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Belluno
13 ottobre | 12:06

E' possibile coltivare una vigna sulle Dolomiti? Le Olimpiadi possono essere anche veicolo dell'alta qualità italiana? Le domande a Gusto Dolomiti

Si è tenuta la seconda parte di Gusto Dolomiti, l’evento promosso da Welcome Dolomiti con Corte delle Dolomiti e Red Squirrel Events che si è tenuto la scorsa settimana a Hotel Boite dell’ex villaggio Eni di Borca di Cadore

BORCA DI CADORE. E' possibile coltivare una vigna sulle Dolomiti? Le Olimpiadi possono essere anche veicolo dell'alta qualità italiana? Sono state queste le due domande che hanno aperto la seconda parte di Gusto Dolomiti, l’evento promosso da Welcome Dolomiti con Corte delle Dolomiti e Red Squirrel Events che si è tenuto la scorsa settimana a Hotel Boite dell’ex villaggio Eni di Borca di Cadore.

 

La risposta al primo quesito è stata data da Federico Menardi, già ideatore di VinoVip Cortina, che ha fatto un breve excursus su questa iniziativa nata nel 1997 con la rivista Civiltà del bere: "Quasi 30 anni fa abbiamo pensato di portare a Cortina le 50 migliori cantine d’Italia facendo versare e spiegare direttamente dai viticoltori i loro vini anche sperimentali. Questa idea, non compresa inizialmente da tutti, si è rivelata nel tempo un gran successo tanto che permane tuttora e vede i più prestigiosi produttori italiani incontrare professionisti, collezionisti e appassionati presso il Rifugio Faloria che ci ha dato fiducia dalla prima edizione”.

 

L’idea di sondare nuove strade del vino tra le Dolomiti è proseguita poi nel 2011 con Vigna 1350, un progetto ideato sempre da Federico Menardi con l'enologo ampezzano Fabrizio Zardini e Francesco Anaclerio dei Vivai Cooperativi di Rauscedo che hanno creato un banco di prova utile a sperimentare la viticoltura di montagna. Le Regole d’Ampezzo allora hanno trovato interessante il progetto e hanno concesso un terreno tra il Codivilla e il Putti che presentava una buona esposizione per poter fare delle prove.


“Ci siamo messi a lavorare in prima persona per predisporre la vigna con l’idea di provare a creare più vini estremi bianchi e rossi attraverso 1400 piante piantate in mezzo ettaro. Il problema che è emerso qui è che basta anche un solo giorno con la temperatura che si avvicina allo zero durante i 100 giorni estivi di maturazione per bloccare la crescita delle uve e non avere quindi il prodotto” ha commentato Menardi che ha proseguito “Nonostante ciò, il Solaris rosso ha dato i suoi frutti e il progetto ci ha dato delle soddisfazioni e ha creato interesse da parte di persone e stampa. Credo che abbassandosi alla quota di Borca di Cadore si riuscirebbe tranquillamente a far funzionare questo progetto e vedere oggi tanti giovani agricoltori di montagna presenti in sala mi dà grande speranza che ciò si possa fare”.

 

Menardi ha dato poi uno sguardo all’intera provincia di Belluno lanciando una riflessione: “Qui si rischia di fermarsi perché l’occhialeria non tira più ed ecco che quindi è necessario diversificare e provare a cimentarsi in queste iniziative che valorizzano il territorio. Non è facile, è impegnativo ma non è impossibile. bisogna crederci e sicuramente la componente turistica favorisce il consumo dei prodotti del territorio”.


Passando al secondo quesito, la parola è stata data a Roberto Marchesi, del Panificio Marchesi di Bergamo, che ha esordito dicendo: “le parole di Menardi sono di ispirazione per capire che quando cultura ed enogastronomia si incontrano, diventano una missione di vita”. Passando poi all’oggetto del suo intervento ha fatto presente che “il panettone è un dolce tagliato nel giorno più bello dell’anno e condiviso tra persone che si vogliono bene. Per noi è quindi un grande onore ma anche una grande responsabilità produrre questo prodotto”.

 

Il Panettone Cioccolato Fondente Lavorato a Mano dei F.lli Marchesi di Bergamo è stato infatti individuato come Official Licensed Product delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. L’idea, sviluppata nell'autunno 2024, ha visto superare vari step su sostenibilità ambientale, etica, degustazioni, che dopo qualche mese di lavoro hanno portato a scegliere il panettone tradizionale al cioccolato, che ha vinto il premio di migliore panettone della Lombardia nel 2015 e 2022, quale prodotto ufficiale per i prossimi giochi olimpici.

 

“Il prossimo passo è che questo prodotto venga accolto e proposto nei ristoranti e nelle attività che si trovano nei territori coinvolti dalle Olimpiadi, non tanto per un discorso aziendale quanto perché diventa veicolo dei valori dei giochi e dell’alta qualità italiana. Il panettone 960 rappresenta per noi l’anno di nascita dell’azienda ma anche dei grammi netti del panettone” ha concluso Marchesi.

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