Gardaland primo parco rifiuti zero: ha valorizzato il 93,4% dei rifiuti prodotti
L’analisi rigida e scrupolosa a cui Gardaland è stato sottoposto ha coinvolto tutto il resort e sono stati presi in considerazione tutte le tipologie di rifiuti partendo dalla ristorazione, ai negozi, agli uffici e non solo. Anche gli scarti dei negozi come giocattoli rotti, pile, carta e cartone fino agli oli idraulici, vernici di manutenzione del parco

VERONA. Gardaland diventa il primo parco divertimenti italiano a ottenere la certificazione “Rifiuti zero” di Aenor, un ente certificatore internazionale che individua e certifica le aziende che riescono a garantire una gestione massimale per la prevenzione e il recupero dei rifiuti. Questo è stato possibile dopo aver raggiunto, nell’ultimo anno, il traguardo certificato del 93,4% di rifiuti valorizzati, sul totale dei rifiuti prodotti, contribuendo attraverso operazioni di recupero e di economia circolare a rendere il parco divertimenti sostenibile da molteplici punti di vista.
“Siamo decisamente onorati e orgogliosi – afferma Sabrina de Carvalho, ceo di Gardaland - di ricevere la certificazione “Rifiuti zero”. Questo importante riconoscimento conferma e rafforza l’impegno di Gardaland sul tema della sostenibilità. Insieme a tutti i dipendenti continueremo a perseguire questa sfida che punta al miglioramento della qualità dell’ambiente, con l’obiettivo di produrre sempre meno rifiuti coinvolgendo altri partner per valorizzare al meglio il mondo in cui tutti viviamo”.
Gardaland Resort infatti, già dal 2019 aveva azzerato la plastica monouso a favore di materiali compostabili e biodegradabili all’interno dei punti ristorazione del parco. Nel corso del 2022, inoltre, è stata data la priorità allo sviluppo sostenibile del resort concentrandosi anche sul potenziamento della raccolta differenziata, su processi di economia circolare e sulla gestione virtuosa dei rifiuti. Attraverso un processo specifico infatti, Gardaland riesce a destinare i rifiuti indifferenziati a impianti di selezione e cernita spingendo al massimo il recupero dello scarto azzerando quasi completamente il materiale destinato alle discariche.
L’analisi rigida e scrupolosa a cui Gardaland è stato sottoposto ha coinvolto tutto il resort e sono stati presi in considerazione tutte le tipologie di rifiuti partendo dalla ristorazione, ai negozi, agli uffici e non solo. Anche gli scarti dei negozi come giocattoli rotti, pile, carta e cartone fino agli oli idraulici, vernici di manutenzione del parco sono stati determinanti all’interno dell’analisi.
“Interessante il lavoro qualitativo fatto da Gardaland – commenta il direttore generale di Aenor Italia Pierpaolo Arca –. Mi ha colpito la progettualità delle soluzioni di smaltimento attuate. Così la realtà entra di diritto a far parte del gruppo di grandi aziende che ottengono questa distinzione, è la prima azienda in Italia del settore parco dei divertimenti ad ottenerla. Con essa, invia un messaggio forte e chiaro del suo impegno verso le migliori pratiche per recuperare i rifiuti che genera, evitando che vengano smaltiti in discarica”.
Questo riconoscimento è stato ottenuto grazie alla collaborazione dell’intera azienda che ha messo in atto una serie di operazioni che hanno permesso a ogni dipendente e collaboratore di contribuire attivamente alla valorizzazione e riciclaggio dei rifiuti. Sabrina de Carvalho racconta poi come “questa attività di economia circolare ci ha permesso di estendere gli orizzonti e aprire nuove collaborazioni conseguendo non solo obiettivi ambientali ma anche sociali.”
In uno dei tanti progetti di recupero infatti, Gardaland, ha coinvolto una cooperativa sociale, impegnata in attività di inclusione lavorativa di soggetti fragili, con la quale ha sviluppato un progetto volto al riutilizzo delle divise dismesse del parco. Un’attività sociale che ha permesso che le divise, così come gli scarti dei negozi, fossero selezionate e riutilizzate inserendole nel circuito del commercio equo solidale. In questo modo un potenziale scarto è stato intercettato prima che diventasse rifiuto e inserito in un processo di economia circolare.












