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Valsugana, stop ai treni per il consumo delle ruote. La Provincia valuta il rimborso agli abbonati

Vertice tra Provincia, Rfi e imprese ferroviarie per fare luce dal punto di vista tecnico sui problemi che interessano la tratta della Valsugana, servizio che in questi giorni è praticamente svolto con bus sostitutivo a causa del ritiro dei materiali rotabili in quanto non vengono assicurati i requisiti di sicurezza rispetto alle misure dei bordini delle ruote dei treni

Pubblicato il - 26 August 2022 - 21:34

TRENTO.  La Provincia valuta il rimborso agli abbonati a causa del blocco dei treni sulla linea della Valsugana e il ricorso ai bus sostitutivi. Intanto si cerca di trovare soluzioni per garantire la sicurezza sulla tratta e anche in vista della riapertura delle scuole.

 

Si è tenuto venerdì 26 agosto l'incontro tra Provincia, Rfi e imprese ferroviarie per fare luce dal punto di vista tecnico sui problemi che interessano la tratta della Valsugana, servizio che in questi giorni è praticamente svolto con bus sostitutivo a causa del ritiro dall'esercizio dei materiali rotabili in quanto non vengono assicurati i requisiti di sicurezza rispetto alle misure dei bordini delle ruote dei treni.

 

Il blocco dei treni è stato imposto da un anomalo consumo dei bordini delle ruote (Qui articolo). Un problema che si registra da alcuni anni (Qui articolo): sostanzialmente si verifica una maggiore usura delle ruote rispetto ai parametri sempre usati per la manutenzione, normalmente è necessario intervenire dopo i 65mila chilometri percorsi. Oggi l’usura non consente di superare i 10mila chilometri. E la riprofilatura delle rotaie con il treno 'grizzly' non sta dando i risultati sperati. E attualmente c'è solo un treno su 15 a disposizione per 6 su 44 corse

 

Nelle scorse ore a intervenire anche il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino: "Si potenzi la linea ferroviaria della Valsugana per costituire una valida alternativa alla Valdastico Nord A31" (Qui articolo).

Durante il confronto, l’assessorato alla mobilità della Provincia ha sottolineato che l’obiettivo fondamentale è ora il ripristino di un modello di esercizio che consenta di dare certezza ai pendolari. Mantenendo, se necessario, in vista della riapertura delle scuole un servizio misto su rotaia e su gomma, quindi con la presenza di bus sostitutivi per alcune corse in affiancamento a quello dei treni, sicure e garantite. Con orari certi per tutta la linea, a beneficio degli utenti.

 

Al vaglio anche azioni sul fronte tariffario. Ipotizzata l’individuazione nelle prossime settimane di forme di rimborso agli abbonati, penalizzati dal cattivo funzionamento del servizio ferroviario, come pure la verifica per la non corresponsione in tutto o in parte a Rfi, da parte delle imprese, del canone pagato per l’accesso all’infrastruttura.

 

Nell’incontro, i tecnici presenti hanno convenuto che un mix di elementi potrebbe avere ridotto la percorrenza dei treni e un aumento delle necessità di tornitura delle ruote, elementi che vanno dalla presenza di punti di restringimento del binario (si parla di pochissimi millimetri) fino a temperature elevate o operazioni di molatura accompagnate da minore funzionamento degli ingrassatori.

 

Invece Rfi, presente con i direttori d’area, ha descritto la situazione, e in particolare ha confermato di avere proceduto alle operazioni di diagnostica e molatura. In un quadro che a tutt’oggi non consente di individuare le specifiche cause tecniche alla base del degradato rapporto nell’accoppiamento ruota-rotaia.

 

Riguardo alla diagnostica, è stato chiarito che non si sono evidenziati difetti che giustifichino il fenomeno. Dalla molatura, terminata il 5 agosto per 55 chilometri di binario, si attendono effetti positivi (anche alla luce del fatto che su altre linee dove il fenomeno è rilevante si è fatto tale intervento), unitamente ad un monitoraggio in continuum degli ingrassatori del binario.

 

I tecnici hanno ricordato che con la molatura del binario, operazione che si rende periodicamente necessaria, in prima battuta le ruote dei treni soffrono degrado, ma in un secondo momento l’operazione vede un adattamento della ruota stessa e un progressivo miglioramento. A queste fasi è stato ricondotto il fenomeno, ritenuto non prevedibile, per cui con la molatura a fine luglio 3 treni di Trentino trasporti improvvisamente dopo soli 10.000 chilometri erano sotto il limite di sicurezza. Considerato che l’ultimo rinnovo del binario risale al 2018, e poi nulla di invasivo è stato fatto sulla ferrovia (nel 2023 saranno rinnovati gli ultimi 10 chilometri mancanti).

 

"Nel complesso - si legge nella nota della Provincia - è ragionevole pensare che un mix di fattori riguardanti l’infrastruttura abbia degradato le prestazioni dei treni. Anche se ora l’obiettivo resta non tanto quello di individuare le specifiche responsabilità quanto soluzioni di lungo termine".

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