Elagabalo, l'imperatore romano originario della Siria, che un museo inglese classifica con i pronomi femminili: ''Era trans''
La questione ha acceso un grande dibattito in tutto il mondo sull'opportunità o meno di ''piegare'' al politically correct anche la storia o più semplicemente di renderle giustizia

HITCHIN TOWN HALL. ''Il North Hertfordshire Museum si riferirà all'imperatore Elagabalo con i pronomi femminili di lei (she) e suo di lei (her)''. Inizia così il suo articolo dal titolo Museum reclassifies Roman emperor as trans woman la Bbc per raccontare la decisione presa dal museo inglese di ribattezzare con i pronomi femminili ogni targhetta e scritta descrittiva riferita a Marco Aurelio Antonino, passato alla storia con il soprannome di Elagabalo (da El-Gabal - Dio della Montagna, divinità semitica del Sole alla quale il giovane era particolarmente devoto).
La questione ha acceso un grande dibattito in tutto il mondo sull'opportunità o meno di ''piegare'' al politically correct anche la storia anche se, va detto, l'imperatore romano che governò dal 218 d.c al 222, quando venne assassinato, è ricordato per la frase "non chiamatemi Signore, perché sono una Signora". ''Il dibattito sull'identità di genere di Elagabalo è di vecchia data - spiega la Bbc - e spesso divide gli accademici. La dottoressa Shushma Malik, docente di scienze classiche all'Università di Cambridge, ha dichiarato: 'Gli storici che utilizziamo per cercare di capire la vita di Elagabalo sono estremamente ostili nei suoi confronti e quindi quanto scrivono non può essere preso per certezza. Non abbiamo alcuna prova diretta delle parole di Elagabalo stesso. Nella letteratura romana ci sono molti esempi di periodi in cui il linguaggio e le parole effeminate sono state usate per criticare o indebolire una figura politica. I riferimenti a Elagabalo che indossa trucco, parrucche e si toglie i peli del corpo potrebbero essere stati scritti per minarne la popolarità imperatore".
La dottoressa Malik, alla Bbc, ha quindi aggiunto che, sebbene per i romani fosse più che accettata la fluidità di genere e vi siano esempi di cambio di pronomi nella letteratura, "di solito veniva usata in riferimento al mito e alla religione, piuttosto che per descrivere persone viventi". Più diretto Keith Hoskins, membro esecutivo per l'Impresa e le Arti del North Herts Council, ha affermato "che Elagabalo preferiva sicuramente il pronome 'lei'. Sappiamo che Elagabalo si identificava come donna ed era esplicito nell'uso dei pronomi, il che dimostra che l'uso dei pronomi in questo modo non è una novità".
Che la fluidità di genere fosse assolutamente un abitudine in epoca romana è un fatto e che non ci fosse nemmeno una difesa della ''razza'' come qualcuno ipotizza rievocando frasi del tipo ''quando governavamo il mondo'' lo dimostra ancora una volta Elagabalo che era un ragazzo di origine siriana. Per questo non amava vestire alla romana o alla greca ma indossava abiti alla moda dei preti fenici o dei persiani. In occasione di una mostra a Roma del 2018, il Sole24 Ore lo descrive così: '' Quando non si travestiva da Venere, si drappeggiava di seta scarlatta trapuntata d’oro, carico di collane e bracciali, ispirandosi alla moda dei preti fenici e agli sfarzosi persiani (per questo era sbeffeggiato come l’”Assiro” o il “Sardanapalo”). Si sposò con cinque aristocratiche romane per eugenetica (desiderava «bambini simili a dei» ma non si riprodusse) e impalmò due maschi orientali per passione: uno schiavo di cui si considerava «moglie e regina», e poi un atleta superdotato. Come una Messalina rediviva si prostituiva al bordello, truccato, depilato e con la parrucca. Si era fatto circoncidere per motivi religiosi ma avrebbe preferito castrarsi ed era disposto a dare la metà dell’impero a chi trovasse il modo di trapiantargli i genitali femminili''.
Qui un interessante approfondimento del Guardian.












