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Belluno
26 novembre | 10:45

Tirolo, Alto Adige, Belluno e Udine: quattro territori e un unico monitoraggio, gli stucchi dei palazzi come si deteriorano e come proteggerli

Si chiama “SaltAR – Salvaguardia del patrimonio culturale nella Regione Alpina”. Tra gli ambiti di analisi è stato approfondito l’utilizzo della dolomia nel territorio alpino indagando le cause del suo deterioramento e scoprendo che l’inquinamento ambientale e le combinazioni sfortunate con altri materiali sono stati il motivo principale dei danneggiamenti rilevati negli stucchi antichi

BELLUNO. Si chiama “SaltAR – Salvaguardia del patrimonio culturale nella Regione Alpina”, il progetto transfrontaliero finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia - Austria che punta alla protezione degli stucchi antichi presenti nelle tre aree coinvolte nella rete che sono il Tirolo, l’Alto Adige, la Provincia di Belluno e il territorio di Udine.

Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Tecnologia dei Materiali, Istituto di Scienza delle Costruzioni e dei Materiali dell’Università di Innsbruck, in collaborazione con la Fondazione Heritagelab - Istituto di ricerca per la tecnologia dell’arte e l’analisi dei materiali dell’Alto Adige, con il Circolo Cultura e Stampa Bellunese e la Fondazione de Claricini Dornpacher, vede tra i partner associati anche il Comune di Belluno, l’Ufficio Monumenti e Restauro del Tirolo e dell’Alto Adige e la Fondazione Friuli.

Il budget complessivo, composto da fondi Fesr, statali e privati, è di 637.000 euro e consentirà di sviluppare azioni di ricerca e analisi dei materiali di composizione degli stucchi e di elaborare strategie di protezione che possano essere comuni a tutta la rete.
 
Per la provincia di Belluno l’attività, coordinata dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese, consisterà nella catalogazione degli stucchi riferibili al Seicento e al Settecento presenti in edifici storici, pubblici e privati. Ad occuparsene sarà la storica dell’arte Letizia Lonzi e l’operazione sarà un’importante campagna di censimento, per la prima volta completamente attuata, che metterà in risalto le tipologie decorative del territorio bellunese mettendole a confronto con gli stucchi degli altri territori coinvolti, sia dal punto di vista stilistico che dei materiali utilizzati.

I danni agli stucchi che decorano molti degli edifici storici presenti nell’area di progetto, riferibili all’inquinamento ambientale, saranno studiati da un punto di vista scientifico, storico artistico e tecnico. I risultati delle indagini saranno quindi valutati attraverso restauri di prova per arrivare, alla fine, a fornire i mezzi per una gestione sostenibile nella conservazione e nel restauro del patrimonio culturale immobile.
 
La base di partenza sono gli studi condotti negli ultimi vent’anni dal Dipartimento di “Scienza dei materiali, analisi dei materiali nel campo dei beni culturali” dell’Università di Innsbruck, relativi alla tipologia di leganti utilizzati in quest’area nella creazione dello stucco, alla loro composizione mineralogica, alle fasi di presa del materiale e alla loro durabilità.

In particolare, è stato approfondito l’utilizzo della dolomia nel territorio alpino indagando le cause del suo deterioramento e scoprendo che l’inquinamento ambientale e le combinazioni sfortunate con altri materiali sono stati il motivo principale dei danneggiamenti rilevati negli stucchi antichi realizzati con questa pietra comune, in passato, a tutti e 4 i territori coinvolti nel progetto. SaltAR parte quindi da queste conoscenze di partenza per raggiungere un ulteriore traguardo: la scoperta e la messa a punto di strumenti efficaci che andranno a beneficio della protezione degli stucchi artistici antichi di tutta l’area di progetto.

Per quanto riguarda il partner bellunese, il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, lo stesso aveva già affrontato lo studio della dolomia in un lavoro condotto come partner del progetto DOLOMIA ITAT2036 della scorsa programmazione, andando a mappare i siti collegati all’utilizzo della pietra dolomia in provincia di Belluno. In questo progetto invece si sta occupando di censire i luoghi della provincia di Belluno come chiese, palazzi pubblici, palazzi privati e ville che ancora conservano stucchi storici oltre che coordinare la comunicazione e di diffondere la conoscenza del progetto e i risultati delle ricerche condotte.

Per avere maggiori informazioni e rimanere aggiornati sul progetto, presto sarà online il sito ma nel frattempo si possono seguire gli studi e le attività su Facebook: @Saltar project - Interreg VI A Italia Osterreich e Instagram: @saltarproject_interreg

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