Contenuto sponsorizzato
Belluno
04 giugno | 17:06

Lunga notte delle chiese: torna l’evento partito da Belluno dieci anni fa e che coinvolge oggi oltre 40mila persone in tutta Italia

È la decima edizione per la “Lunga notte delle chiese”, una manifestazione portata in Italia da Belluno e da qui diffusasi in tutto il Paese. Nonostante l’organizzazione centrale rimanga a Belluno, ogni diocesi agisce in modo autonomo. Non è un’iniziativa verticistica, perché lo stimolo parte sempre dalla comunità. Molte chiese, inoltre, vanno avanti tutta la notte con musica ed eventi ai quali la partecipazione è libera e gratuita

BELLUNO. È la decima edizione per la “Lunga notte delle chiese”, una manifestazione portata in Italia da Belluno e da qui diffusasi in tutto il Paese. “Sono dieci anni di un evento che si è consolidato nella diocesi di Belluno-Feltre e ha allargato i suoi confini a livello nazionale. Sono circa 160 le diocesi partecipanti, oltre 200 luoghi di culto tra chiese, oratori, musei diocesani, piccole parrocchie: una comunità eterogenea, segnale di un evento costruito dalle comunità che si uniscono a questa rete autonomamente” afferma Stefano Casagrande, coordinatore dell’evento e fondatore dell’associazione BellunoLaNotte.com che lo organizza in collaborazione con le diocesi partecipanti.

 

La notte bianca dei luoghi di culto si terrà venerdì 6 giugno, con un numero crescente di chiese e parrocchie coinvolte nella provincia. “Ha un duplice significato: quello culturale e conoscitivo, perché dà la possibilità di visitare luoghi spesso poco frequentati, e quello di avvicinare chi è estraneo al mondo della chiesa. Nel comune di Belluno sono numerose le chiese che offrono concerti e visite guidate, per vedere quelli che potremmo considerare dei musei gratuiti davanti ai quali spesso passiamo senza soffermarci: è dunque l’occasione per entrarci oltre la motivazione spirituale e conoscere questi luoghi sotto un’ottica diversa” commenta Paolo Luciani, assessore al turismo della città.

 

Il programma è disponibile sul sito (lunganottedellechiese.com), dov’è possibile vedere anche le numerose realtà coinvolte a livello nazionale. Nonostante l’organizzazione centrale rimanga a Belluno, ogni diocesi agisce però in modo autonomo. Molte realtà rinnovano infatti la partecipazione di anno in anno, altre si uniscono in maniera spontanea: non è dunque un’iniziativa verticistica, perché lo stimolo parte sempre dalla comunità. Molte chiese, inoltre, vanno avanti tutta la notte con musica ed eventi ai quali la partecipazione è libera e gratuita.

 

Lo scorso anno la manifestazione è arrivata a coinvolgere oltre 40mila persone in tutta Italia. “Spesso sono i laici che frequentano una parrocchia a chiedere al parroco di unirsi e organizzano iniziative in maniera autonoma - spiega Casagrande - promuovendo l’invito a entrare nei luoghi di culto per raccogliere poi il messaggio che vogliamo lanciare. Nel 2016 siamo partiti come un esperimento e un tentativo di evangelizzazione: erano coinvolte solo quattro chiese, ma gremite di persone di tutte le età, anche non credenti. Da allora, ogni anno pensiamo a un tema diverso, che nasce dalle risposte ai questionari che alla fine di ogni edizione mandiamo alle centinaia di organizzatori per raccogliere i loro input. È dunque un lavoro di analisi e pensiero, che ci ha portati quest’anno al tema "Abbracciami!" legato al ritorno del figliol prodigo per mettere in luce non solo il figlio che ritorna, ma anche quello che, pur rimasto al fianco al padre, se n’è forse allontanato di più nel rancore”.

 

“Come mai questa iniziativa ha avuto successo, passando da 4 chiese bellunesi a tutta Italia e coinvolgendo trasversalmente più fedi religiose? La risposta risiede nel fatto che il tema è individuato in maniera precisa e supportato da tanti materiali di approfondimento. Quest’anno è “Abbracciami!”, un tema giubilare di cammino nella speranza che ci sia sempre qualcuno che, nonostante le difficoltà, ti corre incontro, e ripreso anche dall’immagine scelta del quadro “Ritorno del figliol prodigo” di Rembrandt. Oltre a questo approfondimento contenutistico, ci sono però altri elementi di carattere musicale e artistico attorno al tema, che non è dunque estemporaneo ma molto concreto e declinabile in maniera varia” conclude Don Giacomo Mazzorana, direttore del Museo diocesano di arte sacra Belluno Feltre.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 01 giugno | 17:00
In pochi giorni sono stati ritrovati decine di sacchi dell'immondizia con all'interno resti e interiora di pecore. Il sindaco: "Questa mattanza non [...]
Cronaca
| 01 giugno | 16:57
Urla disperate per chiedere aiuto mentre tra le vie del centro viene preso a calci e pugni da un gruppo di 6 ragazzi. Identificati dalla polizia
Cronaca
| 01 giugno | 16:26
Piogge forti in Friuli e violenta grandinata a Pordenone, ma è solo l'antipasto, in tutta la regione scatta l'allerta gialla a partire dalla sera [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato