Dalle campagne di Mori riemerge il caccia abbattuto nel 1944 (FOTO): “I resti saranno spediti ai discendenti del pilota 26enne che morì nello schianto”
Nel 1944 un caccia P-47D Thunderbolt statunitense venne abbattuto nei cieli della Vallagarina, nell’impatto morì il pilota 26enne, Eugene Francis Smith. Ora un gruppo di ricercatori ha scoperto il luogo dove è precipitato: “Una parente vive in Minnesota, le spediremo alcuni frammenti del velivolo”

MORI. È la mattina del 10 dicembre 1944 quando il rombo di un caccia americano squarcia i cieli della Vallagarina. Si tratta di un P-47D Thunderbolt statunitense che è decollato da Grosseto per bombardare la linea ferroviaria nei pressi degli scali merce di Mori, Marco e Rovereto.
La contraerea tedesca posizionata a Ravazzone però è allerta e colpisce il velivolo del 66esimo Fighters Squadron che si schianta alle Coe di Sano, poco distante della frazione di Mori. Il pilota 26enne, Eugene Francis Smith, aveva tentato un disperato atterraggio d’emergenza ma l’impatto fu violentissimo e purtroppo non gli lasciò scampo.
Questa era una delle piccole-grandi storie legate alla Seconda guerra mondiale che nel corso del tempo rischiava di perdersi. Eppure, a distanza di quasi ottant’anni, alcuni ricercatori arcensi dell’associazione culturale Benàch e degli Archeologi dell’Aria, Giacomo Zanetti, Luca Paruca Santoni e Gabriele Gobbi coadiuvati da Sergio Leonardi e Ben Appleby, sono riusciti a trovare l’esatto luogo d’impatto portando alla luce molti frammenti dell’aereo.
La scoperta è frutto di un meticoloso lavoro portato avanti dal gruppo di ricercatori che hanno coinvolto anche Fabio Manfredi, Franco Villa e Rita Depretto. La testimone chiave però è stata l’89enne Virginia “Gina” Bona di Mori, che il 10 dicembre 1944 era presente quando il caccia precipitò. “È stata proprio lei ha raccontarmi con dovizia di particolari quei momenti drammatici”, precisa Giacomo Zanetti.
Nel 1944 Gina aveva appena 9 anni e viveva assieme ai genitori e al fratello Mario nella casa che ospitava anche bar Roma, proprio nel centro di Mori. A gestire il bar era la madre, Teresa, una donna energica e molto colta che parlava in modo fluente il tedesco. L’8 dicembre 1944 il paese lagarino venne colpito da un bombardamento degli Alleati. Una delle bombe cadde di fronte all’abitazione di Gina danneggiandola pesantemente. Fortunatamente la famiglia si era salvata anche grazie alla dritta ricevuta da un soldato della Wehrmacht che frequentava il bar: il militare infatti aveva rivelato che qualche giorno prima il paese era era stato oggetto di una ricognizione fotografica aerea. Ergo un nuovo bombardamento era più che probabile.

Così la famiglia decise di trasferirsi a Sano da alcuni cugini. Due giorni dopo lo stormo del 66esimo Fighters Squadron era in volo per bombardare la ferrovia, con loro il pilota 26enne, Eugene Francis Smith, che verrà abbattuto dalla contraerea tedesca. In paese si sparse subito la voce dell’aereo precipitato. Gina, assieme ad altri curiosi, si incamminò verso Sano scoprendo che il caccia statunitense era caduto proprio nell’appezzamento coltivato da suo padre. Per la cronaca la ferrovia venne comunque colpita e danneggiata in diversi punti.
Come già detto, a distanza di quasi ottant’anni, una squadra di ricercatori ha individuato il punto dove cadde l’aereo. “Abbiamo recuperato numerosi pezzetti di alluminio avio, profili rivettati, bulloni e rondelle – spiega il ricercatore – alcuni di questi resti avevano ancora dei codici identificativi e quindi sono stati opportunamente identificati con il supporto degli Archeologi dell’Aria di Ferrara”. La storia però non finisce qui. Perché gli stessi ricercatori, grazie all’aiuto del mantovano Claudio Mischi, hanno rintracciato Pamela, figliastra del pilota 26enne che morì a Sano. “Vive nel Minnesota, si tratta della figlia nata dal secondo matrimonio della moglie di Eugene e abbiamo deciso di inviarle alcuni dei pezzi recuperati”, conclude Zanetti che in futuro non esclude di produrre un libretto dedicato a questa vicenda.














