Le "nuove Dolomiti" puntano anche sul turismo di lusso: "Le aziende agricole di montagna sono un valore come le valli incontaminate e autentiche”
Un nuovo appuntamento del talk per delineare il futuro delle Dolomiti. Il talk ha affrontato il significato di lusso e le possibili ricadute sul territorio

BORCA DI CADORE. Continua la rassegna di talk ospitati all’hotel Boite a cura di Welcome Dolomiti per parlare e confrontarsi sui temi legati alle “nuove Dolomiti”: si è partiti il 15 gennaio con “Green Deal Cadore 2030 e le nuove opportunità di sviluppo del territorio”, mentre negli scorsi si è parlato di nuovo lusso. Un ciclo di appuntamenti che si conclude il 26 febbraio con “Il valore delle aziende agricole di montagna; benessere del territorio e del Paese”.
A condurre la serata di mercoledì 7 febbraio, legata al nuovo lusso, Francesca Cresta editrice di Atelier, Cortina magazine, Filò, Fiemme Welcome Magazine e Valsugana, che si è confrontata con Valentina Colleselli neo direttrice della Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi, con Leonardo Stramare, area digital communication di Dmo e col variegato pubblico presente nella Gellner Lounge dell’hotel.
Le direttrice di Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi, Valentina Colleselli, si è subito focalizzata sullo spiegare cos’è questa realtà: “l’ente, riconosciuto dalla Regione del Veneto, dedicato alla promozione, allo sviluppo e all’incremento del turismo nel territorio della provincia di Belluno. E' formata da 47 soci, tra soggetti pubblici e privati, che si occupano di turismo nel territorio, quali Provincia, Comuni, consorzi e associazioni di categoria. L’essere fondazione consente di intercettare fondi per la promozione turistica quali i Fcc".
"In questo periodo di grandi cambiamenti - prosegue Colleselli - il turista vuole meravigliarsi e perciò ha bisogno di luoghi imperfetti e fuori dai luoghi comuni che trasmettono unicità e autenticità e che non siano quindi omologati a degli standard o stereotipi legati al mondo alpino".
Le parole chiave scelte per spiegare il territorio ideale, per il nuovo lusso che oggi si ricerca, sono autentico, spettacolare, avventuroso, culturale e che riesca a essere sostenibile dal punto di vista ambientale. Perciò le nuove esperienze lussuose devono creare esperienze uniche in grado di arricchire i turisti durante il loro soggiorno e parte importante dell’esperienza è data anche dagli aspetti culturali e delle tradizioni, enogastronomici ed ecosostenibili.

Studiando le azioni di promozione verso i mercati esteri la Dmo ha individuato, per il territorio bellunese, tre tipi di lusso: discreto che riguarda il mercato francese più intimo, quello nascosto ricercato dagli olandesi che esplorano luoghi poco conosciuti e quello ecosostenibile che vede gli scandinavi attenti ai luoghi di soggiorno che rispettano l’ambiente.
A seguire è intervenuto il professore Fabrizio Antolini, presidente della Società italiana di scienze del turismo e professore di statistica economica all’università di Teramo, che ha individuato il concetto di lusso nella capacità di personalizzazione del servizio piuttosto che nella semplice capacità di spesa del turista sottolineando come sia necessario, nei territori montani, ricostruire una filiera del turismo non strettamente collegata alla neve ma che favorisca un turismo per 12 mesi l’anno magari concentrato sullo sviluppo del patrimonio culturale del territorio che può trasmettere valori di civiltà (motivo per cui si è avuto il riconoscimento delle Dolomiti patrimonio Unesco).

Ha poi focalizzato l’attenzione anche sul turismo enogastronomico affermando come oggi il lusso possa essere inteso come ricerca di qualità e che si possano sviluppare servizi wellness e rigenerativi incontrando la domanda di un pubblico che vede un invecchiamento medio della popolazione.
Ha concluso gli interventi Leonardo Stramare spiegando la strategia di comunicazione che accompagna la Dmo Dolomiti Bellunesi: “Per promuovere il nostro territorio ci siamo focalizzati sulla ricerca e promozione delle peculiarità delle Dolomiti bellunesi per lanciare il messaggio di un turismo fuori dai luoghi comuni che veda la perfezione nell’imperfezione proponendo un territorio autentico. Oggi il turismo si basa sul vivere un’esperienza che più è unica ed autentica e più è immediata da comunicare motivo per cui abbiamo sviluppato una serie di video “reels” da proporre sui social con poche parole e tanto spazio alle immagini proponendo una serie di attività da poter fare nella nostra provincia che combinano il paesaggio con il vivere qualcosa”.
Diversi gli interventi susseguiti dopo le presentazioni tra i quali quello del direttore dell'hotel Boite Francesco Accardo che si è detto davvero perplesso nel vedere un utilizzo delle Dolomiti errato dove starlights e panchine giganti alterano il paesaggio solo per assecondare una moda del momento seguito poi dal presidente del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo Michele Da Pozzo e dal segretario generale delle Regole d’Ampezzo Stefano Lorenzi che hanno aggiunto come queste “suite d’alta quota” rischiano di essere legalizzate con una legge e si consenta di raggiungerle con strade silvo pastorali usate impropriamente.
Queste sottolineature hanno evidenziato come abbiamo bisogno di sviluppare un turismo che sia un valore aggiunto per le comunità di montagna e dove le stesse possano trarre beneficio come è successo con l’albergo diffuso di Costalta, spiegato brevemente dal suo presidente e la mostra Gente di montagna di Pozzale di Cadore recentemente comparsa anche su una puntata di Linea Bianca.












