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"Il Palazzo tornerà a essere luogo di incontro e un punto di riferimento", dopo più di 10 anni si va verso il completamento dei lavori all'Auditorium

Nel 2013 l'auditorium cittadino è stato chiuso per interventi strutturali, poi è stato parzialmente riaperto nel 2017. Con i fondi Pnrr si va verso la conclusione dei lavori

Di Antonio Gheno - 27 febbraio 2024 - 21:47

BELLUNO. Buone notizie per l’Auditorium cittadino che dopo essere stato chiuso nel 2013, per interventi di carattere strutturale, edile e impiantistico, e parzialmente riaperto nel 2017, consentendo la ripresa delle attività musicali della Scuola di musica “A. Miari” e della Filarmonica 1867, sarà completamente ultimato e riaperto nell’autunno 2024.

 

Tornando un attimo indietro, per l’inizio dei lavori l’Auditorium aveva avuto un primo significativo intervento di 1,1 milioni di euro, reso possibile da Fondazione Cariverona e dal cofinanziamento di 100 mila euro da parte del Comune di Belluno, che aveva consentito il rinnovo degli spazi del pian terreno, della “casetta” dietro la torre civica e degli arredi dedicati alla Scuola di musica Miari e alla banda cittadina Filarmonica di Belluno 1867.

 

Nel 2016, per mancanza di fondi, i lavori di restauro avevano subito una battuta d’arresto che non aveva consentito di poter fruire del cortile interno con relativi reperti archeologici e della sala da concerti ma ora, grazie ai fondi Pnrr che totalizzano 1 milione 300 mila euro sarà possibile concludere questo eterno cantiere e restituire la sala della musica alla città di Belluno.

 

Partendo dall’ingresso il progetto prevede i restauri del solaio ligneo e delle pareti della seconda parte dell’androne, il riordino dell’area archeologica e alla realizzazione di un percorso di visite, salendo la scala si arriverà poi al mezzanino dove verrà collocato il guardaroba per poi arrivare al primo piano con il foyer che sarà più ampio, poiché liberato da altri vani, in modo da fornire un adeguato spazio di attesa e di accoglienza, e infine l’ingresso nella sala dedicata ai concerti che verrà restaurata in modo conservativo, mantenendo le caratteristiche della sua conformazione derivante dalla ristrutturazione del 1950: sanno quindi mantenuti e restaurati gli ingressi, con le porte originarie, le pareti con le cornici a rilievo e sarà ripristinata la soffittatura.


“I lavori sono stati affidati alla ditta Merotto Bau, hanno preso il via a gennaio e si concluderanno tra la fine dell’estate e l’autunno, salvo imprevisti; si tratta di tre interventi che verranno realizzati all’interno di un cantiere unico per un’operazione di particolare importanza per la nostra città, trattandosi di un edificio centrale situato nella piazza di arrivo della scala mobile e di interesse, oltre che culturale, anche turistico” ha commentato l’assessore ai lavori pubblici Franco Roccon.

 

Tra gli interventi particolare attenzione verrà dedicata anche all’abbattimento delle barriere architettoniche per riconsegnare alla comunità un Auditorium davvero accessibile a tutti: “sarà infatti installato un ascensore per accedere al piano primo e anche la pedana posta nella sala principale sarà adattata con una rampa. Attendiamo il momento in cui il Palazzo tornerà ad essere luogo di incontro, riprendendosi quel ruolo che da anni non può esercitare a causa dell’interruzione dei lavori” ha aggiunto il sindaco Oscar De Pellegrin.


Scorrendo rapidamente la storia dell’edificio, che si affaccia sulla piazza che da secoli rappresenta l’incontro del potere politico e religioso, si può notare come lo stesso fosse in origine sede del potere religioso in quanto palazzo fortificato sede dei Vescovi-Conti, chiamato anche “Episcopio”, e risalente alla fine del 1100 quando venne eretto, o più probabilmente ampliato e rafforzato, dal vescovo Gerardo de Taccoli morto nel 1196 combattendo in battaglia contro i Trevigiani.

 

La torre civica annessa conserva tuttora la campana al cui suono, dal 1403, si riuniva il Maggior Consiglio cittadino e ancora oggi, ogni 1 novembre, la campana risuona per dieci minuti, a ricordo dell’ingresso in città delle truppe di Liberazione.

 

Il Palazzo dei Vescovi – Conti, oggi Auditorium, è stato interessato da numerosi interventi di restauro e rimaneggiamento: il portale e alcuni elementi delle finestre superiori risalgono al ‘600 e fanno parte della ristrutturazione voluta dal vescovo Giulio Berlendis, l’ingegnere Giorgio Pagani Cesa curò un profondo e completo intervento di rimaneggiamento interno dopo i gravi danni arrecati dal forte terremoto di fine ‘800 ed infine il palazzo fu ulteriormente rimaneggiato esternamente dopo il terremoto del 1936 diventando anche tribunale prima dell’ultima destinazione come contenitore culturale.

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