“Giuseppe è stato il primo studente autistico grave all'Alberghiero di Riva. Comunica con la cucina ma non poteva avere un lavoro. Con Dream lui ed altri ragazzi con disabilità lo hanno trovato''
Un luogo unico nel suo genere dove ragazzi con disabilità psichiche possono imparare un mestiere e sentirsi felici: questo il progetto di Daniela Vassallo (mamma di Giuseppe), presidente e co-fondatrice di Dream Aps, che oggi ad Arco sta realizzando un laboratorio di cucina che a partire dal 2026 diventerà una delle prime mense in Italia gestita da persone con disabilità a servire pasti ad anziani soli e persone con difficoltà economiche

ARCO. Una mamma, sei figli, e un sogno più grande delle difficoltà: è la storia di Daniela Vassallo, presidente e co-fondatrice di Dream Aps, l’associazione di promozione sociale che oggi sta realizzando ad Arco un laboratorio di cucina unico nel suo genere: un luogo dove ragazzi con disabilità psichiche possono scoprire il proprio talento, imparare un mestiere e, soprattutto, conquistare dignità.
La scintilla nasce da Giuseppe, terzo figlio di Daniela, ragazzo autistico non verbale: “Giuseppe è stato riabilitato con un metodo cognitivo-comportamentale fin da quando aveva quattro anni – racconta la madre – e la cucina è diventata il suo linguaggio. La passione per pentole, mestoli e impasti lo ha portato a diventare il primo studente autistico grave a frequentare l’alberghiero di Riva del Garda, affrontando cucine rumorose, ritmi serrati e lavoro di squadra".
Eppure, dopo il diploma, il vuoto: “Non c’era niente per lui. Le cooperative non offrivano percorsi perché il suo caso era considerato "troppo grave"" ricorda Daniela. Una porta chiusa che però ha dato inizio a un cammino.
L’associazione Dream infatti, nasce nel novembre 2023, grazie anche alla partecipazione di Daniela, assieme al marito Tommaso e a Giuseppe, all’Expo Aid di Rimini. In quella occasione, Giuseppe indossava una maglietta con scritto “Il mio sogno è cucinare”: “Abbiamo incontrato altre famiglie come noi, che cercavano un futuro per i figli in cucina. Ci siamo detti: perché non farlo anche noi?”.
Da lì un tour in Italia con altre persone volenterose per conoscere le altre realtà esistenti e poi la decisione: creare un progetto radicato nel territorio trentino. “Il volontariato trentino ci ha abbracciati: Dream è cresciuta un pezzo alla volta, con persone dal cuore grande, fino a diventare un motore per tanti altri ragazzi e genitori” spiega Daniela.
Oggi accanto a Giuseppe ci sono oltre 15 ragazzi, alcuni di appena 16 anni, e decine di volontari. La cucina è quella “di una volta”, con ricette raccolte dalle famiglie, tradizioni salvate dai cassetti dei nonni, e un clima che tutti descrivono come “una festa”.
“Per noi la disabilità non è piangersi addosso, ma creatività e operatività. Quello che non c’è, lo creiamo” racconta Daniela.
All’inizio Dream cucinava nelle cucine affittate di volta in volta. Poi è arrivata la possibilità di recuperare un locale abbandonato da anni: l’ex mensa anziani di Arco, vuota dal Covid: aperta ad agosto 2024 e resa operativa dopo nove mesi di lavori, acquistando tutto ciò che serviva grazie ai guadagni dei catering.

“Siamo partiti con forbici e coltelli portati da casa, con una macchinetta domestica per la pasta. Oggi abbiamo un’impastatrice professionale, un frullatore industriale e un abbattitore, nemmeno io so come siamo riusciti a farcela” spiega Daniela.
La sede è ormai quasi completa: manca solo l’ultimo abbattitore, in arrivo a dicembre, e per questo l’associazione sta raccogliendo fondi.
Il traguardo più grande è l’assunzione dei primi ragazzi, tra loro anche Giuseppe : “Per la medicina legale mio figlio non ha capacità lavorativa: viene definito ‘abolito’. Oggi grazie a noi, lavora anche 4-5 ore di seguito tagliando verdure, preparando impasti, pizze e strudel” sottolinea Daniela. Dopo di lui, è stata assunta anche una ragazza , e presto ne arriveranno altri: “La dignità la diamo noi offrendo il lavoro. E gli altri verranno a ruota”.
Il progetto ha già compiuto passi enormi: Dream è stata invitata a Parigi, all'Unesco, durante la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale: “Abbiamo portato 11 ragazzi e volontari fantastici per quattro giorni a Parigi, dove hanno servito lo strudel agli ambasciatori europei. Tornati a casa erano in visibilio”- racconta Vassallo - “È stato il premio che meritavano per il lavoro fatto”.
E oggi la grande novità, Dream Aps ha un progetto arduo da realizzare: “Saremo una delle prime mense in Italia gestita da persone con disabilità – anticipa Daniela – serviremo pasti ad anziani soli e persone in difficoltà economica”. Il servizio partirà con l'inizio del 2026.
“È il punto più alto a cui potevamo aspirare: fragilità che diventano una forza. Vogliamo dimostrare che questi ragazzi possono essere utili, magari persino una cura per chi si sente più solo” - spiega Daniela - “Quando varca la porta del laboratorio, mio figlio è raggiante”.
“Quando vedo gli occhi di mio figlio mentre entra qui, lo vedo felice. È realizzato solo grazie alla nostra associazione, non ha sostegni esterni, e sta anche meglio di quando andava a scuola - racconta - “Da pochi mesi ha iniziato a scrivere. Crediamo che debba esprimersi sempre di più. Troppi ragazzi subiscono decisioni imposte dal sistema: noi facciamo l’opposto. Bisogna ascoltarli di più”.
E l’impegno, sebbene grande, ripaga sempre: “Torni a casa affaticata, ma con il cuore pieno. Sai di averli resi felici”. “Da mamma voglio dire ai genitori: fate tutto il possibile perché i vostri figli siano felici – conclude Daniela Vassallo – guardate al loro bene e alla loro felicità, indipendentemente dalle loro disabilità”.
Si possono sostenere i progetti e le attività dell'associazione con una donazione all'Iban IT 45 T 08016 34311 000005435471 intestato a Dream Aps.












