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Belluno
16 marzo | 16:37

"La popolazione invecchia, l'età media del turista è di 54 anni e non si sposterà più in auto", così a Cortina si torna a parlare di aeroporto e di eliporto

"Aeroporto vs eliporto - un progetto per il territorio: pregi, difetti, verità” organizzata da Welcome Dolomiti e Corte delle Dolomiti", il titolo dell'evento organizzato da Welcome Dolomiti e Corte delle Dolomiti

BORCA DI CADORE. "In un mondo che cambia bisogna creare valore per il territorio e non solo fare un semplice bilancio quando si decide di investire. Investire oggi vuol dire puntare su organizzazione ed efficienza, andando ad ottimizzare il tempo che è di fatto l’elemento che manca a tutti e che neanche i ricchi possono comprare", sono queste le parole con le quali Fabrizio Carbonera, project manager di Cortinairport, architetto, pilota privato e già nel CdA dell'Associazione mondiale piloti e proprietari di aeromobili, ha utilizzato per iniziare la presentazione del progetto dell’aeroporto di Cortina.

 

La presentazione è stata l’oggetto della conferenza "Aeroporto vs eliporto - un progetto per il territorio: pregi, difetti, verità” organizzata da Welcome Dolomiti e Corte delle Dolomiti alla Gellner Lounge di Hotel Boite a Borca di Cadore.

 

L’altro ospite della serata è stato Gherardo Manaigo, presidente del Distretto turistico delle Dolomiti bellunesi, che ha subito fatto presente che tra gli obiettivi dei distretti turistici vi sono il riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale, l’accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto e il migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi. In questo quadro si va ad inserire l’idea del Cortinaiport.  

 

“La popolazione invecchia, l’età media del turista che viene a Cortina è di 54 anni, una parte consistente delle abitazioni di Cortina sono seconde case e il 65% del turismo della conca proviene dall’estero. Tutte queste premesse ci portano alla considerazione che continuare a pensare di far arrivare i turisti a Cortina tramite la statale è impossibile perché il traffico diventerà sempre più un problema e i turisti dalla mezza età in su non si sposteranno neanche più in macchina. La soluzione è quindi farli arrivare a Cortina con aerotaxi o rimanere con camere libere, e quindi non lavorare, quando altre località di montagna con aeroporto come Megève o St. Moritz, nello stesso periodo, fanno il tutto esaurito” ha commentato Manaigo.

 

Entrando nelle specifiche tecniche di cosa vorrebbe dire costruire un aeroporto a Cortina, Carbonera ha fatto presente che l’idea sarebbe quella di andare a creare un General Aviation Airport con controllo a terra, controllo che non c’era nell'aviosuperficie che esisteva negli anni in cui vi fu l’incidente del 1976, che prevederebbe aerei di massimo 19 passeggeri e caratteristiche indicate dalla Nasa. “Non si tratterebbe assolutamente di un aeroporto commerciale come può essere quello di Venezia o Treviso con aerei di linea ma semplicemente una superficie di decollo e atterraggio lunga 1,6 chilometri e larga 30 metri con personale a terra, che controlla gli aerei, e l’aereo che non atterra a vista ma viene indirizzato da strumentazioni tecnologiche ad imboccare il cancello che Enav ci avrebbe anche già assegnato”.

 

Nella serata si è parlato anche dei riscontri economici che tale operazione potrebbe portare al territorio: si è partiti dal fatto che in media un turista della conca spende 312 euro al giorno e resta in vacanza almeno 5 giorni. Andando a moltiplicare questi numeri per 25.796, che è il numero dei passeggeri che l'aviosuperficie degli Anni '70 ha portato nel 1976 a Cortina, emerge che l’indotto in più per la conca sarebbe di circa 45 milioni di euro all’anno, secondo i dati della Banca d’Italia. Inoltre tutto ciò porterebbe alla creazione indiretta di 170 posti di lavoro che sarebbero, a detta dei promotori, una possibile misura anti spopolamento.

 

Andando poi ad esaminare quali sarebbero gli impatti ambientali di tale operazione, si è visto che una SIA, costata a Carbonera e soci circa 80.000 euro, dimostra che tutti i livelli sull’ambiente circostante si manterrebbero sotto i limiti consentiti; tra questi anche il rumore degli aerei che è di 85 dB a differenza degli elicotteri che ne fanno 92 dB oltre ad impiegare di più a sorvolare il centro del paese. “Se il comune ci lasciasse fare l’aeroporto noi faremmo al massimo 12 voli al giorno per non essere impattanti sull'ambiente. Faccio presente che una fila di auto di 800 metri ferma per un'ora inquina come 8.000 movimenti aeronautici, dati del Politecnico di Milano. Pensate che impatto ha sull’ambiente la strada statale Alemagna tutti i fine settimana” ha commentato Carbonera.

 

Parlando di elicotteri si è fatto un confronto con dati che dimostrano perché un eliporto non sarebbe la scelta giusta e si è visto che, oltre al rumore, l’elicottero ha un problema di peso massimo trasportabile, il biglietto va dai 3.800 ai 6.500 euro, il volo può essere di massimo 2 ore, riducendo quindi la provenienza dei fruitori ad un raggio di 400 chilometri di distanza, e nel 2012 si è provato ad usare come soluzione ma è stato preso da sole 230 persone.

 

“Se si triplicasse il numero di passeggeri rispetto al 2012, si stima che la perdita annua dell’eliporto sarebbe di 700-800.000 euro. Inoltre un biglietto dell’aerotaxi si aggira sui circa 100 euro e questo lo renderebbe fruibile ad un bacino molto più ampio di persone rispetto ai 4.000 di un elicottero. E’ dal 2015 che chiediamo al comune di poter fare questa opera e non abbiamo ancora una risposta. Noi rimaniamo a disposizione nella speranza che prima o poi le istituzioni capiscano l’importanza di tale operazione per il loro territorio” ha concluso Carbonera.

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