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Sondrio
15 dicembre | 16:33

Dalle campagne dove sorgevano i campi di internamento nazisti spunta una piastrina di un soldato italiano catturato a Rio Pusteria: ecco la sua storia

Si chiamava Cosimo Bernardo Bonola, soldato del 5° Reggimento Fucilieri Alpini, il proprietario della targhetta e fu catturato a Rio di Pusteria, in Alto Adige, l'8 settembre del 1943 dunque il giorno in cui fu reso pubblica la notizia che l'Italia aveva firmato l'Armistizio di Cassibile

SERNIO. Era originario di Sernio, piccolo comune con poco più di 500 abitanti dell'antico Terziere Superiore di Valtellina, in provincia di Sondrio. Era nato nel 1913 e da civile, prima della guerra, era un muratore e la sua piastrina è riemersa in queste ore dalla terra di Bogusze, in Polonia, dove 80anni fa si trovava un campo di prigionia tedesco costruito dopo che i nazisti avevano occupato la Polonia. Si chiamava Cosimo Bernardo Bonola, soldato del 5° Reggimento Fucilieri Alpini, il proprietario della targhetta e fu catturato a Rio di Pusteria, in Alto Adige, l'8 settembre del 1943 dunque il giorno in cui fu reso pubblica la notizia che l'Italia aveva firmato l'Armistizio di Cassibile, (siglato segretamente il 3 settembre) con gli Alleati angloamericani.

 

Da quel momento, come noto, iniziò il caos poiché i vertici del Paese abbandonarono l'Italia all'incertezza più assoluta. Il Re scappò da Roma a Sud e l'unica direttiva data ai nostri soldati fu quella di cessare le ostilità contro gli Alleati e reagire a eventuali attacchi da altre provenienze. Resta memorabile e perfetta la scena del film di Comencini ''Tutti a casa'' con Alberto Sordi nei panni del Sottotenente Alberto Innocenzi che nella difficoltà del momento chiama il colonnello sotto il fuoco tedesco urla: ''Signor Colonnello, accade una cosa incredibile: i tedeschi si sono alleati con gli americani!''. In realtà accadde che i tedeschi rapidamente occuparono il Paese e l'esercito italiano sbandò (con alcuni episodi di resistenza come Trieste e Cuneo) e mentre la maggior parte tentò, appunto, di tornare ''tutti a casa'' circa 600mila soldati italiani furono catturati e finirono internati nei campi nazisti. 

 

Sorte che capitò anche a Bonola. Nelle scorse ore i recuperanti polacchi che da anni setacciano i terreni dove sorgevano i baraccamenti dei campi di internamento hanno fatto riemergere vari oggetti metallici. Utilizzando il metal detector, infatti, hanno dissotterrato targhette, monete, bottoni, proiettili e anche una piastrina identificativa appartenuta a un soldato italiano. Postati i ritrovamenti sui canali social dedicati (dove in passato era stata postata anche l'immagine di un'altra piastrina sempre di un soldato italiano di Sondrio QUI ARTICOLO) ecco che è stato possibile ricostruirne la storia. 

 

''Abbiamo trovato la piastrina identificativa di un soldato italiano - scrivono -. Sebbene oggi abbiamo condotto le ricerche con solo due persone, madre Terra è stata clemente con noi. Il ritrovamento più interessante di Marcin è senza dubbio la piastrina identificativa di un soldato italiano. Grazie al lavoro del Dott. Stefan Marcinkiewicz, un'ora dopo il ritrovamento della piastrina, ora sappiamo di più sul suo proprietario. Cosimo Bernardo Bonola (nato il 24 settembre 1913 a Sernio, Lombardia) – muratore di professione, soldato del 5° Reggimento Fucilieri Alpini, catturato a Rio di Pusteria l'8 settembre 1943. Probabilmente finì nel campo di Bogusze in uno dei primi trasporti (numero 11928). Fu deportato nella Germania settentrionale, Stalag XA Schleswig. Fu internato a Bremervoerde, poi ad Amburgo (Lager Dessaueruffer 38) e dal 23 settembre 1944 lavorò presso la D. Mueller & Co. Nordeutsche Feldsamenhandlung (un'azienda portuale specializzata in prodotti agricoli)''.

 

Sopravvisse a quella barbarie e rientrò in Italia l'8 agosto 1945. La guerra in Europa era finita da tre mesi ma la Seconda Guerra Mondiale stava ancora consumando il suo epilogo più truce. Infatti proprio in quei giorni gli Stati Uniti bombardarono il Giappone con le bombe atomiche. L'Enola Gay, il bombardiere B-29 che trasportava ''Little Boy'', sganciò la bomba su Hiroshima il 6 agosto. La bomba ''Fat Man'', invece, fu sganciata il 9 agosto su Nagasaki. In pochi secondi, in quelle due giornate morirono più di 200mila persone. Passarono tre settimane e il Giappone firmò la resa incondizionata e si arrivò così alla fine, definitiva, della Seconda Guerra Mondiale.

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