Contenuto sponsorizzato
Trento
07 luglio | 17:57

In valle d'Aosta 130 nuovi Alpini ma nessun trentino: "I nostri giovani hanno altre aspirazioni". L'Ana: "Da tempo sosteniamo la leva obbligatoria per formare volontari"

Nel week end 130 nuovi Alpini hanno ottenuto il cappello con la penna nera. Il presidente della sezione di Trento dell'associazione Ana: "Per il nostro campo scuola abbiamo 54 iscritti e un paio di trentini. I nostri giovani hanno altre aspirazioni o seguono altri percorsi". E sul ricambio generazionale: "Da tempo evidenziamo la necessità del servizio obbligatorio di 6 mesi per creare volontari e operatori di Protezione civile"

In valle d'Aosta 130 nuovi Alpini ma nessun trentino: "I nostri giovani hanno altre aspirazioni"

TRENTO. Sono stati 130 i ragazzi del corso "Solarolo III" per diventare Alpini. Ma nessun trentino con arma, equipaggiamento e zaino si è recato sul Gran Sasso e poi ha completato il percorso del Centro addestramento Esercito della scuola di Aosta

 

"Le aspirazioni dei trentini sono evidentemente altre", dice Paolo Frizzi, presidente della sezione di Trento dell'associazione Alpini. "Non c'è mai una partecipazione elevatissima a queste iniziative. Alla cerimonia di Bassano per esempio c'è stata una sola ragazza".

I nuovi Alpini hanno concluso un periodo di 12 settimane di formazione in quota al Centro addestramento alpino di Aosta, durante il quale hanno frequentato il Modulo integrativo truppe Alpine, un impegnativo percorso fisico e tecnico. Poi ci si è spostati in quota con le giornate sono state scandite dall’ascensione sul Gran Sasso d’Italia (2.912 metri di altitudine) e dalla marcia di “San Gabriele” lungo un itinerario di 21 chilometri.

 

Un momento funzionale alla preparazione tecnica dei giovani volontari in ferma iniziale dell'esercito che non sembra stimolare i trentini nel mettersi in testa il cappello con la penna nera.

 

Tra qualche giorno inizia il Campo scuola sul Bondone, però anche in questo caso i numeri non sembrano confortare l'ente provinciale.

 

"Abbiamo 54 iscritti da tutta Italia, numeri in linea con gli altri 11 campi allestiti in Trentino", evidenzia Frizzi. "In media parliamo di 2 trentini che partecipano a ogni corso". 

 

Una situazione che, però, non sembra preoccupare l'associazione di casa nostra. "I trentini sembrano prediligere altri tipo di percorsi e il dato deve essere valutato a livello nazionale - dice il presidente dell'Ana di Trento - c'è una tenuta con circa 500 nuovi alpini ogni anno".

 

Ma per il futuro resta il nodo sul ricambio generazionale. "Sosteniamo ormai da un po' di tempo la necessità del servizio obbligatorio di 6 mesi ma non nel senso classico della leva di un tempo quanto un modo per creare volontari e operatori di Protezione civile, persone che si possono occupare di logistica, un aspetto che non è secondario. Gli interventi militari in senso stretto devono essere lasciati invece in capo ai professionisti", conclude Frizzi.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 agosto | 06:00
L'assessora provinciale alla cultura prova a spegnere la polemica, richiama "all'ordine" (perché di questo si tratta) il Consiglio [...]
Cronaca
| 09 agosto | 06:50
Sono 110 i detenuti per 88 posti in una struttura ormai fatiscente e tra le più sovraffollate del paese. E intanto gli agenti, sempre troppo [...]
Economia
| 09 agosto | 06:50
Tra le conseguenze della situazione geopolitica in atto si fa sentire per famiglie e imprese anche il caro energia. A intervenire è [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato