Il nuovo quartiere da 800 appartamenti e 2 mila residenti a Pineta? Il netto "no" del sindaco Seppi: "Perché costruire a Laives per risolvere i bisogni abitativi di Bolzano?"
Il sindaco di Laives Giovanni Seppi a pochi giorni dalla presentazione del futuristico quartiere “Renneria” frena i facili entusiasmi e spiega chiaramente perché il quartiere, futuristico e green, non è attualmente realizzabile

LAIVES. Il progetto è bello, bellissimo, interessante, interessantissimo. Ma non si può fare. Punto.
Il sindaco di Laives Giovanni Seppi, a pochi giorni dalla presentazione del futuristico quartiere “Renneria”, ideato dei fratelli Luca e Matteo Gazzini (QUI l'approfondimento e il video), frena i facili entusiasmi e spiega chiaramente perché il quartiere, futuristico e green, non è attualmente realizzabile.
“Partiamo un presupposto – spiega Seppi – ho visto il progetto ed è molto interessante. Ma si parla di 800 appartamenti e duemila residenti: questo vorrebbe dire aumentare la popolazione di Laives del 10% in sette anni. Assolutamente infattibile. Anche perché, parliamoci chiaro – sottolinea Seppi – andremmo a costruire mille appartamenti in più nel nostro comune perché un altro comune (ovvero Bolzano) ha il problema dell'abitare. No”.
Secondo il primo cittadino di Laives, infatti, il progetto di “Renneria” dovrebbe essere inserito in un contesto preciso. E' vero, il terreno dove il nuovo quartiere verrebbe realizzato è di proprietà della famiglia Gazzini, ma è all'interno del Comune di Laives ed è con le esigenze di Laives che è necessario fare i conti.
“La popolazione di Laives è cresciuta del 20% in 20 anni – spiega Seppi – qui non abbiamo il bisogno abitativo che ha Bolzano, anzi. Siamo in difficoltà se si parla di infrastrutture, sia primarie che secondarie: citiamo il problema dell'acquedotto, ma ance delle scuole”. “Tra poco – prosegue Seppi – ci metteremo al lavoro per realizzare un piano di sviluppo, che è un nuovo strumento previsto dalla legge urbanistica che ci aiuterà, in sintesi, a rispondere a un domanda: di cosa ha bisogno Laives? E già conosciamo parte delle risposte: di sicuro non ha bisogno di quasi mille appartamenti”. “Di questi numeri credo ne abbia bisogno Bolzano, ma questo, ribadisco, non può essere un nostro problema e non possiamo essere noi, di nuovo, a risolvere i problemi altrui. E' già successo nel passato e nei prossimi 5/10/20 anni non succederà di nuovo. Dobbiamo investire nella nostra comunità, nelle nostre infrastrutture. Di certo il nostro compito, il compito della politica, non può essere quello di portare altri abitanti a Laives, ma di rendere migliore la vita di quelli che già ci abitano”. Chiaro e limpido, dunque, Giovanni Seppi spezza i verdi sogni del Gruppo Immobiliare Gazzini.
“Almeno per ora, il nostro è un no – conferma Seppi, che in chiusura aggiunge - pochi ne parlano ma io vorrei anche sottolineare l'importante questione sociale e di comunità. Se Laives non ha bisogno di alloggi, vuol dire che nel potenziale nuovo quartiere arriveranno persone da altre città. L'impatto dal punto di vista sociale, di cultura, di storia sarebbe enorme. Come ci si può sentire una comunità e riconoscere Laives come tale, se una fetta così grossa della popolazione viene da fuori? Per ora, realizzeremo tutto ciò di cui la nostra comunità ha bisogno. Poi, forse, un giorno, farse, penseremo al problema degli alloggi a Bolzano”.











