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| 18 feb 2022 | 20:31

VIDEO SERVIZIO. La crisi dell'Ucraina vista dal Trentino: ''Preoccupati per la nostra terra e per i nostri parenti. La Russia? Siamo due popoli diversi''

Lyudmyla Bilous è impegnata nell'associazione Rasom, nata nel 2004 con l'obiettivo principale di diffondere la cultura ucraina in Trentino e di offrire un aiuto alle persone immigrate nel percorso di integrazione nella società trentina

di Marco Todarello

TRENTO. "La nostra libera Ucraina vive con pace, senza guerra", "La mia Ucraina" con le colombe a sostenere la bandiera del Paese e il messaggio. Questi alcuni dei disegni dei bambini raccolti da Lyudmyla Bilous impegnata nell'associazione Rasom, nata nel 2004 con l'obiettivo principale di diffondere la cultura ucraina in Trentino e di offrire un’aiuto alle persone immigrate nel percorso di integrazione nella società trentina. "Siamo due popoli diversi, pure la lingua è diversa anche se dicono che è un dialetto".

 

In Trentino ci sono circa 2.500 ucraini in apprensione per i venti di guerra tra Russia e Ucraina. "Anche se siamo lontani - spiega Bilous a Il Dolomiti - siamo molto preoccupati perché è la nostra terra e lì abbiamo naturalmente i parenti". Una crisi con radici lontane che risale già a 30 anni fa dopo l'indipendenza di Kiev da Mosca.

 

Nel frattempo Cgil, Cisl, Uil e Acli del Trentino si uniscono all'appello della società civile, dell’associazionismo e delle forze politiche locali per una de-escalation della crisi Russia/Ucraina e "la necessità - dicono - della costruzione di una soluzione politica e negoziata che porti alla pace stabile e duratura e tolga dal campo ipotesi e futuri rischi di un intervento armato".

 

Le parti sociali sono pronte a mobilitarsi anche sul territorio provinciale in raccordo con le organizzazioni nazionali. "Come noi - aggiungono Cgil, Cisl, Uil e Acli - tante cittadine e tanti cittadini in Trentino stanno seguendo con particolare attenzione il susseguirsi degli eventi. Invitiamo la popolazione a partecipare alle iniziative che si stanno programmando per sabato 19 febbraio alle 17.30 in piazza Duomo a Trento".

 

E' alta la tensione al confine tra Russia e Ucraina, mentre tra accuse reciproche proseguono i tentativi di mediazione per cercare alla de-escalation.

 

I governi occidentali cercano la via della diplomazia per risolvere la crisi mentre l'Unione europea prepara delle sanzioni verso Mosca e gli Stati Uniti riportano di ulteriori forze russe in movimento verso l'Ucraina. 

 

La situazione è critica nel Donbass, l’est ucraino: Kiev riferisce di avere registrato 60 violazioni del cessate il fuoco, 43 con armi vietate dagli accordi di Minsk. E dall’altra parte anche i separatisti ribelli di Luhansk riferiscono di tre nuovi bombardamenti ucraini. In agenda per la prossima settimana l’incontro tra il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e l'omologo russo Sergey Lavrov, oltre al viaggio a Mosca del premier Mario Draghi: entrambi gli appuntamenti devo essere però ancora fissati.

 

Intanto oggi (venerdì 18 febbraio) Putin riceve al Cremlino il collega bielorusso Alexandr Lukahsneko, che domani gli terrà compagnia durante i test balistici di domani.

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