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Trento
09 aprile | 20:33

Prestigioso traguardo per l'Amaro Alpino che ottiene il Marchio storico d'interesse nazionale dal Ministero: "Orgogliosi del riconoscimento"

La Distilleria e il marchio dell'Amaro Alpino sono stati rilevati nel 2020 dai fratelli Marco e Massimo Sembenotti che hanno avviato un rilancio dell'azienda. A pochi giorni da Vinitaly è arrivato il prestigioso riconoscimento dal Ministero

Prestigioso traguardo per l'Amaro Alpino che ottiene il Marchio storico d'interesse nazionale dal Ministero

TRENTO. Prestigioso traguardo per la Distilleria Alpina di Trento. Il celebre Amaro Alpino è stato infatti riconosciuto come Marchio storico d’interesse nazionale dal Ministero dello sviluppo economico. L’azienda trentina diventa così tra le poche aziende che può vantare questo importante riconoscimento nel campo dei liquori in Italia. 

 

"Siamo orgogliosi del marchio storico", dicono Marco e Massimo Sembenotti, titolari della Distilleria Alpina. "Questa iniziativa attesta così ulteriormente l'importanza del nostro prodotto con la storia e il territorio italiano".

 

La storia di Amaro Alpino inizia nel lontano 1923 quando Agostino Pontillo, originario della Sicilia, raggiunge per la prima volta la città di Trento e apre la "Gottardi & Pontillo", azienda incentrata sulla produzione di liquori. Fin da subito si registra un forte interesse e nel 1930 c'è l'intuizione di unire l'esperienza siciliana nella produzione degli amari con l'unicità di alcune delle principali erbe officinali alpine. Fonda così autonomamente la Distilleria Alpina e registra il marchio Amaro Alpino brevettandone anche la ricetta.

 

Nel dopo guerra arrivano le prime soddisfazioni sul mercato tanto che il primo presidente del Consiglio Alcide De Gasperi visita la distilleria Alpina e in seguito invia una cartolina di ringraziamento. Intanto i prodotti si impongono su tutto il territorio nazionale, anche per la caratteristica e iconica botticella in rovere e per la sua etichetta futurista opera del laboratorio Depero

 

Negli anni '60 e '70 l'azienda vive un ulteriore espansione con l’ingrandimento della proposta ed arriva ad introdurre più di 50 prodotti sul mercato. Gli anni del boom segnano una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale anche grazie alla botticella in ceramica che sostituì quella in legno. Gli anni '80 segnano però il momento di crisi: la morte del fondatore e il contestuale calo del consumo degli amari  comporta un ridimensionamento dell'attività. 

 

La Distilleria, con fatica e in fasi alterne, riesce comunque a restare in attività e sul mercato. L'anno di svolta è il 2020 quando i fratelli Sembenotti rilevano dalla Famiglia Pontillo la Distilleria Alpina, incluso il marchio e la ricetta del celebre amaro, e avviano un restyling aziendale. Un'acquisizione che guarda alla storia e alla tradizione della società ma che porta nuova linfa e rilancia la produzione con l'apertura di un nuovo e moderno capitolo.

 

Oggi Amaro Alpino è riconosciuto come Marchio storico d’interesse nazionale. Un traguardo che la Distilleria alpina intende celebrare anche al Vinitaly all'interno del padiglione 3 con operatori del settore ma anche con tutto il pubblico che vorrà degustare lo storico amaro e non solo.

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