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| 08 mag 2023 | 19:09

Giovani fumatori in aumento, "complice la sigaretta elettronica", Levari: "Al Centro antifumo pochissimi utenti under 30: i ragazzi non sono consapevoli dei rischi"

Nel Centro antifumo di Trento si registrano in genere utenti con età "che va dai 30 ai 40 anni, o anche di più: di giovani fumatori ne vediamo davvero pochi e questo perché i più ritengono che fumare non costituisca un rischio per la propria salute. Per questo risulta cruciale fare informazione, soprattutto nelle scuole"

Giovani fumatori in aumento, "complice la sigaretta elettronica"

TRENTO. "Sono sempre più in aumento i giovani fumatori, anche se difficilmente riusciamo ad intercettarli - anticipa Ermelinda Levari, responsabile dell'Unità Operativa Dipendenze, SerD di Trento, intervistata da Il Dolomiti -. I nostri utenti hanno generalmente fra i 30 e i 40 anni e questo dimostra quanto sia importante fare informazione, ad esempio approdando nelle scuole e cercando di rendere consapevoli i ragazzi dei rischi che corrono"

 

Nel corso del mese di maggio il Centro antifumo di Trento organizza non a caso una serie di iniziative finalizzate a sensibilizzare la popolazione circa i danni che la dipendenza dal tabacco provoca alla salute. Per tutto il mese, in più punti della città, saranno allestiti stand con personale Apss, volontari Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) e Anvolt (Associazione nazionale volontari lotta contro i tumori) per informare la cittadinanza sui danni da fumo e presentare allo stresso tempo l’attività del Centro e i servizi offerti.

 

"Molti giovani non sono consapevoli dei rischi dati dal tabacco, causa di differenti patologie che partono dall'ipertensione arteriosa, fino ad arrivare ai tumori", come quello ai polmoni o alla mammella ma anche cancro intestinale o esofageo. "L'introduzione della sigaretta elettronica - prosegue la dottoressa - considerata da molti come 'presidio' per smettere di fumare, sortisce soprattutto nei ragazzi più giovani l'effetto contrario, avvicinandoli al mondo del tabacco e costituendo via per l'accesso ad altro".

 

Nel Centro antifumo di Trento si registrano in genere utenti con età "che va dai 30 ai 40 anni, o anche di più: di giovani fumatori ne vediamo davvero pochi - ribadisce Levari - e questo perché molti non ritengono che fumare costituisca un rischio per la propria salute". Per questo, vengono periodicamente organizzati incontri nelle scuole, che aiutano a dialogare e a raccontare i rischi legati alla dipendenza da tabacco "a ragazzi che rischieremmo altrimenti di non intercettare". 

 

"Le vie di accesso al SerD sono due – spiega l’esperta -. Si può telefonare allo 0461 904990 per prendere un appuntamento", che consentirà di prenotare un colloquio con le educatrici, oppure richiedere una visita con uno specialista attraverso l'impegnativa del medico di base e il pagamento di un ticket.

 

"Mettiamo inoltre in campo dei corsi per smettere di fumare: degli incontri di gruppo con le operatrici del centro che si basano sull’auto-mutuo-aiuto", conclude Levari. Un servizio che va incontro a un'esigenza molto sentita dalla popolazione se, come risulta dai dati del Servizio Dipendenze Apss, nel 2021 ben il 44% dei fumatori in Trentino ha cercato di smettere.

 

In generale, un quadro dell’attività del Centro antifumo lo offre un rendiconto dell’attività degli ultimi quattro anni: nel periodo 2019-2022, nonostante la riduzione dovuta alla pandemia Covid, sono state prese in carico 260 persone in cerca di sostegno individuale per liberarsi della dipendenza e sono stati organizzati 32 corsi cui hanno partecipato 259 persone. Nel solo 2022 sono state 88 le persone che si sono rivolte al Centro e 28 i partecipanti ai quattro corsi organizzati.

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