Dall'aquila al gufo, autorizzato l'allevamento dei rapaci da falconeria. La Provincia modifica i criteri sulla detenzione della fauna selvatica: "Norma con più di 30 anni"
Parere positivo della Terza Commissione sulla modifica della detenzione della fauna selvatica, in particolare dei rapaci

TRENTO. Non solo grandi carnivori e indennizzi ai settori di pesca e acquacoltura (Qui articolo), la Terza Commissione ha dato luce verde anche sul parere della detenzione della fauna selvatica, i rapaci in particolare.
Con 5 "Sì", un astenuto (consigliera Michela Calzà) e un voto contrario (consigliera Lucia Coppola) la Terza Commissione presieduta da Vanessa Masè ha dato parere positivo alla proposta di deliberazione della Giunta sulla modifica della norma per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia.
In particolare, la proposta di modifica prevede l’obbligo di autorizzazione per gli animali detenuti se superano un determinato numero; la finalità della detenzione; la ridetermina delle specie di rapaci idonei alla falconeria; la facoltà di far riprodurre gli esemplari aumentando a 20 il numero massimo detenibili.
E’ dunque autorizzato l'allevamento di rapaci da falconeria delle seguenti specie: aquila reale (Aquila chrysaetos), gheppio (Falco tinnunculus), gufo reale (Bubo bubo), gufo comune (Asio otus), falco pellegrino (Falco peregrinus), lanario (Falco biarmicus), falco lodolaio (Falco subbuteo), nibbio bruno (Milvus migrans) smeriglio (Falco colombarius), astore (Accipiter gentilis) e sparviere (Accipiter nisus) nel rispetto delle convenzioni internazionali, delle direttive e dei regolamenti dell'Unione europea.
In merito alla detenzione dei rapaci per la falconeria, sono state riviste le specie detenibili per ovviare a un problema più volte emerso, cioè l’acquisto di animali fuori provincia con corretta certificazione, che però poi risultavano non regolari in Trentino. “Una detenzione non sanabile – la specifica dei tecnici della Provincia – che a oggi comporta l’ordine di cederli a persone fuori dalla provincia di Trento".
Si tratta del riordino "di una normativa che ha oltre 30 anni - commenta l'assessore Roberto Failoni - abbiamo guardato alla semplificazione amministrativa ma anche a una razionalizzazione degli atti attuativi che negli anni hanno reso la materia di non immediata comprensione". I tecnici della Provincia hanno quindi spiegato che le modifiche andranno a intervenire sulla fauna selvatica autoctona mentre, per la fauna selvatica non autoctona e gli animali di affezione, si continuerà a fare riferimento alle rispettive normative per non duplicare le disposizioni vigenti.
Le osservazioni è che permangono questioni poco chiare sulla gestione degli animali e sulla falconeria, la consigliera Michela Calzà (Partito Democratico) ha deciso di astenersi; mentre la consigliera Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra) ha fatto presente il suo voto contrario: “Pur comprendo la necessità di regolamentare la gestione di questi animali, mi è impossibile votare una normativa che considera gli animali ornamentali. Per loro resta un regime di prigionia”.












