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Trento
17 giugno | 20:15

"E' raro ma documentato", così la Provincia estende gli indennizzi dei danni provocati dai grandi carnivori a pesca e acquacoltura: "Casi in val di Sole e nelle Giudicarie"

Via libera della Terza commissione provinciale alla modifica della norma sugli indennizzi dei danni dei grandi carnivori. Ricompresi nei criteri anche i settori della pesca e della acquacoltura. Le minoranze chiedono di puntare di più anche sulla prevenzione e di vietare le mangiatoie vicino ai centri abitati 

TRENTO. Via libera alla modifica normativa per gli indennizzi dei danni provocati dai grandi carnivori, vengono ricompresi anche i settori della pesca e dell'acquacoltura. E' raro ma può capitare che gli orsi si nutrano anche con le trote. E' successo in val di Sole e nelle Giudicarie. La decisione è arrivata in Terza Commissione provinciale, presieduta da Vanessa Masè (La Civica). C'è poi la richiesta di vietare le mangiatoie vicino ai centri abitati. 

 

Unanime il parere positivo dei consiglieri provinciali alla proposta di deliberazione della Giunta sulle azioni preventive e indennizzi per danni provocati dai grandi carnivori.

 

Cosa prevede la proposta? Con la deliberazione numero 1522 del 10 settembre 2021, la Giunta provinciale ha approvato i criteri per la concessione degli indennizzi dei danni provocati dall'orso bruno, dal lupo e dalla lince e per la concessione dei contributi per la realizzazione delle misure di prevenzione dei danni arrecati dagli stessi.

 

L’attuale disciplina, però, nulla dispone per il settore della pesca e dell’acquacoltura. A completamento dei criteri è stato richiamato il Regolamento dell'Unione europea della Commissione numero 717/2014 del 27 giugno 2014 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento da Bruxelles agli aiuti “de minimis” nel settore della pesca e dell'acquacoltura.

 

Non solo. Si è stabilito che la disciplina interviene e regola il “de minimis” anche per il settore agricolo. Si interviene, dunque sul vincolo de minimis per il settore agricolo e per quello dell’acquacoltura.

 

“Si tratta di un intervento che va a modificare una deliberazione precedente - precisa l'assessore Roberto Failoni - quando non era stato approvato il regolamento europeo e che mette fine alla limitazione del vincolo de minimis in agricoltura, esteso anche alla troticultura”.

 

La consigliera Vanessa Masè ha evidenziato come, finalmente, si vada a risolvere quella che è considerata un’ingiustizia, “succede spesso che gli allevatori chiedano l’accesso a misure poi negate a fine anno perché non all’interno dei parametri del de minimis”.

 

Gli orsi mangiano anche le trote. Detto che l’accertamento del danno derivante da attività di animali protetti deve essere accertato da un organismo pubblico e che quindi l'accertamento deve essere fatto da personale forestale sul territorio e che gli indennizzi sono previsti anche per predazioni singole e in zone non segnalate, Masè e Coppola hanno chiesto maggiori informazioni sulle predazioni ittiche, classificate dalla Provincia come "rare, ma documentate", come quelle avvenute a Dimaro in Val di Sole e nelle Giudicarie l'anno scorso.

 

Via libera alle modifiche alla normativa vigente, ma i consiglieri hanno osservato che l’impegno della Giunta deve andare nella direzione di lavorare anche sulla parte preventiva e non solo sugli indennizzi (così, in particolare, il consigliere Roberto Stanchina). Ancora, le mangiatoie per la fauna selvatica sono state escluse dagli indennizzi. “Una decisione equa – le parole di Calzà e Coppola  - precisando che sarebbero da eliminare completamente, soprattutto se vicine agli abitati".

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