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Belluno
03 aprile | 17:19

Turismo inclusivo a Cortina, dal lavoro in albergo all'autonomia abitativa, l'esperienza di Luca, Fadwa e Pamela: "Un valore aggiunto per le persone e il territorio"

Per Luca, Fadwa e Pamela, selezionati dai Servizi di Integrazione lavorativa, è iniziata da qualche tempo a Cortina una straordinaria nuova esperienza di tirocinio, parte di un progetto che punta a migliorare l’inclusività in alcune località turistiche

CORTINA D’AMPEZZO. Per Luca, Fadwa e Pamela, selezionati dai Servizi di Integrazione lavorativa, è iniziata da qualche tempo a Cortina una straordinaria nuova esperienza nell’ambito del “Turismo sociale e inclusivo”, declinazione locale del progetto fortemente voluto dalla Regione Veneto per migliorare l’inclusività in alcune località turistiche.

 

I tre giovani, Luca e Fadwa bellunesi mentre Pamela proveniente dal territorio dell’Ulss 4 Veneto Orientale, stanno svolgendo una prima esperienza di tirocinio formativo in differenti strutture di Cortina d’Ampezzo, alberghi che avevano aderito alla progettualità avviata a dicembre, grazie al forte ruolo di mediazione e organizzazione del Comune e alla disponibilità degli albergatori. 

 

Un’esperienza che terminerà a Pasqua, in occasione della ‘fine’ della stagione invernale e che riprenderà poi a giugno, con l’avvio invece della stagione estiva. I tre si trovano in differenti strutture fra la cucina dell’Hotel Trieste, la sala all’hotel Faloria e la reception all’hotel Victoria.

 

Insieme a quella lavorativa, Luca, Fadwa e Pamela stanno sperimentando l’esperienza dell’autonomia abitativa, vivendo insieme in un appartamento molto accogliente messo a disposizione dal Comune dove, con la supervisione di un operatore, hanno il compito di gestire la propria quotidianità, preparando ad esempio le cene, alternandosi nelle pulizie di casa, condividendo gli spazi comuni e prendendo l’autobus da soli per raggiungere il luogo di lavoro.

 

Nelle giornate di riposo, invece, non mancano iniziative sempre nuove, offerte con tanto di calendario di proposte promosse dall’amministrazione comunale con il coinvolgimento di differenti associazioni del territorio. Si parte dall’ hockey fino al curling, poi ancora sci, pranzi in quota, laboratori di cucina con la guida di uno chef, discesa in motoslitta per il periodo invernale e molte altre attività, alle quali partecipano anche altri utenti dei centri diurni: “Questa esperienza porta un valore aggiunto non solo per i tre giovani che torneranno sicuramente arricchiti nella loro autonomia ma anche per tutto il territorio che si sta preparando per le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026”, ha dichiarato il direttore dei Servizi sociali e socio sanitari dell’Ulss Dolomiti Giampaolo Pecere.

 

“Ringrazio il Comune di Cortina e tutti gli operatori turistici che si sono dimostrati particolarmente sensibili e inclusivi - ha concluso -. Questa azione progettuale si inserisce infatti in un programma più ampio per favorire l’ospitalità di persone con disabilità”. 

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