Parcheggi a Bolzano: si apre il dibattito sulle zone colorate. Mantenere, ridurre o eliminare il sistema?
L'amministrazione si avvarrà della consulenza di esperti in materia di mobilità urbana, ai quali sarà affidato un incarico per analizzare e approfondire le opzioni

BOLZANO. Un errore che ha portato al dibattito, a farsi domande e (forse) a trovare soluzioni. A Bolzano si discute delle famigerate "zone colorate", ovvero quel sistema per la regolamentazione della sosta in città. I cosiddetti bollini colorati consentono infatti solo ai residenti di parcheggiare sulle strisce bianche nel proprio rione. Per tutti gli altri ci sono i parcheggi blu a pagamento.
Ma ora ci si chiede se abbia ancora senso mantenere un sistema che pare (a molti) essere superato. Tutto nasce da un errore e da una delibera, poi ritirata, del sindaco Claudio Corrarati (della quale avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO) e ora sulla base del Piano Generale del Traffico Urbano approvato dal Comune lo scorso marzo, l’Amministrazione intende avviare un approfondimento sulla regolamentazione della sosta.
Come riferisce l'assessora competente, Johanna Ramoser, sono tre i possibili scenari d'intervento presi in considerazione: il primo scenario prevede il mantenimento dell'attuale situazione, ossia due contrassegni colorati gratuiti a famiglia, con la possibilità di un ulteriore contrassegno a pagamento per la propria zona di residenza.
Il secondo scenario contempla invece un intervento sulla delimitazione delle aree ed una progressiva riduzione del numero di contrassegni disponibili. La terza ipotesi invece è quella di eliminare totalmente le zone colorate e adottare un modello unico per tutta la città. "L'obiettivo - spiega Ramoser - è individuare lo scenario migliore per i cittadini, garantendo soluzioni più adeguate e funzionali alle loro esigenze quotidiane.
Per questo motivo l'amministrazione si avvarrà della consulenza di esperti in materia di mobilità urbana, ai quali sarà affidato un incarico per analizzare e approfondire le tre opzioni, così da indirizzare l'amministrazione verso la scelta più opportuna e proporre una soluzione condivisa". A gennaio, l'assessora proporrà alla commissione mobilità un viaggio-studio a Vicenza o in altre realtà urbane simili, per conoscere direttamente le scelte adottate e valutare i risultati ottenuti, tra vantaggi e criticità. "È fondamentale trovare convergenze politiche e soluzioni che possano migliorare concretamente la vita dei cittadini, tenendo conto di tutte le implicazioni pratiche e sociali", conclude Ramoser.












