Trentini nel mondo, storia di Marco Calliari star della musica in Canada: ''Da Pavarotti a Bella Ciao sono tornato in Italia da ragazzo per ritrovare le mie radici''
La mamma Franca Pagliarulo è nata a Milano da genitori pugliesi, il padre Mario Calliari è nato in Trentino in val di Non. Marco è nato a Montreal, nel Quebec, ed è un noto cantante e cantautore. "Ascoltando Fabrizio De André, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, ma anche la lirica, Pavarotti, ho iniziato a comporre in italiano"

CANADA. La storia che vi raccontiamo è fatta di musica e ricordi, di radici e di canzoni. E' una storia che parte Oltreoceano e arriva in Italia e che dal Trentino riparte per approdare in Canada.
Il protagonista è Marco Calliari, cantante e cantautore 49enne canadese, nato a Montreal, nel Quebec, da genitori immigrati italiani. La mamma Franca Pagliarulo è nata a Milano da genitori pugliesi, il padre Mario Calliari è nato in Trentino in val di Non, precisamente a Cressino, frazione di Campodenno. Entrambi, in momenti diversi e per differenti ragioni, sono emigrati in Canada e si sono stanziati a Montreal. Ed è proprio lì che, a inizio degli anni Sessanta, si sono incontrati.
Siamo riusciti a contattarlo grazie all'Associazione Trentini nel mondo.
La storia parte proprio da Montreal dove, il 27 agosto 1974, è nato Marco. Lui è francofono, ma parla benissimo anche l'inglese e l'italiano. “Me lo hanno insegnato i miei genitori – racconta a Il Dolomiti. - E non è scontato. Molti figli di immigrati italiani, infatti, parlano il dialetto della regione di origine dei genitori: la mamma e il babbo, invece, mi hanno insegnato l'italiano. Anche se conosco qualche parola di dialetto trentino”.
Per Marco l'italiano rappresenta le origini, ma è anche il suo presente e il suo futuro. L'italiano è, infatti, la lingua con cui oggi si esprime nelle sue canzoni. “Avevo fondato un gruppo di musica heavy metal, gli Anonymus. Ma un giorno ho iniziato a scrivere canzoni in italiano”.
La svolta è avvenuta nel 1994.
“All'epoca ventenne, studente di chitarra e canto classico, ho capito che il repertorio musicale italiano è molto vasto e importante. Durante la mia infanzia avevo respirato la musica italiana: mio padre era un grande appassionato di opere. A casa ascoltavamo per esempio i dischi di Pavarotti. Ebbene, quell'anno i miei genitori ricevettero una lettera dall'Associazione Trentini Nel Mondo. Mi offrivano un soggiorno di immersione nella cultura trentina assieme ai figli di altri emigrati da questa regione e stabilitisi nel mondo. Per me era l'occasione per poter conoscere la terra dove era nato il mio babbo. E non me la sono lasciata scappare. Così sono partito. Con me è venuta la mia immancabile chitarra”.
Quell'anno Marco è rimasto in Trentino per due settimane, ha visitato i luoghi di origine del padre, ha incontrato persone del paese, ha imparato canzoni trentine, ha scavato nel cuore delle sue radici. “Passavo le mie giornate camminando. Ho immaginato le orme di mio padre da bambino e i bombardamenti durante la guerra. Ogni luogo aveva tante storie da raccontare”.
Ma prima di arrivare in Trentino, ha girato l'Italia...Roma, Milano, Torino e Igea Marina.
“E' stato proprio in questa località marina che ho incontrato Franco, anche lui chitarrista. Abbiamo iniziato a suonare assieme, proponendo brani dei nostri rispettivi repertori personali: nel mio caso, si trattava dei grandi successi della musica popolare del Quebec in lingua francese. Abbiamo improvvisato un piccolo concerto per gli ospiti di un hotel – racconta. - Ad un certo punto, uno degli spettatori ci ha chiesto di cantare anche qualcosa in italiano. Nessuno di noi due, però, sapeva fare un'interpretazione di una canzone italiana. Questa richiesta mi ha destabilizzato e mi ha portato ad una riflessione: né Franco, che è nato in Italia, né io, figlio di italiani e nato in Canada, sapevamo interpretare alcuna canzone italiana. Quell'estate ho continuato il mio viaggio con queste riflessioni”.
Quell'anno Marco è tornato in Quebec con la musica italiana nel cuore e tante note nella mente. “Sono subito andato a comperarmi un libro con le più grandi canzoni italiane e ho iniziato a strimpellare con la mia chitarra Bella Ciao, O sole mio e tante altre – racconta. - Così ho imparato a cantare in italiano, ascoltando Fabrizio De André, Carmen Consoli, Vinicio Capossela, ma anche la lirica, Pavarotti, le canzoni napoletane e ho iniziato a comporre le prime canzoni”.
Con la band Anonymus ha fatto uscire cinque album, il primo nel 1994. Quell'anno Marco ha composto anche la prima canzone in italiano 'Che la vita'. “Ma il sogno di farne un album si è concretizzato soltanto 10 anni dopo – racconta ancora. - Spinto in cima alle classifiche del Quebec, l'album 'Che La Vita' ha venduto più di 25mila copie”.
Da allora Marco ha lasciato la band Anonymus, che oggi compie 35 anni, e ha proseguito la sua carriera da solista e oggi vive di canzone italiana. Fa tournée in Canada e nel mondo. “Nel Quebec la mia musica è molto apprezzata – racconta. - Sono conosciuto un po' come il cantante espressione della cultura musicale italiana”.
Ma nei suoi album c'è anche un po' di trentino. “Quell'anno in cui sono stato in val di Non – ricorda – ho ascoltato un coro trentino. Hanno una musicalità molto potente, raccontano la storia del territorio. Mi hanno lasciato una grande emozione. Nel mio secondo album da solista, “La mia dolce vita”, che è un omaggio alla canzone italiana, dalla lirica al pop, c'è anche “La montanara”. Questa canzone la porto con me da sempre, a volte la canto con il mio babbo ed è una canzone che condivido sempre. Ma so cantare anche 'Quel mazzolin di fiori', 'La Paganella' e 'l'Inno al Trentino'”.
Se la musica oggi è la vita per Marco Calliari, la sua storia può essere come una canzone. “Il mio babbo Mario è arrivato in Canada assieme al padre (che aveva lavorato otto anni in Quebec per mantenere la sua famiglia), alla madre e a quasi tutti i suoi fratelli (una sorella è rimasta in Italia in un convento). Hanno scelto per vivere Montreal, e precisamente via Cartier – racconta Marco. - La mia mamma Franca è arrivata in Canada perché aveva perso i genitori. E' andata a vivere con la sorella, che si era già trasferita nel Quebec a Montreal con il marito. Franca è stata per un po' ospite da loro. Ma poi ha preso un'altra strada. E ha scelto un appartamento in via Cartier”. Proprio di fronte alla famiglia Calliari.













