"E' la nostra vita", viaggio all'Apicoltura di Castel Belfort: "Ho iniziato con due alveari in un condominio in città: oggi sono 1.000 e d'inverno portiamo le api in Toscana"
Oggi l'Apicoltura Castel Belfort, realtà a conduzione familiare, dispone di circa mille alveari. Oltre alla produzione di miele, sono tanti i prodotti realizzati dall'azienda agricola: "In questo lavoro l'esperienza è fondamentale perché ti insegna a gestire più variabili ma anche trovare un equilibrio tra l'attività e le tante incertezze che bisogna affrontare quotidianamente"

SPORMAGGIORE. "E' il nostro lavoro, ma soprattutto è la nostra vita". Queste le parole di Gualtiero Marcolla, titolare dell'Apicoltura Castel Belfort, azienda agricola ai piedi della Paganella e poco lontano dal parco naturale Adamello Brenta. "Ho iniziato a fare l'apicoltore negli anni '70 quando da ragazzino, curioso e sognatore, acquistai a 15 anni due alveari che ho posizionato in un condominio a Trento".
Una passione che non si è mai spenta e che è diventata un'occupazione. Da quei primi passi, il passaggio è stato comunque graduale: Marcolla continua a coltivare la passione per le api ma negli anni '80 è dipendente di un'azienda multinazionale. Fino a quando il richiamo per il mondo dell'apicoltura diventa troppo forte. Dopo 23 anni cambia vita, lascia il lavoro e diventa apicoltore professionista.

Oggi l'Apicoltura Castel Belfort, realtà a conduzione familiare, dispone di circa mille alveari. "In questo lavoro l'esperienza è fondamentale perché ti insegna a gestire più variabili ma anche trovare un equilibrio tra l'attività e le tante incertezze che bisogna affrontare quotidianamente".

Una professione che unisce esperienza, cura, professionalità e dedizione verso questi insetti. "La scelta aziendale è di approcciarsi in modo soft alle api, senza maschera e senza guanti per adattarsi al comportamento in natura. Inoltre per la produzione utilizziamo nel nostro laboratorio solo il miele che viene prodotto in eccedenza".

Un'altra particolarità è quella della pratica del nomadismo. "I nostri alveari vengono spostati in base al periodo e al tipo fioritura che caratterizza il territorio. Durante i periodi di raccolto, le nostre api vengono portate nelle zone di particolar pregio di montagna e media collina del Trentino, nonché fuori regione in località prealpine e preappenniniche selezionate per la produzione di mieli in prevalenza monofloreali. Particolare cura viene posta nella scelta dei siti per gli apiari privilegiando gli ambienti lontani dai centri urbani e da ogni possibile fonte di inquinamento".

Si parte di notte con gli alveari per "viaggiare nell'oscurità e nel silenzio in Toscana perché le api riducono l'attività. E' anche un modo per allungare anche la stagionalità e ampliare la produzione". Sono fino a 15 le varietà. "Tutto in modo naturale e infatti i nostri mieli, prevalentemente monofloreali, restano cremosi e mantengono integre le proprietà: non ci sono trattamenti termici o di altro genere".

Un mondo che può essere scoperto con le visite guidate (mercoledì e giovedì pomeriggio, venerdì tutto il giorno) che vengono effettuate su prenotazione. "Un'occasione per tutta la famiglia per entrare a contatto con il mondo delle api e per soddisfare tutte le curiosità", conclude Marcolla.

Non solo miele, nei punti vendita di Spormaggiore e Andalo, ma anche online, si possono trovare tutti i prodotti derivati dal lavoro dell'Apicoltura Belfort: propoli, pappa reale, composti energetici e balsamici, caramelle a base di miele, grappa e bombardino al miele, prodotti per la bellezza del corpo e tante confezioni regalo.











