La serie tv non paga i fornitori trentini, l'assessora Gerosa: "Finché non saranno saldati tutti i debiti, niente contributo provinciale alla produzione"
A chiedere chiarimenti alla giunta provinciale è stata la consigliera Antonella Brunet (Lista Fugatti), e così è intervenuta l'assessora Francesca Gerosa: "La società di produzione si è attivata per saldare il dovuto entro ottobre: la Pat vigilerà sul rispetto di questa data"

PRIMIERO. C'è anche l'occhio attento della giunta provinciale trentina, su "Black Out 2".
In questo caso però non per godersi la trama della fortunata serie Rai ambientata negli scenari mozzafiato tra Valle del Vanoi, Primiero e Paneveggio; ma per vigilare sul pagamento dei vari debiti che la produzione si è lasciata indietro sul territorio trentino nei confronti di vari fornitori locali, che tra gennaio e marzo 2024 hanno contribuito alla realizzazione della serie ma che non hanno ancora ricevuto il pagamento dei crediti dovuti.
Una situazione che è stata portata all'attenzione della giunta provinciale dalla consigliera Antonella Brunet (Lista Fugatti) e che oggi ha visto intervenire sul tema direttamente l'assessora competente, Francesca Gerosa.
"Black Out è una delle 300 produzioni che, grazie alla Trentino Film Commission, ha portato molti vantaggi al territorio", ha dichiarato Gerosa. "Questo caso è un’anomalia perché, in generale, oltre il 90% dei fornitori trentini sono stati pagati dalle produzioni, anche se si deve arrivare all’obiettivo del 100%".
"I beneficiari - ha ricordato Gerosa - possono chiedere l’anticipo del 30% del contributo, la rimanente parte è vincolata al rispetto del contratto. Quindi, la società Eliseo Entertainment (che ha co-prodotto la serie con Rai Fiction, ndr) potrà avere il saldo solo quando avrà pagato i fornitori. Da quanto risulta la società si è attivata per saldare i creditori e quindi per ottenere tutto il contributo. Comunque la società dovrebbe saldare il dovuto entro ottobre e la Pat vigilerà sul rispetto di questa data".
Insomma, la speranza è che entro poche settimane si chiuda positivamente questo "caso" che pesa comunque per qualche decina di migliaia di euro sulle casse delle numerose realtà private locali che hanno fornito beni e servizi alla produzione.












