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| 28 lug 2025 | 20:02

Imprenditore trentino compra una piastrina militare in Vietnam, 24 anni dopo fa ricostruire la storia del soldato: "Ora tornerà nelle mani dei discendenti"

In occasione del 52esimo anniversario del Vietnam Veterans Day, la piastrina di riconoscimento di Robert L. Thompson verrà restituita ai suoi discendenti. Ecco la storia del cimelio, arrivato nelle mani di un trentino, che ha fatto sì che la storia del soldato americano venisse (finalmente) ricostruita

di Redazione

TRENTO. "In occasione del 52esimo anniversario del Vietnam Veterans Day, commemorato ogni anno negli Stati Uniti, la piastrina di riconoscimento del soldato Robert L. Thompson verrà restituita ai suoi discendenti".

 

A dirlo Paolo Parolari, fondatore del gruppo di ricerca "Aviation Archaeology Trentino Alto Adige", che a Il Dolomiti racconta una storia che ebbe inizio nel 2001.

 

Quell'anno un imprenditore trentino di Riva del Garda, durante una vacanza in Vietnam, acquistò infatti da una persona anziana – in un villaggio nei pressi della città di Ho Chi Minh (Saigon) – due piastrine militari di riconoscimento appartenenti a soldati americani e le portò con sé in Italia.

 

Per 24 anni, le due piastrine rimasero in un cassetto, fino a quando l’imprenditore venne a sapere, tramite un amico, che il gruppo di ricerca "Aviation Archaeology Trentino Alto Adige" collabora con enti, istituzioni e privati per garantire che i ritrovamenti storici siano rispettati, valorizzati e quando possibile, restituiti ai discendenti o consegnati a istituzioni museali.

 

Per questo motivo, le due piastrine sono state consegnate al fondatore del sito web www.aviationarchaeologytaa.it, il quale ha subito avviato le ricerche dei rispettivi discendenti.

 

"In questi anni – spiega Parolari – abbiamo già restituito ai discendenti oggetti e beni personali ritrovati direttamente da noi oppure ricevuti da privati che hanno scelto di affidarceli per garantirne la restituzione alle famiglie dei militari a cui appartenevano".

 

Come spesso accade, la ricerca non è semplice: "Richiede tempo e collaborazione con enti, istituzioni e privati". Grazie alla collaborazione di David R. Hardin, archivista supervisore e capo del settore referenze presso i National Archives di St. Louis, nello stato del Missouri (USA); di Terry West, segretario del Sacramento Valley National Cemetery Support Committee; e di Gina Street Burke, di Tucker, Georgia (USA), è stato possibile identificare i discendenti di Robert L. Thompson.

 

"Dalla ricerca - rivela ancora - è emerso che Robert, chiamato anche “Bobby”, nacque il 4 giugno 1947 e, all’età di 20 anni, si arruolò volontario nell’esercito americano durante la Guerra del Vietnam. Fu assegnato all’Air Force (l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti) e servì dal 26 gennaio 1967 al 25 gennaio 1971".

 

L’Air Force era una forza combattente attivamente coinvolta nella Guerra del Vietnam. Sebbene non fosse una "unità di terra" come quelle dell’Esercito (Army), le sue unità – come gli elicotteri HH-3E “Jolly Green Giant” – furono fondamentali per missioni di recupero dei piloti abbattuti, evacuazioni mediche e altre operazioni militari cruciali.

 

Durante il periodo di servizio di Robert, circa 485.000 soldati americani erano presenti in Vietnam: "Chissà quante esperienze avrà vissuto durante i suoi quattro anni di arruolamento, nei quali fu promosso al grado di sergente - si chiede -. Gli elicotteri, in particolare, trasformarono il conflitto in una guerra altamente mobile, permettendo operazioni rapide in un ambiente caratterizzato da terreni difficili. Divennero indispensabili per il morale delle truppe, poiché garantivano un rapido salvataggio e l’evacuazione".

 

E prosegue: "Tuttavia, erano vulnerabili al fuoco nemico: su 12.000 elicotteri utilizzati dagli Stati Uniti in Vietnam, circa 5.000 furono distrutti o abbattuti durante il conflitto. Nel gennaio 1971, Robert fu congedato dall’esercito e rientrò negli Stati Uniti. Purtroppo, 39 anni dopo – nel luglio del 2010 – Robert L. Thompson morì all’età di 63 anni, a causa di una malattia dovuta anche alla continua esposizione a erbicidi (come l’Agente Arancio) e ad altre sostanze chimiche, come la diossina, un composto altamente tossico utilizzato dagli americani nella giungla del Vietnam. Ora riposa nel Sacramento Valley National Cemetery di Dixon, in California (Usa)".

 

Sulla sua lapide è inciso: "Marito amorevole, padre e nonno". Purtroppo, non è dato sapere come il sergente Robert “Bobby” perse la sua piastrina in Vietnam.

 

"L’importante è che, dopo tutti questi anni, essa possa finalmente tornare nelle mani della moglie, Amelia Agboyani Thompson, riportando con sé ricordi ed emozioni - conclude commosso Parolari -. Anche per la seconda piastrina le ricerche stanno per concludersi positivamente: siamo ormai vicini all’identificazione certa dei discendenti del secondo soldato e prossimamente, potremo ricostruire anche la sua storia".

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