Sicurezza sui mezzi pubblici, autobus gratuiti per i militari nei loro tragitti casa-lavoro: si studia una proposta di incentivi dopo i nuovi casi di violenza sugli autisti
Bullismo e violenza sugli autobus? La Provincia di Belluno prova a risolvere il problema studiando incentivi per i militari per provare ad ottimizzare le risorse. La vicepresidente Silvia Calligaro: "Ci prendiamo del tempo per capire quale potrebbe essere il bacino d'utenza interessato e che impatto economico avrà"

BELLUNO. Garantire sicurezza sui mezzi pubblici e promuoverne l’utilizzo: sono questi i due obiettivi del progetto attualmente in fase di studio da parte della Provincia di Belluno e di Dolomitibus.
L’iniziativa, proposta dal Sam (Sindacato Autonomo Militari), prevede l’introduzione della gratuità del trasporto pubblico per i militari nel tragitto casa-lavoro e ritorno.
Nei giorni scorsi, la vicepresidente della Provincia, Silvia Calligaro, e il consigliere provinciale delegato ai trasporti, Massimo Bortoluzzi, hanno incontrato Alessandro Farina, segretario generale regionale del Sam, insieme ai rappresentanti di Dolomitibus, per discutere la fattibilità della proposta.
"La proposta arrivata dovrà essere analizzata attentamente e ci siamo presi il tempo di capire quale potrebbe essere il bacino d’utenza interessato e che impatto economico avrà", spiega la vicepresidente Calligaro.
"L’idea va letta come un incentivo a usare sempre di più il mezzo pubblico anziché l’auto privata, specialmente nei tragitti consolidati, come quello da casa al posto di lavoro. Ma anche come un modo per garantire sicurezza a bordo degli autobus. È di questi giorni la notizia che anche a Belluno un dipendente di Dolomitibus è stato pedinato e accerchiato da un gruppo di ragazzi, con intento violento; e poche settimane fa un autista di autobus era stato malmenato a Venezia. Crediamo che la presenza dei militari sugli autobus da sola potrebbe essere un deterrente, oltre a costituire un presidio, anche per prevenire fenomeni quali il bullismo".












