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Vallagarina
07 ottobre | 19:49

Sempre presente a bordo campo, tra applausi e sostegno una targa ricorda il primario di anestesia Manfred Pfaender storico presidente della San Marco Basket

Sulla targa poche parole che richiamano il pensiero che Pfaender per 20 anni, dal 1995 al 2015, ha trasmesso a generazioni di atleti

Sempre presente a bordo campo, tra applausi e sostegno una targa ricorda il primario di anestesia Manfred Pfaender storico
di Redazione

ROVERETO. “Nel basket, come nella vita, contano grinta, impegno e gioco di squadra. Forza ragazzi!”. Così si legge sulla targa inaugurata nell’atrio della palestra delle scuole medie Damiano Chiesa di via Vannetti in memoria di Manfred Pfaender, storico presidente della San Marco Basket. Una targa che riassume in poche parole il pensiero che Pfaender per 20 anni, dal 1995 al 2015, ha trasmesso a generazioni di atleti.

 

Un messaggio che d’ora in poi ogni giovane cestista leggerà al momento di entrare sul parquet. Il valore dell’eredità che Pfaender, scomparso nel 2015 a 66 anni, ha lasciato alla città di Rovereto era ben testimoniato ieri dalla presenza, alla cerimonia di inaugurazione, degli ex dirigenti della San Marco basket Beppino Graziola e Marco Frisinghelli, cerimonieri dell’evento, della vicesindaca di Rovereto Giulia Robol accompagnata dagli assessori Mario Bortot (sport) e Mauro Previdi (politiche sociali), del presidente della circoscrizione Centro ed ex cestista Claudio Cemin, del presidente della JBR, la società che ha raccolto l’eredità della San Marco, ampliandola, Enrico Bettini, dei tanti atleti, allenatori e dirigenti del prestigioso passato della San Marco basket. 

 

“Rendendo merito alla figura del dottor Pfaender - ha dichiarato Robol - noi celebriamo il valore generale dell’impegno volontario nello sport, che per questa città ha un peso enorme, visto il numero delle società sportive che contiamo. Giusto rendere merito alla memoria di chi si è speso per trasmettere ai nostri giovani i valori dello sport, che sono poi i valori della vita. Noi rendiamo onore alla memoria di Pfaender e al suo esempio, ricordando che sono numerosi anche oggi a Rovereto i volontari che si spendono nello sport, che resta il primo veicolo di inclusione”.

 

"Questa iniziativa ci racconta il bene intangibile che crea lo sport - il commento di Bortot -. Giusto a distanza di tanti anni ricordare l’impegno di Pfaender, una figura che giorno e notte si spendeva per il bene dei roveretani, di giorno accompagnandoli nel percorso di guarigione, la sera vigilando sulla trasmissione dei valori dello sport ai loro figli”.

 

Manfred Pfaender era primario del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, dove era arrivato nel 1991, a 42 anni. Enorme l’impulso dato nell’ambito sanitario allo sviluppo dell’ospedale cittadino. A lui si deve il cambio radicale delle modalità di intervento del 118 nelle emergenze. Nel 1995 è diventato presidente della San Marco Basket, frequentando quasi quotidianamente la palestra di Via Vannetti, con grande spirito di servizio e abnegazione verso gli atleti.

 

Ha formato tanti giovani alla passione sportiva, accompagnandoli nella loro crescita di uomini, con la capacità di infondere le regole basilari dello sport che sono anche i valori della vita: il principio della lealtà, il rispetto delle regole del gioco, la correttezza, saper vincere e saper perdere. Straordinaria la sua capacità di coniugare impegni gravosi e di grande responsabilità a livello professionale con la grande passione per la palestra: smesso il camice, indossava la tuta e fino a tarda ora dava tutto se stesso, sempre a bordo campo per incitare, applaudire, sorridere ai suoi ragazzi e anche riprendere chi si comportava in maniera poco corretta. Manfred Pfaender ha amato lo sport ed è stato ri-amato dai suoi atleti ed è stato un riferimento autorevole negli allenamenti e fuori dal campo, ma – da medico in campo – era anche una garanzia per tutte le famiglie che affidavano sicure i loro ragazzi alla San Marco Basket.

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