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Trento
12 febbraio | 23:41

Sbranato e ucciso da 3 rottweiler, i veterinari: "C'è un vuoto normativo. Si dovrebbe pensare a una patente per i cani considerati aggressivi"

Il terribile evento di Roma accende l'attenzione sui cani considerati aggressivi. L'anno scorso in Valsugana tre amstaff avevano sbranato diversi conigli e messo in difficoltà i soccorritori. Il presidente dell'Ordine dei medici veterinari di Trento: "C'è molto lavoro da fare sulla prevenzione. Servirebbe una legge ad hoc sulla gestione dei cani" 

TRENTO. E' stato attaccato e ucciso da tre rottweiler, scappati dal giardino di un'abitazione, mentre faceva jogging. Il terribile e tremendo evento nel bosco di Manziana (Roma) accende ancora una volta l’attenzione sui cani considerati aggressivi. Ma sono episodi che purtroppo avvengono, con più o meno gravi conseguenze, in tutta Italia e in modo ciclico. L'anno scorso alcuni amstaff erano fuggiti in Valsugana e avevano sbranato diversi conigli: momenti di paura e grande difficoltà da parte di vigili del fuoco e forze dell'ordine per riportare la situazione in sicurezza. La domanda in questi casi è sempre la stessa. Sviluppare una specie di patente?

 

"Oggi in Trentino, come in quasi tutte le zone d'Italia, ci sono i corsi 'cane-buon cittadino'. Sono dei percorsi facoltativi che si rivolgono a quelle persone che decidono per la prima volta di diventare proprietari di un animale", dice Marco Ghedina, presidente dell'Ordine dei medici veterinari di Trento. "Questi momenti permettono di valutare l'aggressività di un cane, i punti di debolezza e quelli di forza, ma anche di aumentare la sicurezza nella conduzione e limitare così le incertezze".

 

E' un argomento che ritorna d'attualità ogni qualvolta avviene un episodio particolarmente grave. In Italia non si è mai riusciti a intervenire fino in fondo sulla normativa. Nel 2007 era entrata in vigore un'ordinanza sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani. E la norma nazionale appare lacunosa, incerta se non totalmente assente, nell'affrontare la gestione di animali più difficili da condurre quotidianamente. 

 

La norma prevedeva anche un elenco delle razze canine considerate pericolose, una lista eleminata nel 2009 per lasciare spazio a una serie di comportamenti a cui devono sottostare i proprietari di tutti i cani. E' stato poi precisato che il proprietario è ritenuto in qualsiasi caso responsabile della condotta del cane, civilmente e penalmente.

 

A Trento e Rovereto, Avio e Mezzolombardo i corsi "cane-buon cittadino" riscuotono una buona partecipazione ma, forse, è arrivato il momento di un patentino, come avviene in altri Paesi dell'Unione europea. 

 

"In Austria, Germania o Francia le regole sono più stringenti, c'è una patente e viene proibito l'acquisto di una tipologia di cane nel caso emergessero criticità o precedenti da parte di una persona", evidenzia Ghedina. "Ma si può restare più vicini perché, per esempio, c'è un'ordinanza simile in provincia di Milano".

 

Oggi in caso di incidenti o situazioni particolarmente gravi "il giudice può decidere per il sequestro di un animale, con multe e altri provvedimenti". Tutti interventi ex post. Molto, però, in generale viene demandato a livello locale. "Sostanzialmente c'è un vuoto normativo. Servirebbe una legge ad hoc sulle verifiche e i controlli prima della vendita di un animale. Ma è fondamentale puntare sulla prevenzione, sulla formazione e sull'informazione a carattere generale".

 

Non solo "colpire" un proprietario inadempiente nella gestione di un cane. Si potrebbero ridurre ulteriormente i problemi se si intervenisse anche a monte della "filiera" e rispondessero anche gli allevatori di eventuali assegnazioni e cessioni non propriamente pertinenti per le caratteristiche della persona e della tipologia di animale.

 

"Ogni situazione va contestualizzata e si deve analizzare caso per caso. In molti casi in una situazione di fragilità sociale, sono un beneficio per migliorare la vita ma possedere un animale è un'assunzione di responsabilità non sempre chiara Talvolta l'acquisto di un cane avviene più a fini di status symbol che con la piena consapevolezza della pericolosità di un animale. I gestori dei canili spesso, prima di completare le procedure, richiedono molti documenti e pongono diverse domande ma è un ottimo lavoro di prevenzione. Anche moltissimi allevatori sono scrupolosi in questo senso. Purtroppo, però, non c'è una linea unica d'azione e molto viene lasciato alla responsabilità individuale", conclude Ghedina.

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