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Trento
14 aprile | 19:22

Durante lo sfratto la mamma si sente male, gli attivisti impediscono che la famiglia perda la casa: “I picchetti andranno avanti a oltranza”

Momenti concitati durante il tentativo di sfrattare una famiglia dalla casa Itea a Trento, gli attivisti: “Sia il decisore politico che Itea rifiutano di assumersi ogni responsabilità sociale e scaricano sulle famiglie l’assenza di reali soluzioni all’emergenza abitativa”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Questa mattina un nutrito gruppo di attivisti dello Sportello Casa per Tutti (organizzazione che riunisce varie realtà fra cui il Centro sociale Bruno) si trovavano in via Roma a Trento per impedire lo sfratto di una famiglia. Dalla fine di gennaio questa è la quarta volta che la presenza degli attivisti impedisce all’ufficiale giudiziario di prendere possesso dell’alloggio. Il prossimo sfratto è previsto per il 3 maggio e riguarderà una nucleo con 3 minori.

 

Oggi la famiglia sotto sfratto era quella di Gaetano e Lidia che vive in un alloggio Itea con quattro figli (fra cui due minori). L’appartamento in centro a Trento era stato loro consegnato in via emergenziale, proprio per via della condizione di fragilità della famiglia. Stamane, quando l’ufficiale giudiziario si è presentato accompagnato dai funzionari di Itea, la signora Lidia si è sentita male. Affrontare situazioni simili non è facile, figurarsi quando il rischio è quello di finire per strada con i propri figli. Sul posto erano presenti i consiglieri provincia Filippo Degasperi (Onda) e Paolo Zanella di Futura. 

 

Come già anticipato però la presenza degli attivisti e l’impossibilità per la famiglia di trovare un’altra sistemazione ha impedito lo sfratto. L’ufficiale giudiziario dovrà ripresentarsi il prossimo ottobre. “I continui tentativi di sfratto Itea non fanno altro che peggiorare la situazione e mettono a rischio la salute delle persone” denunciano dallo Sportello Casa per Tutti, chiedendo al contempo un tavolo di confronto per trovare una soluzione strutturale all’emergenza casa.

 

Gli attivisti chiedono inoltre di sospendere gli sfratti e di applicare i regolamenti Itea “in maniera ragionata. Crediamo – proseguono – di aver dimostrato a sufficienza come non vi sia alcuna ragione, né tanto meno fretta, di procedere a questi sfratti da alloggi pubblici”.

 

Nel frattempo lo Sportello Casa per Tutti sta sostenendo le famiglie nell’interlocuzione con i vari enti pubblici e i servizi sociali nella ricerca di nuovi alloggi. “Di fatto sia il decisore politico che Itea rifiutano di assumersi ogni responsabilità sociale e scaricano sulle famiglie l’assenza di reali soluzioni all’emergenza abitativa. Eppure, ogni anno, inquilini e inquiline restituiscono a Itea più alloggi di quanti la società ne ristrutturi, a questa situazione occorre rispondere con la costruzione di lotte e solidarietà dal basso”. Per questo gli attivisti fanno sapere che i picchetti contro gli sfratti continueranno a oltranza.

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