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Belluno
29 agosto | 18:29

Dalle Dolomiti alla Laguna, inaugurato il polo culturale "Casa Casal" per scoprire l'importanza della Val di Zoldo nella produzione delle imbarcazioni a Venezia

Questa iniziativa completa un lavoro che si ricollega alla mostra "Le barche dei Casal, il capolavoro degli squerarioli di Zoldo a Venezia", un evento del 2019 sull’ingegno degli “squeriaroli” zoldani dell’Ottocento capace di accogliere quasi 7 mila visitatori in tre mesi

VAL DI ZOLDO. Ha avuto luogo, domenica 25 agosto al Borgo Rocchette di Foor del Là in Val di Zoldo, la presentazione del restauro conservativo e del progetto culturaleCasa Casal” che vedrà la casa appartenuta alla famiglia dei famosi squeraroli Casal, appena finita di restaurare, diventare un polo culturale per la scoperta e l’approfondimento degli zoldani che si sono distinti in laguna per l’eccellente produzione di imbarcazioni richieste anche dalla Real Casa Savoia, ad esempio la gondola Reale del 1882 ora esposta al Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari di Roma, oppure la gondola acquistata nel 1846 dal poeta Robert Browning; pare sia stata loro l’idea di rendere la gondola asimmetrica consentendo di manovrarla con un solo gondoliere nonostante gli 11 metri di lunghezza e il peso delle sei persone che possono starvi a bordo.

 

Andando a ritroso nel tempo si può vedere che tale abitazione, ben visibile dalla strada principale per via del disegno del ferro da gondola presente in facciata, deriva da un primo fabbricato settecentesco ampliato ed ultimato nel 1841 con la forma e dimensioni che sono tuttora visibili. Appartenne alla dinastia dei Casal Vaina, abili marangoni trapiantati a Venezia, che dettero vita in Rio dei Servi alla pluripremiata ditta di squerarioli ‘Giuseppe Casal & figli’ proprio con Giuseppe Casal, denominato a Venezia “Bepo el Grando”.

 

Per tutto il secondo Ottocento quest’azienda si distinse nella costruzione di arredi e di imbarcazioni da lavoro e di lusso, impiegando numerose maestranze e manodopera zoldane, e unendosi ai pregiatissimi intagliatori lignei Panciera Besarel dei quali Elisabetta, figlia del famoso Valentino, sposò proprio Antonio Casal, figlio di Bepo. Da loro nacque Maria Casal nonna dell’attuale proprietario l’ingegnere Paolo Peretti che decise nel 2021 di comprare la casa, restaurarla e darla ora in comodato d’uso all’associazione Mont de Vie per farne un centro culturale con con un allestimento che riprenda la mostra fatta nel 2019 dal titolo “Le barche dei Casal, il capolavoro degli squerarioli di Zoldo a Venezia” che fu fatta in collaborazione con l’associazione veneziana Arzanà che ha sede proprio nello squero dei Casal.

 

Quella mostra espose opere di gran valore storico ed artistico e i preziosi modelli di imbarcazioni realizzati da Giuseppe e Antonio Casal, provenienti dai depositi del museo Correr di Venezia, fino ad allora praticamente mai esposti. In meno di tre mesi l’esposizione attirò in valle oltre 7000 visitatori e pose le basi per una conoscenza diffusa di questo patrimonio oltre che essere un’occasione in cui si crearono molte collaborazioni. Fu da quel successo che negli anni si mossero una serie di situazioni tra le quali anche la partita della casa Casal che, nelle intenzioni di Mont de Vie, prevederà una mostra permanente sulla storia e le opere degli squerarioli zoldani nella cantieristica veneziana con un percorso museale con strutture espositive, pannelli informativi, oggetti, documenti e testimonianze oltre a mostre temporanee, fatte in collaborazione con altri enti e associazioni, sempre inerenti il tema. Spazio anche ad un archivio documentale, fotografico, video e audio che potrà essere consultato, da chi ne fa richiesta, sia materialmente che digitalmente ed è cofinanziato dall’Interreg VI - CLLD Dolomiti Live.

 

All'esterno della casa vi è un giardino, sempre di proprietà, con un chiosco che potrà diventare un info point per l’accoglienza e l’esposizione dei prodotti locali oltre a un tabià settecentesco che in futuro potrà essere restaurato per diventare luogo di eventi culturali.

 

In valle l’idea è anche quella di andare a creare dei percorsi tematici con visite guidate che interessino, oltre la casa, anche il museo del chiodo, il museo etnografico di Goima, chiese, borghi, ex fucine ed ex segherie mentre a Venezia si pensa di riproporre degli itinerari tematici, a bordo di imbarcazioni di barche tradizionali dell’Arzanà, che andranno a toccare i luoghi di lavoro e di incontro dei “migranti” della montagna.

 

In attesa della realizzazione di tutto ciò, che si stima per la prossima estate, l’attività dell’associazione Mont de Vie di Paola Brolati, Charly Gamba e Fabio Santin, prosegue con una serie di iniziative in Val di Zoldo tra le quali Zoldoval, che si terrà dal 20 al 22 settembre, una rassegna di riflessione sulla montagna abitata che vedrà tra gli ospiti Matteo Melchiorre e Mauro Varotto. Per maggiori informazioni e proposte di collaborazione si può scrivere a montedivita@gmail.com

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