IL PODCAST. 50 giorni senz’acqua, è siccità. ''Il clima del Trentino sempre più simile a quello della Toscana degli anni '70. Chianti dolomitico? No ma cambiamenti mai visti''
Persiste inesorabile l’assenza di precipitazioni su tutto il territorio provinciale e la siccità si impone come TrenTopic di queste settimane. Cosa ha causato questa situazione? Come possiamo mitigare gli effetti? Quale sarà il meteo del futuro? Le risposte a queste domande - e tante altre tutte da scoprire - si trovano nella nuova puntata di TrenTopic con l’intervista all’ingegnere Giacomo Poletti di Meteo Trentino Alto Adige
TRENTO. ''Il Trentino di oggi assomiglia molto alla Toscana degli anni ‘70''. Non è questo il resoconto di un assurdo viaggio nel tempo, bensì uno degli esempi più efficaci per mostrare il cambiamento climatico in corso. Sembra strano ammetterlo, ma a livello climatico è proprio così. Dunque, nessuna coltivazione dolomitica di Chianti per ora, “anche se - conferma l’ingegnere Poletti - i cambiamenti sono evidenti soprattutto a basse quote. È come se tutto si stesse spostando verso altitudini più elevate”.
Giacomo Poletti è ingegnere ambientale e membro del direttivo dell’associazione Meteo Trentino Alto Adige “la prima comunità di meteoappassionati della Regione Autonoma Trentino - Alto Adige/Südtirol”. L’associazione raccoglie a sé diverse professionalità che spaziano dal semplice amatore delle stazioni meteo fino all’accademico esperto di fisica dell’atmosfera. Uniti dalla passione comune per il meteo, negli ultimi anni i soci hanno raccolto molti dati, ma l’interpretazione degli scenari futuri ci pone davanti a delle sfide nuove. “Stiamo osservando - spiega l’ingegnere - cambiamenti mai visti. Stiamo andando a grandi passi verso un mondo climaticamente ignoto”.
Del resto, i dati non mancano e sono lì a dimostrarlo. Con martedì 7 marzo saranno 50 giorni senza pioggia. A ben vedere, non sembrerebbe nemmeno un avvenimento tanto eccezionale, se si considera che anche negli anni ‘90 ci sono state altre ondate di siccità. “Il punto della questione - spiega Poletti - è che questa siccità si innesta in una serie storica dove è oltre due anni che piove pochissimo”. Per metterla in termini ancora più pratici, negli ultimi due anni si è registrato un calo nelle precipitazioni di oltre il 22%. In media, nel corso dell’ultimo biennio è piovuto quasi un quarto in meno di quanto ci si attendeva. In alcune zone, come l’Altopiano di Folgaria, si toccano punte di addirittura il 40%.
Qualcosa di estremo? Ci siamo molto vicini. “Il vero problema - aggiunge Poletti - non è solo il fatto che non piove, ma è la sua combinazione con temperature molto più elevate della media. Un quadro della situazione complesso, che comporta effetti - anche gravi - sull’ambiente che viviamo e sulle nostre abitudini''. L’importante calo nel livello dei bacini idrici (QUI L’ARTICOLO), il grave stress a cui sono sottoposte le piante, il peggioramento della qualità dell'aria (QUI L’ARTICOLO) con la concentrazione di biossido di azoto e delle polveri sottili in drastico aumento.
Queste sono solo alcune delle sfide da affrontare, in un contesto dove il cambiamento climatico è già in atto e ci trova di fatto impreparati. Come affrontare quindi questi cambiamenti? Nella puntata si trovano molti spunti che ci aiutano a riflettere sul tema con uno sguardo più ampio e informato.














