Cinque rinomate cantine si misurano in una degustazione di vini chiusi con tappo a vite, gli "Svitati" protagonisti al Sociale per Autumnus
Una degustazione con gli "Svitati", un progetto per una scommessa, già presentato la scorsa primavera vicino Vicenza e che per Autumnus ha ulteriormente rilanciato un metodo che diventa uno stile

TRENTO. Autumnus, il meteo non mitiga il clamore di una kermesse, organizzata dalla Pro Loco Centro Storico, assolutamente vincente. Coniuga il pop con il top. E libera nuove idee, tra cibo nostrano, tecniche culinarie innovative, esposizioni, spettacoli, mense e convivi esclusivi, pure su come tappare le bottiglie di vino pregiato. Senza mai tralasciare il legame con Trento.
Girovaghi per la città e puoi gustare abbinamenti insoliti quanto appaganti. Dal ‘Ramen’ di stampo giapponese con spaghetti serviti in ciotole con brodo a base di caffè (quello della micro quanto esclusiva torrefazione I Druper di Zambana Vecchia, elaborato dal ristorante Vecchia Sorni) per poi assaggiare leccornie firmate dalla brigata di cucina dello chef Alfio Ghezzi. O sostare tra boccali di birre artigianali, pane con vari cereali, carni stagionate da Belli, sostare nei punti gastronomici curati da blasonati chef (gli Augurio, ad esempio) ma pure immergersi in una golosa baraonda di vii impastita nel fascinoso Teatro Sociale.
Vini sul parterre, mentre sul palco - o meglio: sopra gli avvolti del palco - il Sociale ha dato spazio agli Svitati. Proprio così: cinque rinomate cantine che usano il tappo a vite, abrogando il sughero. Una degustazione mirata, altrettanto istruttiva, pure provocatoria, comunque foriera di stimoli. E tappi che garantiscono intrinseche proprietà organolettiche del vino racchiuso nel contenitore, nelle bottiglie di vetro.
Svitati, vale a dire "fautori del tappo a vite", basta con chiusure di sughero. E via all’innovazione. Partendo dal legame che in qualche modo la vite (pianta simile ad una liana) e dunque" che s’avvita per natura". Un progetto per una scommessa, già presentato la scorsa primavera vicino Vicenza e che per Autumnus ha ulteriormente rilanciato un metodo che diventa uno stile.
Lo hanno ribadito i 5 alfieri Svitati: Mario Pojer, Walter Massa, Silvio Jermann, Graziano Prà e la famiglia del compianto Franz Hass. Tutti orgogliosi di far degustare vini tappati senza ricorrere al sughero. Solo chiusure in alluminio, capsule altamente tecnologiche, garantite, ecosostenibili in quanto riciclabili. Ma soprattutto sicure. Garantiscono tenuta, conservano le peculiarità organolettiche, stimolano pure a ‘gesticolare’ diversamente con bottiglie vinarie protagoniste di occasioni conviviali. Al Sociale, nello spazio sopraelevato di Palazzo Festi, gli Svitati lo hanno dimostrato. Ampiamente.
Del resto il "tappo a vite" non stupisce più di tanto. Ha una recente storia enologica alle spalle. Precisa e lungimirante. Nato negli ’60, oggi questo tipo di chiusura registra un trend in crescita in tutto il mondo grazie alle sue caratteristiche: è infatti in grado di mantenere al meglio la qualità, la freschezza e il sapore pieno del prodotto, evitando le possibili contaminazioni da Tca, il fungo che provoca il cosiddetto "sapore di tappo", o le virazioni del gusto del vino.
Un mercato in grande crescita e che ricopre un ruolo chiave anche nelle strategie di sviluppo, con aziende di stampo mondiale come Guala Closures - che ha patrocinato l’incontro ad Autumnus - custodi e promotori d’innovazione, a discapito delle chiusure in sughero. In sostanza oggi, a livello mondiale, su 10 bottiglie 4 impiegano questa soluzione. Escludendo i vini spumeggianti, il 22% del vino oggi venduto in Italia utilizza tappo a vite.
Questa tipologia di chiusura presenta numerosi vantaggi. Per quanto riguarda il tema della sostenibilità, i tappi a vite prodotti in alluminio sono altamente riciclabili, soprattutto se comparati con le chiusure realizzate in stagno, essendo composti da un materiale che può essere riutilizzato all’infinito. “Da questo punto di vista, l’Italia rappresenta un’eccellenza poiché il 75% di tutto l’alluminio che viene prodotto è ancora in uso e viene impiegato in altre lavorazioni”.
Le peculiarità dei vini degli Svitati sono state al centro di una golosa cena al Nicky’s Alchimia del Gusto, per una serata autenticamente d'Autumnus.












