Nel 2024 gli stipendi dei consiglieri regionali saliranno del +14%, i sindacati: ''Vergognoso: non ci sono risorse per i cittadini ma per loro stessi c'è sempre tutto''
Le indennità dei consiglieri regionali salirà del 14% a inizio del prossimo anno. I sindacati Cgil, Cisl e Uil: "L'ennesimo smacco a lavoratrici e lavoratori che aspettano risposte e riscontri, mentre per i privilegi delle caste ci sono sempre soluzioni a portata di mano, con risorse peraltro dei cittadini"

TRENTO. "Trattative per i rinnovi dei contratti ferme, accordi già sottoscritti che non vengono rispettati e immobilismo nelle scelte che riguardano il recupero del potere d'acquisto di salari e pensioni ma la determinazione nell'aumentare le indennità ai consiglieri provinciali la trovano sempre". A dirlo Luigi Diaspro (Cgil Fp), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl). "E' semplicemente vergognoso, l'ennesimo smacco a lavoratrici e lavoratori che aspettano risposte e riscontri, mentre per i privilegi delle caste ci sono sempre soluzioni a portata di mano, con risorse peraltro dei cittadini".
Da gennaio 2024 scatta un aumento del 14% per le indennità dei consiglieri provinciali in Trentino e in Alto Adige. Le minoranze hanno proposto di bloccare l'adeguamento all'inflazione dei compensi politici, ma la maggioranza Lega-Svp-Patt e Fratelli d'Italia hanno invece favorito il semaforo verde per l'adeguamento automatico all'inflazione.
"Evidentemente - spiegano i segretario delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil - i consiglieri ritengono che il problema dell'inflazione che morde è un problema che riguarda solo la classe politica. C'è grande sconcerto per queste decisioni classiste lontane dalle realtà. Sono mesi che chiediamo provvedimenti per sostenere e supportare la famiglie che vedono un potere d'acquisto eroso e che devono fronteggiare la spinta inflazionistica: non ci sono risorse e provvedimenti per i cittadini mentre per le misure autoreferenziali ci sono sempre risposte".
Le indennità dei consiglieri salirebbero a 10.445,93 euro lordi al mese, un incremento tra il 12 e il 14%. A questo si aggiunge il rimborso spese forfettario, un indice che verrebbe conseguentemente aggiornato con segno più. "Si dovrebbe provare vergogna, ci aspettiamo ora che sui rinnovi dei contratti pubblici, sulle risorse per il terzo settore, sul rafforzamento del sistema socio sanitario territoriale ci siano, nell'imminente variazione di bilancio, risorse adeguate per restituire dignità al lavoro e a tutti coloro che vivono del proprio stipendio. C'è un grave distacco dalla realtà della politica che non riesce a interpretare i bisogni e il contesto quotidiano, se non in modo unilaterale: i privilegi si sommano ai privilegi", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.













