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14 dicembre | 10:41

L'osteria "da Marino" compie 100 anni e festeggia con un volume che narra la storia del locale (FOTO). Tra aneddoti e bicchieri, il racconto del gestore Ivan Glavinic

Dalla chiusura forzata sotto il fascismo ai grandi concerti, come l'osteria “da Marino” a Trieste ha celebrato 100 anni di tradizione e martedì 16 dicembre ospiterà la presentazione del libro che ne racconta la storia

TRIESTE. Martedì 16 dicembre, alle 18, nella storica osteria “da Marino” di Trieste, verrà presentato il libro che celebra questo caratteristico locale della città, dal titolo “Osteria da Marino, una storia triestina lunga un secolo”, che lo scorso 28 maggio ha festeggiato il centesimo compleanno.

Il locale, simbolo delle serate nella città vecchia triestina, dove la storia viene tramandata e gli aneddoti si sprecano, è oggi gestito da Niels Guermonprez, nato in Francia ma cresciuto in Slovenia e infine approdato a Trieste e Ivan Glavinic, che ha raccontato la sua storia a Il Dolomiti.

"Io sono di origine serba - esordisce - ma sono venuto a Trieste nel 2008. Da sempre avevo una grande passione per i vini e sono stato accolto nell'osteria “da Marino", che all'epoca era gestita da Maurizio Boz, dove ho stretto diverse amicizie. Dapprima sono stato un cliente affezionato ed abituale per circa un decina di anni, finché Maurizio non cercava qualcuno a cui passare il testimone e mi sono fatto avanti io".

I primi tempi non sono stati facili. "Ho iniziato nel 2018 - prosegue Ivan - e all'inizio aprivamo a intermittenza, dovevamo portare avanti le carte e concludere le pratiche burocratiche, poi è arrivato il Covid ed è stata una mazzata. Abbiamo dovuto tenere chiuso per un periodo. Io non volevo consegnare il cibo a domicilio, quindi consideriamo l'avviamento vero e proprio a partire dal 12 dicembre 2021".


Il locale conserva ancora l'aspetto e la genuinità dell'autentica tradizione cittadina. Spesso infatti si vede nelle pubblicità o nei dépliant su Trieste, una città associata alla tipicità delle "osmize", attività tendenzialmente fuori centro che offrono cibi e bevande del circondario a prezzi teoricamente vantaggiosi, che pure hanno una loro storia peculiare, in cui giovani e meno giovani, ma anche molti turisti, si recano a passare la giornata o fare un po' di baldoria. Ma a ben
guardare questa è un'abitudine molto più recente dei triestini, di non più di una ventina d'anni.

La vera tradizione in questo senso verte nel cuore stesso della città. Trieste era la città delle osterie che, specie dal dopoguerra, gremivano il centro e proponevano da bere e da mangiare prodotti necessariamente tipici a prezzi inferiori rispetto ai ristoranti. Come anche in altre città, spesso avevano il nome di chi le mandava avanti, erano luoghi informali, talvolta quasi senza orari precisi. Ma le osterie davano il loro meglio alla sera, dove il clima diventava più incline al “chiasso”, in cui si beveva, si cantava e si suonava, basti pensare a quanti brani e strofe della canzone triestina sono nati nelle osterie, elementi di uno stile che in parte definisce l'essere triestino ancora oggi.

L'osteria “da Marino” è una delle ultime rimaste a provenire direttamente da quella temperie, testimone della Trieste di una volta, prima dell'arrivo del turismo, delle trattorie tematiche e gourmet.

La prima “vita” dell'osteria inaugurata nel 1925 era tuttavia diversa, originariamente concepita come una caffetteria, fu aperta da Samuele Cesana nel cuore del ghetto ebraico cittadino, che continuò fino alla chiusura forzata del 1940, a causa delle origini ebraiche del titolare che fu costretto ad abbassare le serrande a seguito della proclamazione delle leggi razziali, avvenuta proprio a Trieste nel 1938.

Il locale fu poi riaperto da Marino Furlan, che lo convertì in osteria ribattezzandola con il proprio nome e mantenendone le redini fino alla fine degli anni sessanta. Dalla metà anni '80 l'osteria “da Marino” sarebbe diventata progressivamente un riferimento, tanto per le sue caratteristiche quanto per la posizione centralissima, per il merito di aver continuato la sua attività senza snaturarsi anche di fronte al cambiamento dei tempi e della città, divenendo tappa anche di volti dello spettacolo e della musica italiana e non solo, si pensi che vi avrebbero fatto visita anche Guns N' Roses e gli Iron Maiden. Ma soprattutto la storia di questo locale si è legata a doppio filo con lo sport, in particolare con il rugby, come ci ha raccontato ancora Ivan, l'attuale titolare

"L'osteria - conclude - ha sempre avuto un forte legame con il rugby, e come da tradizione anche noi custodiamo la storia delle gestioni precedenti. Sergio Bertozzi, il padre di Barbara, che era la moglie di Maurizio Boz, che prima di me gestiva il locale, era stato il fondatore della prima squadra di rugby a Trieste, e il locale è diventato un punto di riferimento di quello sport, tanto che ancora oggi organizziamo pranzi e cene per queste squadre”. Tra aneddoti, bicchieri e rugbisti, l’osteria da Marino continua a scrivere la sua storia, confermandosi un simbolo della Trieste che cambia custodendo il passato.

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