L'enogastronomia come motore del turismo: "Dobbiamo dare più valore ai prodotti del nostro territorio"
Al via la seconda edizione di Gusto Dolomiti, l’evento promosso da Welcome Dolomiti con Corte delle Dolomiti e Red Squirrel Events per promuovere le aziende agricole del territorio cadorino e ampezzano e incentivare l’incontro con i ristoratori dell’area per l’utilizzo dei prodotti tipici nei loro menù

BORCA DI CADORE. Si è tenuta il 2 ottobre, all’Hotel Boite dell’ex villaggio Eni di Borca di Cadore, la seconda edizione di Gusto Dolomiti, l’evento promosso da Welcome Dolomiti con Corte delle Dolomiti e Red Squirrel Events per promuovere le aziende agricole del territorio cadorino e ampezzano e incentivare l’incontro con i ristoratori dell’area per l’utilizzo dei prodotti tipici nei loro menù.
L’edizione 2025 ha visto un aumento di adesioni dei protagonisti di questa fiera B2B, segno che l’iniziativa sta creando reali sinergie sul territorio: “Siamo orgogliosi e felici di poter riproporre per il secondo anno questo appuntamento, dopo il successo della prima edizione” commentano da Welcome Dolomiti proseguendo “Lo scorso anno abbiamo gettato le prime basi per aiutare agricoltori e produttori locali a prendere ancora maggior coscienza del 'valore' delle loro produzioni e per spingere maggiormente sulla bellunesità dell’offerta gastronomica di hotel e ristoranti. Siamo convinti che sia un messaggio importante e crediamo che in molti abbiano apprezzato l’opportunità data da questo appuntamento”.
Durante la mattinata si è partiti dal presupposto che nel 2024 in Italia sono arrivati 1,2 milioni di turisti venuti nel nostro Paese per fare turismo enogastronomico e che il 65% di questi ha scelto i ristoranti in base alla presenza o meno di prodotti del territorio nei menù. Si è poi detto che gli utenti sono disposti a spendere il 30% in più per mangiare cibi di cui si conosce la provenienza e che le recensioni su Tripadvisor migliorano del 20% quando nei menù vi sono prodotti del territorio. Tutti questi dati sono serviti per dimostrare ulteriormente che sia fondamentale far incontrare agricoltori e ristoratori bellunesi.
Tra questi, come ristoratore, Graziano Prest del ristorante Tivoli di Cortina d’Ampezzo si è detto speranzoso di vedere sempre più colleghi partecipare a questo appuntamento annuale cosciente che oltre confine questo modello di cooperazione aziendale è già sviluppato e che replicarlo qui permetterebbe di avere anche nel territorio bellunese delle eccellenze e dei prodotti unici da proporre.
Un confronto tra il bellunese e “i cugini oltre confine” è stato fatto anche da Silvia Calligaro vicepresidente della Provincia di Belluno che ha commentato: “Quello che invidio ai cugini più fortunati, che sono al di là del confine, non è tanto l’avere più soldi ma è avere un grande orgoglio e senso di appartenenza che fa sì che chi vive li compra i prodotti del territorio e dà valore al proprio territorio. Sappiamo che la montagna è un territorio bello ma difficile dove anche fare agricoltura è molto diverso dalla pianura e dove l’abbandono del territorio crea dissesti idrogeologici. Detto tutto ciò, penso che dobbiamo crederci un po’ nell’essere bellunesi e montanari e sono convinta che questo evento sia l’esempio di come amministrare la montagna perché permette di fare sistema e di sentirsi parte di un territorio”.
Alex Tomè, di Casearia Tomè di Santo Stefano di Cadore, ha voluto portare la sua visione da titolare di azienda agricola: “Credo sia bello usare i prodotti locali nella ristorazione ma ristoranti e aziende agricole hanno costi diversi e gestioni economiche diverse. Da qui emerge la necessità, a mio avviso, di fare un tavolo per venirsi incontro e trovare un giusto punto di equilibrio che consenta sia agli agricoltori che ai ristoratori di vivere bene della propria attività anche in vista dei giochi olimpici e di quello che seguirà dopo”.
Il tema di cosa seguirà dopo è stato affrontato da Gildo Trevisan, presidente del Consorzio Cadore Dolomiti che, prospettando una internazionalizzazione del turismo post olimpiadi, ha lanciato l’idea di una nuova app che sta già usando presso il suo Hotel Pelmo: “Con questa app è possibile visualizzare, tramite qr-code, il menù in più lingue, visionare i piatti con foto, ingredienti, descrizione, allergeni, vedere se i piatti sono adatti a vegani o vegetariani, avere un consiglio sul vino da abbinare. In più si inserisce la quantità e si procede con l’ordine vedendo già il prezzo totale. Una volta inviato l’ordine, sempre nella app si apre la pagina della Dmo Dolomiti Bellunesi che mostra gli eventi ed iniziative che avranno luogo quel giorno in quell’area geografica. Direi che così si riesce ad essere pronti al turismo estero ma anche a valorizzare al 100% il territorio”.











