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Trento
30 settembre | 18:56

"Gli studenti che hanno iniziato la quinta senza recuperare tutti i debiti non saranno ammessi all'esame di maturità? La Provincia faccia chiarezza"

Interrogazione del consigliere provinciale di Campobase Michele Malfer alla luce delle novità che riguardano l'esame di maturità a livello nazionale: "Appare urgente chiarire se e in quale misura le nuove disposizioni statali trovino diretta applicazione anche nel sistema scolastico trentino"

di Redazione

TRENTO. "Una mancanza di chiarezza che sta creando un clima di incertezza e di disagio tra gli studenti". 

 

Le parole che il consigliere provinciale Michele Malfer (Campobase) riporta in un'interrogazione alla giunta partono da una situazione che in effetti genera qualche dubbio: chi ha cominciato il quinto anno ma non ha recuperato le proprie carenze formative pregresse non potrà essere ammesso, a fine anno, all'esame di Stato

 

Ma facciamo un passo indietro: "Con la pubblicazione del Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127 in Gazzetta Ufficiale, entrano in vigore importanti novità per l’esame di maturità - spiega Malfer -. Tale intervento legislativo non si limita a un aggiornamento lessicale, ma ridefinisce l’impianto complessivo della prova. Tra le principali innovazioni una composizione ridotta delle commissioni, un nuovo sistema di attribuzione del punteggi finale e il rinnovamento del colloquio orale. Ma particolarmente rilevante è la disposizione che conferma e richiama precedenti atti normativi subordinando l’ammissione all’esame al recupero integrale di eventuali debiti formativi".

 

Ed è questo aspetto a generare timori: "Tale innovazione normativa suscita, nel contesto scolastico trentino, preoccupazioni crescenti da parte di studenti, famiglie e istituzioni educative. È infatti evidente come una quota non trascurabile di studenti, non ancora in regola con i debiti formativi, si venga a trovare nella previsione concreta di non essere ammessa all’esame, con conseguenze potenzialmente gravi sul piano individuale e sociale, sino al rischio di abbandono anticipato del percorso di studi. La perdurante mancanza di chiarezza circa i percorsi di recupero delle carenze formative pregresse, va ricordato al proposito come tutte le istituzioni scolastiche abbiano provveduto in queste settimane a realizzare i dovuti accertamenti, stia creando un clima di incertezza e di disagio tra coloro che, non avendo assolto le proprie carenze, magari ascritte ad anni precedenti, si sentono già condannati all’insuccesso, per altro come disposto nella norma nazionale".

 

"In considerazione del fatto che la Provincia autonoma di Trento gode di competenza primaria in materia di istruzione - prosegue Malfer -, appare urgente chiarire se e in quale misura le nuove disposizioni statali trovino diretta applicazione anche nel nostro sistema scolastico e se vi siano margini di adattamento o di interpretazione in sede provinciale, a tale proposito non sarebbe male conoscere gli esiti del lavoro disposto dal costituito gruppo di lavoro. Parallelamente, le istituzioni scolastiche necessitano fin d’ora di indirizzi certi e uniformi, per programmare ulteriori attività di recupero, percorsi personalizzati e azioni di accompagnamento. Tali percorsi e processi misurativi dovrebbero garantire entro la fine del presente anno scolastico ulteriori possibilità al fine di evitare che perduranti inerzie legislative compromettano il corretto percorso scolastico ed il successo formativo dei nostri alunni".

 

Da queste considerazioni il consigliere di Campobase ha poi chiesto alla giunta provinciale come intenda affrontare le ricadute del nuovo assetto normativo sull’“esame di maturità” nel sistema scolastico trentino

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