un'ottimo spunto e aiuto che potrebbe essere impiegato ad esempio nella raccolta di piccoli frutti. Le potenzialità ci sono, non resta che vedere cosa succederà: nel frattempo, proveremo a testarlo all'aperto visto che per ora, abbiamo coltivato solo indoor". 

 

 

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