Contenuto sponsorizzato
Belluno
13 dicembre | 11:16

Cassa edile, quasi 50 milioni di euro di salari e crescono anche gli studenti della scuola: “Un anno felice, evitiamo però facili entusiasmi. In futuro sfide importanti”

Un anno positivo il 2025 per la Cassa edile di Belluno, con numeri in crescita anche tra gli studenti della scuola. L’occasione per presentare i dati è la tradizionale consegna dei premi ai lavoratori andati in pensione: ecco il bilancio tra monte retribuzioni, aziende conferenti e le prospettive per affrontare la carenza di manodopera in provincia

SEDICO. Un anno positivo il 2025 per la Cassa edile di Belluno, con numeri in crescita anche tra gli studenti della scuola. “La provincia è viva e l’anno è stato felice, ma dobbiamo evitare facili entusiasmi perché l’edilizia è un mondo che vive di alti e bassi e in futuro ci saranno nuove sfide da affrontare”, commenta il presidente Massimo Riva.

 

L’occasione per presentare i dati è la tradizionale consegna dei premi ai lavoratori che durante l’anno sono andati in pensione, oltre a 8 borse di studio universitarie e i riconoscimenti alle imprese distintesi nel concorso Cassa Edili Awards.

 

Un anno dunque definito felice: inevitabilmente il pensiero va ai numerosi cantieri ben visibili sul territorio, in particolare la parte alta della provincia. “In questo momento - prosegue Riva - c’è grande attenzione soprattutto grazie all'evento olimpico, ma non solo. La provincia deve infatti essere pronta per le sfide del futuro: è chiaro che il volano Cortina è rilevante, ma la nostra Cassa edile è importante per molte altre ragioni, tra cui fornire una protezione ai dipendenti (quest’anno sono stati erogati 280mila euro per 928 prestazioni di welfare), agire sul fronte della legalità e far sì che nei cantieri entrino ditte con i requisiti e le capacità per farlo”.

 

La sicurezza è infatti tra i punti centrali. “Abbiamo mantenuto un grande impegno in tal senso. Nel 2025 - aggiunge il vice presidente Giuseppe Fabio - sono riprese a pieno ritmo le visite in cantiere, in totale circa un centinaio. Naturalmente non bastano e cerchiamo di fare sempre di più, ad esempio con i corsi di formazione per 1.500 operai: tutte attività possibili grazie all’aumento della massa salari, che permette una maggiore possibilità di intervenire su welfare e corsi di formazione”. Ed è proprio sul monte retribuzioni che la Cassa parla di record storico: nell’esercizio 2024-2025 ha sfiorato i 50 milioni di euro (49,5), in crescita del +11,5% rispetto all'esercizio precedente (già cresciuto a sua volta sul 2023). Sale anche il totale delle aziende che hanno conferito in cassa - cioè quelle con cantieri in provincia, non quindi necessariamente bellunesi: a settembre erano 575 (552 l’anno scorso), per un totale di 5.510 dipendenti.

 

Tale spinta per il settore è iniziata, fa sapere l’ente, con Vaia, per poi continuare con incentivi come Pnrr, Piano casa e il 110 - misure che, ora, vanno esaurendosi. “Le sfide sono importanti e le aziende devono arrivare preparate. Una massa di 50 milioni di euro - afferma Riva - era impensabile fino a pochi anni fa, ma non dobbiamo farci illusioni: l’edilizia vive di alti e bassi e dobbiamo essere bravi sia quando le cose vanno bene sia quando si verifica il calo fisiologico del lavoro. Quello che intanto cerchiamo di fare è mettere un vestito diverso al mondo dell'edilizia: non tutti i ragazzi hanno interesse per lo studio ed è giusto, in quel caso, far capire che entrare nel nostro mondo significa potersi realizzare e avere soddisfazioni economiche che altrove si farà sempre più fatica ad avere".

 

In effetti, più che di calo di lavoro c’è oggi carenza di manodopera: nella nostra inchiesta, diverse imprese hanno lamentato un’estrema difficoltà nel reperirla (qui le interviste). “I numeri - spiega la direttrice del Centro formazione e sicurezza Manola Monaja - sono ottimi anche nelle iscrizioni alla scuola edile. Al primo anno abbiamo 41 ragazzi, mai così tanti negli ultimi anni, tra cui per la prima volta anche una ragazza nell’indirizzo edile”.

 

In totale gli iscritti sui tre indirizzi (edile, elettrico e idraulico) sono 123, e la percentuale di quanti rimangono a lavorare nel settore edile si avvicina al 90%: già dal secondo anno iniziano un percorso di alternanza scuola lavoro che porta i giovani a conoscere il cantiere e le aziende a poter formare futuri lavoratori. “Certo il lavoro sta cambiando - conclude Monaja - e bisogna adeguarsi. Tuttavia, le nuove tecnologie sono anche un mezzo per facilitare alcune mansioni più pesanti in particolare per le donne, si pensi alla domotica per gli elettricisti o alla manutenzione caldaie per gli idraulici. In futuro mi piacerebbe quindi ci fosse un cambio di mentalità anche in tema di genere rispetto a questi lavori, perché c’è bisogno di figure nuove”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 23 aprile | 19:59
Da quando è stato sostituito con una struttura nuova, moderna e accogliente, il bivacco "Fiamme Gialle", realizzato nel 1958 dalla Guardia di [...]
Cronaca
| 23 aprile | 21:16
La tragedia è avvenuta nella zona di Trivigno, nel territorio comunale di Tirano, in provincia di Sondrio. Una donna di circa 60 anni - che era [...]
Società
| 23 aprile | 19:52
Ogni regione ha i suoi simboli e le sue storie, la giovane creator Ester Parussini ha scelto di raccontare il suo territorio, e di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato