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Trento
11 settembre | 20:41

"Vermiglio", un successo grazie anche ai meravigliosi luoghi in cui è stato girato. Il location manager è il trentino Paolo Malpaga: "E' stata un'emozione unica"

Al suo attivo Malpaga ha diversi film girati in Trentino come, ad esempio, "Il Divin Codino", sulla storia di Roberto Baggio, "Trafficante di Virus", ispirato al libro di Ilaria Capua e la fiction francese "Il nettare degli Dei". "Per me è un film particolarmente sentito, visto che anch'io - come la regista Maura Delpero - sono originario della Val di Sole. Ho trascorso qui quattro mesi, prima e durante le riprese"

foto Emiliano Marchesin

TRENTO. Paesaggi meravigliosi, da cartolina, location mozzafiato e luoghi "perfetti" che, dopo un'attenta ricerca, hanno dato a "Vermiglio" quel tocco di unicità che ha contribuito, in maniera decisiva, a conquistare un riconoscimento incredibile, il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia.

 

Il lungometraggio, diretto dalla regista Maura Delpero, bolzanina di nascita ma originaria della Val di Sole, proprio di Vermiglio, ha impressionato non solamente per la storia narrata, ambientata nell'Italia della Seconda Guerra Mondiale e per la bravura degli interpreti, ma anche per lo scenari in cui è stata realizzata.

 

L'opera di ricerca dei set è lunga, laboriosa, fondamentale e deve essere assolutamente accurata "per evitare ogni possibile contaminazione rispetto al periodo di riferimento del film" racconta Paolo Malpaga, per tutti "Paolino", che della splendida pellicola di produzione italo - belga - francese targata Cinedora, Rai Cinema, Charades Production e Versus Production, è stato il location manager.

Al suo attivo Malpaga, assai conosciuto a Trento anche per la sua attività prima da calciatore e poi da allenatore in ambito giovanile (da anni è apprezzato tecnico in forza alla ViPo Trento), ha diversi film girati in Trentino come, ad esempio, "Il Divin Codino", sulla storia di Roberto Baggio, "Trafficante di Virus", ispirato al libro di Ilaria Capua e la fiction francese "Il nettare degli Dei".

 

La sua avventura con "Vermiglio" è iniziata due anni or sono e si è concretizzata grazie anche ad un fortunato (in tutti i sensi) posticipo.

 

"Sono stato contattato due anni fa, nel 2022 - spiega Malpaga - dalla produzione, mentre ero impegnato sul set di un film che si girava in provincia di Bolzano. Dunque non avrei potuto essere parte di quest'avventura, poi le riprese di "Vermiglio" sono state posticipate di un anno perché Maura, la regista, era in dolce attesa e, a quel punto, ho potuto accettare. E' stato tutto incredibile: ancora oggi fatico a realizzare che "Vermiglio" abbia vinto il Leone d'Argento. E' una sensazione difficile da spiegare, ma rendersi conto di essere parte di un qualcosa di così grande è veramente bellissimo".

 

Ci racconta cosa ha fatto e in cosa consiste il suo lavoro?

"Il mio compito è quello d'individuare le location adatte al film, sottoporle alla regista che le approva. Ho girato l'intera Val di Sole, la Val di Pejo e la Val di Rabbi e il passo del Tonale. Poi c'è tutto l'aspetto logistico collegato da gestire, ovvero i parcheggi, i camerini, i bagni e la parte burocratica, ciò i permessi per ottenere la chiusura delle strade e per l'occupazione del suolo pubblico. Insomma c'è sempre parecchio da fare e devo anche occuparmi di eventuali problematiche che sorgono durante le riprese. E poi questo film lo "sentivo" particolarmente mio".

 

Come mai?

"Beh, come la regista Maura Delpero, anche io sono originario della Val di Sole. Mio papà è di Pellizzano e, dunque, per me è stato tutto speciale lavorare e girare nei luoghi dell'infanzia. Infatti, durante tutta la mia permanenza in valle, ho abitato nella casa di famiglia, proprio a Pellizzano. E' stato tutto molto diverso dal solito, molto più "intimo" e trasportante".

 

Lei, dunque, è salito in Val di Sole ben prima dell'inizio delle riprese, avvenuto il 28 agosto 2023?

"Assolutamente sì. Esattamente due mesi prima. Ho trascorso qui tutto luglio e tutto agosto e poi sono risalito a dicembre, quando sono state girate le scene invernali, trattenendomi per altri 21 giorni. In tutto sono stato tre mesi qui e tre settimane in Alto Adige, dove c'era l'intenzione di girare alcune scene. Non avendo trovato la location giusta, la regista ha scelto di far svolgere anche quella parte in Trentino. Il 98% del film è stato realizzato in Val di Sole, il resto tra Egna - dove è situato il convento che si vede nel film - mentre la parte ambientata in Sicilia è stata realizzata a Roma".

Dunque quali sono stati i luoghi in cui è stato girato il film in Val di Sole? Li ha scelti tutti lei?

"Lo dice anche il nome, "Vermiglio": prevalentemente le scene sono state girate, infatti, nel paese e nei suoi dintorni. Gli altri luoghi scelti riguardano Carciato, frazione di Dimaro, il Passo del Tonale e Comasine, in Val di Pejo. Qualche posto era già stato scelto in precedenza dalla regista, che ovviamente conosce molto bene la zona, aiutata da Daniel Defranceschi. A tutti gli altri sì, ho pensato io".

 

Sul set che aria si respirava?

"Meravigliosa, veramente. Mi sono confrontato con professionisti serissimi, si è sempre lavorato molto bene, E' stata un'esperienza veramente incredibile e, se me l'avessero detto un anno fa, non ci avrei proprio creduto. Il fatto, poi, di essermi confrontato con una produzione internazionale, visto che i costumi erano francesi, la scenografia spagnola, il direttore della fotografia russo, ha rappresentato un'ulteriore occasione di crescita, sia personale che professionale. E anche il contesto è stato fenomenale: la gente di Vermiglio è sempre stata molto collaborativa ed entusiasta e alla regista - questo posso confidarlo - piaceva tantissimo che io riuscissi a parlare con gli abitanti in dialetto solandro visto che, ovviamente, lo parlo".

 

Il film lo ha visto?

"Finito non ancora. Non seguendo la post produzione e aspettando venisse proiettato al Festival del Cinema di Venezia, mi sono ripromesso di guardarlo dopo la Mostra. Beh, adesso sarà ancora più bello gustarmelo tutto dall'inizio alla fine. Magari da solo, proprio per godermelo al cento per cento".

 

Quanto è felice da 1 a 10?

"Ah non riesco a quantificare la gioia che ho provato quando mi è stata comunicata la notizia e tutt'oggi. E poi devo dire che le soddisfazioni erano già arrivate prima, con i complimenti della regista e del direttore della fotografia per il lavoro svolto. Ecco, quelle sono soddisfazioni che vanno oltre, personalmente, i riconoscimenti. Faccio questo lavoro da più di dieci anni, mi ha permesso di conoscere tanti luoghi nuovi e bellissimi ed è sempre meraviglioso contribuire a portare i luoghi del Trentino, che sono unici, in tutta Italia, Europa e nel mondo. Queste sono gioie impagabili".

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